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Angolo del tifoso

ANGOLO SPEZIA – Senza calcoli

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Spezia
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Alla vigilia, quella col Lecco era una partita da vincere, più per ossequio al calendario che metteva lo Spezia di fronte all’ultima in classifica, piuttosto che una gara da ultima spiaggia.

La cabala, d’altronde, insegna che due partite consecutive in casa non si vincono quasi mai e anche in questo caso il detto è stato profetico. Aggiungiamo l’aspetto mentale: la pressione era tutta sui giocatori in maglia bianca che avevano tutto da perdere, mentre gli avversari hanno potuto giocare con la testa libera.

Soprattutto dopo il pareggio dei lombardi, infatti, si è avvertita questa difficoltà e la stessa inferiorità numerica degli ospiti ha finito per intasare spazi e idee.

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Da ultimo, ma non meno importante, lo Spezia segna poco e quasi mai con i propri attaccanti. Verde non sempre può pescare il jolly e i difensori non possono fare pentole e coperchi.

NOTE POSITIVE

Le cose positive però, non mancano.

Per la prima volta lo Spezia ha messo i piedi sulla sabbia. Non si nuota più nell’acqua alta.

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La riva è ancora lontana ma la compagnia dei naufraghi è ben nutrita: ci sono diverse squadre che sono state risucchiate e agganciate.

La classifica si è accorciata. Nessuno vola. Paradossalmente, se il campionato finisse oggi, gli aquilotti sarebbero salvi. In effetti, il trend e la media punti ci parlano di uno Spezia che marcia quasi a ritmo play off.

NEI PANNI DEL RAGIONIERE

La tentazione del tifoso è quella di vestire i panni del ragioniere, facendo calcoli in base alle squadre da affrontare e al loro grado di difficoltà.

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Il risultato che si ottiene è un tabellino di marcia che impone e dispone, smentendo ogni logica e ogni previsione.

In realtà la serie B non ammette calcoli.

I punti che servono possono venire da ogni partita. In casa o fuori. Con le prime o con le ultime.

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Non c’è niente di scritto, nulla di predeterminato.

REMARE SEMPRE

Da qui alla fine sarà un testa a testa fra più squadre e questo sarà un vantaggio dal momento che aumentano le probabilità che qualcuno possa rimanere impuntato sui pedali.

Come il canottaggio insegna, però, saranno decisive le ultime palate.

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Il timoniere D’Angelo sa che direzione prendere. Ai giocatori il compito di non smettere di remare.

(Foto: Depositphotos)

 

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