Dal calvario a Barcellona alla rinascita a Lecce, la bellezza delle lacrime di Umtiti

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Bombaaaaaaa!!! Non quelle che ancora piovono copiose, purtroppo, in Ucraina. Non quelle delle grandi big, non quella di Casemiro al Manchester o di Barak alla Fiorentina. Non quella ipotetica di uno scambio da fantacalcio tra Osimeh e Cristiano Ronaldo, no. Ma pur sempre di bomba si tratta. E, per lo più, a sorpresa. Una bomba di lacrime e di rivalsa, di passioni e di sentimenti. Perché, nonostante tutto, il calcio vive e si nutre avidamente ancora di emozioni. Forti, fortissime. Difensore centrale francese del Barcellona lui, terra ospitale e calorosa lei, con i colori giallorossi del Lecce a sancirne un intenso abbraccio, per il momento della durata di 1 anno. Lo stipendio di 4,8 milioni di euro sarà quasi interamente pagato dal Barcellona. Ha inizio la relazione tra il campione del mondo di Russia 2018 Samuel Umtiti e il meraviglioso Salento. Un matrimonio che ha trovato, da subito, il consenso sia degli spagnoli che dei pugliesi. Dei primi, perché Umtiti, proprio per via del reiterato infortunio, era ormai fuori da ogni piano progettuale. Dei secondi perché è stato messo a segno un colpaccio mica da ridere, un innesto di qualità, di primissimo piano e dalla grandissima esperienza. Mancino, fisicamente imponente e tecnicamente importante, il quasi 29enne originario del Camerun è tanto istintivo e rapido negli anticipi e nel posizionarsi, quanto a volte anche irruento e scomposto. Autorevole è probabilmente l’aggettivo più adatto per il poco fortunato francese, che col Barcellona in 6 anni ha collezionato 133 presenze.

IL CUORE HA BISOGNO DI FAVOLE. Insomma Umtiti era quello di cui il Lecce aveva bisogno per recuperare entusiasmo. Che adesso è schizzato alle stelle. Ma anche Untiti aveva bisogno di ricominciare da una piazza affettuosa come Lecce. Accolto calorosamente all’aeroporto di Brindisi, Umtiti non c’ha messo molto a lasciarsi andare in un commosso pianto liberatorio. Deve aver ripensato alle ultime 3 stagioni, segnate da un ginocchio sinistro a pezzi che pareva non volersi più riprendere e da applausi che non pensava più di ricevere così scroscianti. Tutto iniziò poche settimane dopo il trionfo mundial in Russia, per poi terminare malinconicamente prima con la panchina e infine con l’essere messo fuori rosa dai blaugrana. Società che pensò ad una rescissione del suo contratto per invalidità fisica. Nei bassi ed alti della vita, adesso potrebbe a Lecce essere un punto di riferimento fondamentale per l’intera squadra, la più giovane di media dell’attuale Serie A. Intanto si tiene stretto un affetto che non s’immaginava, ancor prima di d’iniziare. Si tiene stretto il sentirsi amato e protetto, considerato e coccolato. Si tiene stretto l’essenziale di questo sport, al di là dei milioni di milioni di milioni di euro percepiti: l’emozionarsi puro, spontaneo, unico, l’emozionarsi che restituisce al calcio il lato romantico delle fiabe. Umtiti voleva solo voltare pagina e ripartire da zero. Lecce può essere la città giusta per farlo.

Nella serie tv “Westworld”, la cui quarta stagione è terminata da qualche settimana, spesso uno dei personaggi, Dolores, ripete un’espressione dalla speranza immensa. “Alcuni scelgono di vedere la bruttezza, in questo mondo. Il caos. Io ho scelto di vedere la bellezza”. Umtiti ha scelto di fermarsi a contemplare la bellezza di una nuova opportunità, del continuare a scrivere nuove pagine di stupore, del non arrendersi ed abbattersi rispetto ad una sfortunata serie di eventi. Dallo stare in apnea al risalire in superficie. Riparte dalla serenità dell’aver ritrovato sé stesso e del riprendere da una squadra che dovrà, sì, lottare con le unghie e con i denti per salvarsi. Ma volete mettere che tutto ciò non possa anche diventare la bella favola del riuscirci?

P.S. – Perché intitolare una rubrica “Autogrill”? Immaginate di trascorrere là un’intera giornata: in 24 ore quante storie vedreste e ascoltereste? Quante persone incontrereste e osservereste? Quanti gesti, parole e situazioni, che rimandano a luoghi vissuti da tanti altri volti? E’ quello che si proporrà di fare questa rubrica: approfondire, dal campo o fuori dal campo, delle storie che si conoscono e rilanciare delle storie che si conoscono poco. Raccogliere respiri di vita, attimi di condivisione, istanti dove cogliere l’essenziale nei particolari, briciole di esistenze in un luogo sì preciso ma di passaggio. Come in un autogrill, appunto, un luogo in cui tutti passano per un minuto o per un’ora, un luogo dove s’incrociano casualmente esistenze, incontri ed emozioni….

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