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ANGOLO MILAN – Il Milan soffre ma vince

Angolo del tifoso Focus On Milan
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Tempo di lettura: 4 minuti

“Con quella faccia un pò così, quell’espressione un pò così che abbiamo noi prima di andare a Genova…”

La canzone di Paolo Conte girava in testa da tanto e adesso, a pochi minuti dalla fine della partita, si impone in tutta la sua grandezza.

È stato un cammino lento ma inesorabile quello che ha avvicinato il Milan alla Sampdoria già da giovedì sera, quando l’infortunio di Kjaer ha cominciato ad agitare molti. Manca il primo dei capisaldi milanisti, il centrale che imposta, l’unico calciatore a cui Pioli non ha mai rinunciato e allora le premesse per notti senza sonno c’erano tutte. E se a Roma va a ruba il Gaviscon contro le ulcere e a Napoli sono a rota di Supradyn, a Milano non si è trovato un atomo di melatonina neanche a pagarlo oro. Ognuno il suo, non siamo un Paese unito neanche in farmacia e il calcio non aiuta.

Il Milan va subito in controllo della partita con la solita trama di passaggi orizzontali, tessuta con pazienza. Contro una Samp corta, schierata con un efficace 4-4-2 che chiude bene le linee di passaggio centrali, le verticalizzazioni centrali funzionano poco e allora il Milan sviluppa gioco su le fasce, soprattutto quella destra, dove Augello è spesso solo a fronteggiare Saelemekers e Calabria, oggi in versione più fluidificante che marcatore. I padroni di casa non riescono a divincolarsi ma paradossalmente l’occasione più pericolosa è proprio la loro con il colpo di testa di Tonelli respinto dall’ennesimo miracolo di Donnarumma e fino al quarantacinquesimo minuto, vince la difesa serrata dei blucerchiati.

Poi l’episodio che cambia tutto proprio a pochi minuti dalla sosta. Un cross morbido di un timido Tonali verso Hernandez contrastato da Jankto che viene intercettato dal doriano, con il braccio troppo largo e alto. Calvarese concede il rigore e Kessie realizza. Il Milan allunga a 30 la sequenza di partite consecutive in campionato con almeno un gol realizzato. È record.

Al rientro dagli spogliatoi uno svagato e troppo lezioso Brahim Diaz lascia il posto ad Hauge, ma il secondo tempo vede una Samp completamente diversa. Arrembante, combattiva su ogni pallone e il Milan, forte di una giornata davvero di grazia del nodo centrale rappresentato da Kessie-Gabbia-Romagnoli, la subisce per più di venti minuti senza mai correre grandi pericoli.

Al settantaseiesimo entra Castillejo per Saelemekers e dopo trentacinque secondi segna il gol del 2-0. La partita sembra chiusa, la Samp pare aver accusato il colpo, il Milan spreca anche un’occasione preziosa con Rebic su cross di Calabria e i più avranno pensato che ci si avviava ad un finale tranquillo. Ma la divinità che tutto vede e tutto sa, ci mette lo zampino ed Ekdal segna con una carambola, la rete del definitivo 1-2.

Alla luce di quest’ennesimo risultato utile consecutivo, può sembrare pretestuoso e fuori luogo dover trovare dei difetti ma è bene ragionarci adesso, con il cuore alleggerito dalle vittorie.

In dieci partite, il Milan ha subito nove gol di cui ben sette sono venuti solo da calci da fermo e sbaglia una quantità di passaggi elementari che lasciano l’amaro in bocca, soprattutto considerando che fra questi ce ne sono alcuni che avrebbero innescato tante ripartenze cogliendo di sorpresa la squadra del tecnico Ranieri.

Il risultato, stasera come in passato, sarebbe potuto essere più largo e consentire magari un riposo di energie psicologiche prezioso per tempi più duri, ma tant’è.

Un diavolo che deve guadagnarsi il Paradiso della Serie A, del resto, deve sempre soffrire e non poco.

Sarà bene fare scorte di calmanti perchè ho come l’impressione che di partite così tese e importanti, quest’anno, ne vivremo tante.

E poi, come d’incanto, dopo una nottata passata a rimirare la classifica che vede ancora il Milan al primo posto staccato di cinque punti dall’Inter, sei dalla Juventus e dal Napoli e di otto dalla Roma, torna forte a farsi cantare quel motivo di Paolo Conte che fa…

“Con quella faccia un po così, quell’espressione un pò così che abbiamo noi che abbiamo visto Genova…”

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