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Tre cose su…Napoli – Juventus

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Tempo di lettura: 3 minuti

Apoteosi

No, la rubrica di oggi non avrà molto di tecnico. E’ scritta da tifoso, e per un motivo molto semplice: Napoli-Juve non è una partita come tutte le altre. Non lo sarà mai. Per questo il 5-1 con cui il Napoli ha umiliato i bianconeri al “Maradona” vale più dei tre punti conquistati. Più dei dieci punti di vantaggio in classifica. Questo 5-1 è una serata da ricordare. E’ una gioia, l’ennesima, che arriva in un anno straordinario. Cinque gol alla Juve che arrivano a chiudere una parabola lunga 16 anni, da quando cioè le due squadre sono tornate insieme in serie A, dopo averla lasciata per motivazioni geneticamente diverse. Sono stati sedici anni di torti, soprusi, di “vincere è l’unica cosa che conta”, di regolamenti interpretati alla bisogna, di pagine e pagine di panegirici su mercati brillanti ed allenatori vincenti. Sedici anni che hanno visto però il Napoli riuscire, comunque, ad alzare trofei, Coppa e Supercoppa. Ma lo scudetto no. Quello, fino ad oggi, ancora no.

The show must go on

Cinque gol arrivati in una serata dove si affrontavano sul campo due filosofie di gioco profondamente diverse. E ieri sera ha vinto il calcio. Il Napoli l’ha dominata col gioco, con quella voglia di andare sempre all’attacco, con la convinzione che il pallone deve, prima di tutto, divertire. Qualcuno prima della partita aveva detto che tutta Italia avrebbe tifato Juve. Non saprei. Di sicuro tutti quanti ieri sera hanno applaudito il Napoli. Perché, come ha detto qualcun’altro, tutti, indipendentemente dalla fede, vorrebbero che la loro squadra giocasse come il Napoli.

Il 6, il 9 ed il 77

Il copione tecnico della partita è stato quello che tutti avevano previsto. La novità, invece, è stata il cinismo mostrato dal Napoli. Cinque gol a dispetto di un xGoals di 2.7. Un dato frutto probabilmente della convinzione con la quale il Napoli ha condotto la partita. La rincorsa di Mario Rui che propizia l’assist di Kvaratskhelia per il 4-1 di Osimhen è pura cattiveria agonistica. Poi c’è la forza dei singoli. Sceglierne qualcuno è fare un torto agli altri. Ma non è possibile parlare di questo Napoli-Juve senza riflettere su quanto siano diventati ormai un fattore per gli azzurri giocatori come Osimhen e Kvaratskhelia. Il gol del 4-1 è di fatto la sintesi perfetta di questo Napoli. Kvara illumina. Osimhen colpisce. A tutto il resto, pensa il Maestro Rui. E dovesse arrivare il titolo a fine stagione, nessuno potrà negargli una statua.

 

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