Angolo Roma – La Roma fa paura solo a se stessa

Angolo del tifoso Focus On Roma
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Arrivano i Campioni d’Italia in carica, arriva il passato di Mourinho e il passato della Roma, quell’Edin Dzeko amato e oggi fischiato, vai a capire perché – ma è un paese libero.

La sfida appare improba, l’Inter è più forte per blasone (storico e attuale): lo dice la classifica, lo dicono le “figurine”, lo dicono gli infortuni e le squalifiche che aggiungono il superlativo “molto più forti”; lo sa Inzaghi che si permette di far riposare Lautaro.

Mourinho inventa la formazione e la Roma entra pimpante. Il primo quarto d’ora vede più strappi giallorossi, soprattutto con Zaniolo, fermato a fatica, ma azioni particolarmente pericolose non si registrano.

La sfida appare improba già s’è detto, ma se poi ci si fanno i gol da soli è impossibile. Angolo di Cahlanoglu, tutti a vuoto e direttamente palla in rete sotto le gambe di Patricio. Assurdo.

Finisce il primo tempo dei giallorossi. In pochi minuti i nerazzurri ne fanno due (molto bella l’azione corale del secondo), uno di Dzeko, appunto, che se ci scommettevi 1 euro poi all’allibratore ne dovevi ridare 5. Bella pescata del turco per Dumfries, di testa per il terzo.

Se segna Dumfries per me si può sospendere per manifesta inferiorità. In mezzo è un miracolo se i nerazzurri non chiudono con 5 o 6 gol.

Nel frattempo (nulla che c’entri col risultato) le parole in settimana di Mou su Zaniolo, volte forse a chiedere maggior attenzione agli arbitri, hanno sortito effetti: se prima al talento spezzino veniva fischiato un fallo su quattro, ora ne fischiano zero; angoli a favore: neanche ci perdo tempo.

Nella ripresa non arriva la pioggia di gol solo perchè i nerazzurri riposano, tanto la Roma neanche ci prova. Solo Zaniolo all’80imo fa una serpentina solitaria e dà l’impressione del gol su un siluro all’incrocio che gonfia la rete, purtroppo dall’esterno.

Patricio sta disputando una buona stagione, ma ogni sfida con una squadra di vertice mette il timbro in negativo, qui addirittura un “sigillo Papale”. Dei cinque difensori si salva, forse, solo Smalling. Veretout, Cristante e Mhkytarian in smart working.

Per marcare Shomurodov basta il pensiero, come a Natale. Zaniolo è l’unico che ci prova, caratterialmente, fisicamente, ma si scontra immeritatamente con compagni mediocri, arbitri prevenuti (e mediocri) e comunque con una condizione si e no del 50%.

Mourinho, grande allenatore, il più vincente in assoluto, ha deciso di venire a rifondare un club che ha la mediocrità ormai radicata nel terreno. Allena giocatori appena buoni, ma giusto in una mediocre Serie A. Le riserve non sono buone neanche per il sugo.

Il lavoro da fare è interminabile. Lo stesso Mou lo disse settimane fa: “Qui ci sono problemi sepolti da anni”. Squadra abbonata a figure meschine ormai da un decennio, povera tecnicamente e mentalmente. Quest’anno si è visto del carattere a targhe alterne, ma è quel carattere con cui le squadre mediocri con un pò di fortuna battono il Toro e con un pò di sfortuna perdono a Bologna. Se affrontano l’Inter, come di dice a Roma: fanno “pippa”.

Qualcuno ancora pensa che Mou a volte sia “cattivo” con la squadra. Quando mi chiesero cosa mi aspettassi dallo Special One non parlai di trofei, ma napalm su Trigoria e su tutte le abitudini e attitudini presenti. Per me fino a oggi Mou è stato fin troppo buono: non si facciano più sconti a nessuno.

 

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