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Angolo del tifoso

ANGOLO ROMA – Reti bianche, capitolini neri

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Settimana di alti e bassi per i giallorossi che, dopo aver “guardato” il Napoli onorare la memoria di Maradona al San Paolo, hanno conquistato il primo posto nel girone di coppa maramaldeggiando con i “giovanotti” svizzeri.

La sconfitta in campionato ha risvegliato vecchi fantasmi e affrettati giudizi. Ma il momento è nero soprattutto dal punto di vista clinico:  a “non si sa cosa abbia” Smalling si sono aggiunti Mancini e Veretout. Torna Kumbulla post covid, sperando che gli altri guariti abbiano ripreso un pò di forma.

Non sta meglio il Sassuolo col lungodegente Caputo a casa insieme a Defrel, e costretto a mettere in porta Leonardo Pieraccioni travestito da Pegolo.

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Non bastasse, su Roma piove da ore, il campo è pesantissimo poco prima del fischio di inizio e i giallorossi tentano di sorprendere gli avversari presentandosi allo stadio con agghiaccianti maglioni natalizi “American Style”.

Comunque si gioca e per fortuna il mood è quello a cui la Roma ha abituato, con tentativi di scambi veloci e ripartenze, gioco che gli emiliani accettano e rilanciano.

De Zerbi fa giocare bene i suoi e il “guardiolismo” delle fitte trame di passaggi mette in difficoltà i giallorossi da subito. Numerosi i filtranti, spesso riusciti ma per fortuna defilati a bordo area.

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Bel tiro di Mhkytarian, purtroppo sul sinistro, che apre troppo, mentre poco dopo Pedro si fa respingere un mancino a pochi passi dalla linea. Bella staffilata di Locatelli a fil di palo e simulazione ridicola di Maxì Lopèz (occhio agli accenti).

Dopo un erroraccio di Dzeko di testa su angolo e un tiro sbagliatissimo di Pedro, uscita miracolosa di Mirante su Djuricic ben pescato da un dinamico Berardi. Il possesso palla è tutto neroverde e il pressing giallorosso è poco aggressivo.

Minuto 40 Pedro rimedia il secondo giallo per una ingenua trattenuta a centrocampo ma la Roma poco dopo va in vantaggio: Dzeko si libera in contropiede, serve Pellegrini davanti a Pieraccioni e invece di tirare ri-serve male Dzeko, serie di carambole e il pallone finisce in rete col tiro dell’armeno. Non ci voleva il VAR per vedere il fallo di Dzeko sul difensore, ma dopo un paio di minuti gol annullato. Giusto il tempo di ammonire Mirante per proteste e cacciare anche Fonseca e si va all’intervallo.

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Nel secondo tempo ci si aspetterebbe un Sassuolo all’arrembaggio e invece la Roma in dieci prende campo e crea occasioni. Prima, Dzeko si mangia un gol davanti a Pegolo, e poi Mhkytarian sfiora il palo. Scatenato Spinazzola che impegna il portiere e successivamente crossa per il bosniaco che tocca appena e prende il palo interno.

Al 75imo, straordinario tiro da fuori di Haraslin che insacca sotto l’incrocio, ma anche qui il VAR annulla per mezza misura di troppo dei piedi dello sloveno in fuorigioco (esilarante il video che gira con Vilar che si fa il segno della croce). Ancora Roma che con Mhkytarian e Dzeko sfiora il vantaggio.

Difficilmente un episodio condiziona una partita, ma un rigore non dato all’ 82imo è comunque un impegno a provarci: il fallo di mano di Ayhan su cross di Spinazzola è meno netto solo del rosso che avrebbe dovuto avere Obiang quando costringe Pellegrini a lasciare il campo. Rimane solo il tempo per l’ultimo angolo degli ospiti col pallone che esce di nulla.

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Roma non straordinaria e Sassuolo brillante, ma i giallorossi in dieci trovano la grinta, mentre gli emiliani dimostrano poco coraggio e subiscono invece di tentare di affondare i padroni di casa. Benissimo Mirante soprattutto nelle uscite, discuterlo per una sola brutta partita a Napoli è veramente scorretto. I tre centrali fanno un compito corretto, ma spesso in affano, segno che la condizione è ancora lontana. Spinazzola esce sempre da migliore in campo ormai, mentre sorprende Karsdorp, veloce, aggressivo e propositivo oltre che attento in difesa. Poco visibile Vilar che ha qualità ma ha bisogno di una gabbia intorno per creare gioco, ancora troppo leggero, mentre Pellegrini gioca un primo tempo indegno della sua caratura per poi invece salire di tono e qualità nel secondo.

Pedro troppo impreciso e purtroppo determinante in negativo per la sua ingenuità, col suo dirimpettaio armeno invece sempre leader silenzioso, purtroppo sfortunato nella conclusione. Dzeko fa una partita di grande carattere, segno che la condizione è tornata, fa a sportellate, recupera palloni e fa salire la squadra, ma manca di cattiveria per chiudere a rete.

Il vergognoso rigore non dato neanche merita commenti e se è vero che i due gol sono stati correttamente annullati dal VAR è stata anche la direzione generale ad essere lacunosa e quasi a senso unico. Il primo fallo di Pedro su Berardi non sembrava volontario e se il secondo da regolamento è solare, solari per lo stesso regolamento sarebbero dovuti essere minimo altri quattro falli identici degli avversari. Incredibile il fallo in attacco fischiato a Mhkytarian lanciato a rete. Spiacevoli il mancato rosso ad Obiang e almeno due mancati gialli su falli da dietro, con l’atteggiamento del fischietto napoletano che ha fatto saltare i nervi anche al calmo Fonseca.

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La Roma riprende il discorso dopo Napoli, con un tentativo di gioco brillante e lasciando qualche spazio. Infortuni e stanchezza tolgono qualcosa ma la “cazzimma” del secondo tempo è segnale importante. Nel normale decorso della partita un punto ci poteva anche stare, il Sassuolo è davvero bella realtà, ma il proscenio invaso dal “divo” Maresca lascia i giallorossi furenti a fine partita.

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