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Angolo del tifoso

ANGOLO JUVENTUS – E’ un mago o un prestigiatore?

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Milik Juventus
Tempo di lettura: 3 minuti

La Juventus perde 2 a 1 all’Olimpico contro la Lazio, ma approda in finale di Coppa Italia grazie alla vittoria dell’andata allo Stadium.

E’ un dubbio capace di insinuarsi nella mente anche del tifoso più passionale. Il tizio che dirige la squadra del cuore, quello che sceglie uomini e strategie di gioco, davvero sa sempre quello che fa? E’ un autentico maestro del settore, capace di risolvere ogni partita con una intuizione geniale, oppure è solo abile nel far credere a tutti che è in grado di farlo?  E’ un mago o un prestigiatore?

Il calcio è una cosa semplice

Nel caso di Max Allegri, attuale allenatore della Juventus neofinalista di Coppa Italia dopo la sconfitta di misura in casa della Lazio, la questione è sempre all’ordine del giorno. I risultati conseguiti, a parte le ultime due stagioni, sono dalla sua parte. Ma non bastano alla stampa e ai tifosi per riconoscergli lo status di  guru della panchina. Si pone sempre l’accento sul divario tra il valore del suo parco giocatori e la qualità del gioco espresso. Va notato come non metta a proprio agio gli elementi più talentuosi del suo gruppo. Si sottolinea come non ami lanciare i giovani. Si ricorda che il suo intercalare preferito sia “il calcio è una cosa semplice”. Tutti indizi che portano a disegnare l’identikit di un provetto mistificatore più che uno stratega da campo.  E’ un mago o un prestigiatore?

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Scelta azzardata

L’inizio della semifinale di ritorno sembra confermare appieno le perplessità sul suo conto. I bianconeri partono dal 2 a 0 dell’andata. Basterebbe non incassare più di una rete per garantirsi l’accesso alla finale. Praticamente un invito a nozze per il buon Max, è risaputo che la sua specialità è speculare su ogni tipo di vantaggio, anche il più esiguo. Sicuramente ha dato disposizioni adeguate ai suoi ragazzi: assestarsi in difesa, niente rischi inutili. Intanto basta il primo calcio d’angolo a favore degli avversari, un buon stacco di testa ad incornare nell’angolino e la Juventus si trova sotto. Ora, a parte che gli schemi difensivi sui corner dovrebbero essere il pane quotidiano di ogni allenamento, era davvero il caso di (ri)proporre Alex Sandro come titolare in una gara cosi importante? Il difensore brasiliano, da mesi in naftalina e con il contratto in scadenza, viene ridicolizzato in occasione della marcatura laziale. Ma c’è anche la responsabilità del suo improvvido mister nel mandare allo sbaraglio un giocatore cosi fuori forma. Una scelta azzardata che ripropone vecchi interrogativi. E’ un mago o un prestigiatore?

Rabbia non controllata

Svanita l’idea di poter gestire la gara a proprio piacimento i bianconeri hanno dovuto cambiare radicalmente la propria strategia. Niente più giro palla lento e perdite di tempo. Il ritmo soporifero con cui speravano di condurre l’incontro fino al novantesimo è stato vanificato dalla rete subita. Ne basterebbe solo un’altra per andare ai supplementari è rischiare di cedere l’intera posta in palio per la fatica. Tantopiù che i laziali, galvanizzati dal gol, imprimono una decisa accelerata alla loro manovra per confondere le idee agli avversari e punirli di nuovo. Per reazione, gli uomini di Allegri non sanno far di meglio che divorare enormi porzioni di campo a spron battuto ogni volta che capita l’occasione di una ripartenza. In almeno un paio di occasioni la rabbia non controllata dei torinesi sembra dare buoni frutti ma il pareggio resta una illusione. Colpa del nervosismo in campo o responsabilità della mancata conduzione dalla panchina?  E’ un mago o un prestigiatore?

Sull’orlo del precipizio

I biancocelesti non hanno fretta di affondare i colpi, sanno che arriverà il momento giusto. L’intervallo non sembra portare benefici agli avversari, infilarli nuovamente è un gioco da ragazzi. E, con i conti in parità, l’incubo dei supplementari assume sempre più consistenza. E una eventuale terza rete eliminerebbe i ragazzi di Max dalla finale, mandandoli sull’orlo del precipizio. A questo punto è d’obbligo intervenire: Allegri, oltre al solito talismano Yildiz, butta nella mischia anche Weah e Milik. E’ il momento della verità: adesso vedremo se il mister bianconero è davvero in grado di mutare il corso della partita con le sue alchimie tattiche oppure sta solo bluffando per nascondere al pubblico i suoi limiti. E’ un mago o un prestigiatore?

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Una rete provvidenziale

Eppure, sarà che la Fortuna aiuta gli audaci, sarà che da qualche parte, lassù, qualcuno guarda alla panchina bianconera con occhio benevolo, le cose si rimettono in sesto. L’ennesima folata offensiva della Juventus libera Weah in area avversaria. Il terzino statunitense non ci pensa due volte a sganciare una bordata che viene deviata in rete da Milik. La determinazione del primo, unita all’istinto da rapace del secondo, ha prodotto la marcatura che vale la qualificazione alla finale di Coppa Italia. Il risultato, infatti, non cambia più fino al triplice fischio finale dell’arbitro. La Juventus si avvicina sempre di più ad uno dei suoi due obiettivi stagionali ma ha ben poche certezze sul futuro. Anche l’eventuale vittoria nel trofeo non dissiperebbe l’aura di scetticismo creatasi intorno alla squadra e al suo condottiero. Max Allegri ha ancora un anno di contratto e (apparentemente) nessuna voglia di passare la mano. Ma in quanti punterebbero ancora su un tecnico sempre in bilico tra presunti colpi di genio e trucchi da imbonitore da fiera? E’ un mago o un prestigiatore?

(Foto: DepositPhotos)

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