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Angolo del tifoso

PAGELLE JUVENTUS

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Tempo di lettura: 3 minuti

Szczeşny: Non molto impegnato, soprattutto su tiri da lontano. Solo nel finale deve tirare fuori i riflessi (e anche qualche altra cosa) per essere decisivo e mantenere inviolata la porta.6,5

Danilo: da neocapitano il suo compito sarebbe quello di vigilare sull’operato dei compagni di reparto. Lo fa con diligenza, a parte l’ammonizione evitabile. 6

Bremer: il suo periodo di novizio in una grande squadra è ormai finito. Ora deve dimostrare se indossare la maglia bianconera gli pesa o meno. E’ il primo ad esserne consapevole e assolve ai suoi doveri con vigore ed impegno. 6,5

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Alex Sandro: da sicuro partente a titolare fisso. Più che ai suoi effettivi meriti la sua presenza in campo è dovuta al fatto di essere l’unico centrale di piede mancino. Non è molto preciso negli interventi e questo gli costa un cartellino giallo. 5

Weah: Ha un cognome illustre (chi non ricorda papà George?), un passato da mutaforma (inizia da centravanti, si sposta ad esterno, si stabilizza da terzino) e un futuro da conquistare un passo alla volta. Fa quello che l’allenatore gli chiede, presidia la fascia con attenzione, sopperisce alla mancanza di esperienza con l’entusiasmo, si propone quando può. 6 (Dal 46’ McKennie: Sostituisce il più giovane connazionale, in un ruolo per lui non inedito ma inconsueto. Qualche buon cross e copertura. 6)

Miretti: Volevano mandarlo in prestito per farsi le ossa. Il nuovo golden boy pare destinato, invece, a rimanere. E anche da titolare. In attesa di Pogba, Allegri lo piazza sul centrodestra e gli chiede di dare densità al centrocampo e di ripartire il più velocemente possibile. Assolve con diligenza, ma anche con qualche svolazzo di troppo. Più concretezza e meno veroniche per essere decisivo. 6,5 (dal 46’ Fagioli: altro gioiello in rampa di lancio e già nel giro della Nazionale. Più ragionatore che fiorettista rispetto al compagno. 6)

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Locatelli: A Sassuolo era il regista più solido e concreto dell’intera Serie A. Una volta giunto in bianconero si è dovuto sdoppiare tra il suo vecchio ruolo e la posizione di mezzala ricoperta anche in Nazionale. Non sempre continuo, non sempre convincente. Allegri lo ha rimesso davanti alla difesa con l’imperativo di fare da schermo protettivo: passaggi corti, dinamicità regolabile, senso della posizione ben calibrato. Lui esegue, i compagni si fidano. Mezzo voto in meno per l’ammonizione evitabile. 6

Rabiot: Gli hanno chiesto di rimanere, gli hanno chiesto di essere un leader, gli hanno chiesto di essere decisivo. Come, del resto, gli sarebbe consentito per doti tecniche e temperamentali. Governa da padrone il centrosinistra: chiude, rilancia e talvolta conclude. Con successo, visto il gol. 7

Cambiaso: qualcuno voleva sapere perché Allegri lo ha preferito all’assist-man Kostic? A giudicare da quanto visto stasera la risposta è questa: attenzione a non lasciarsi terreno scoperto alle spalle, chiara propensione a mettere il turbo quando avanza e un piede non disprezzabile per i cross. Tutto quello che serve sulla fascia, insomma, e fatto per bene. 6,5 (Dal 70’ Iling Junior: entra per arare ulteriormente la zona di campo già ben sistemata dal suo predecessore. Anche un assist per Vlahovic con un gol annullato per fuorigioco. 6)

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Vlahovic: il fantasma di Lukaku da esorcizzare (cfr. http://ANGOLO JUVENTUS – Beghe di quartiere,) le critiche di Allegri da rintuzzare, gli affanni fisici da lasciarsi alle spalle. Il ragazzo serbo ha un sacco di motivi per rimboccarsi le maniche. Inizia con l’assist per Chiesa, continua con il rigore messo a segno, conclude con una partecipazione costante alla manovra d’attacco. Ma deve sempre giocare cosi per essere decisivo. 7 (da 85’ Yildiz: di lui si dice un gran bene. Si iscrive al ballo dei debuttanti con umiltà e dedizione. 6)

Chiesa: anche per lui il tempo degli alibi è finito. Adesso deve essere decisivo. Allegri gli ritaglia un nuovo ruolo su misura, in prima linea a fianco di Vlahovic. Ha licenza di inventare e anche di puntare la rete. Inizia subito su assist del serbo, da il via all’azione del terzo gol di Rabiot, si propone in ogni zona del campo. 7 (dal 77’ Milik: il centravanti di scorta entra per fare volume in area e togliere qualche incombenza a Vlahovic. 6)

Allenatore Allegri: si doveva portare a casa il risultato e anche in maniera convincente. I tre punti sono arrivati, la manovra appare più fluida rispetto allo scorso anno, alcuni uomini sembrano recuperati. Max il timoniere ha tracciato con precisione la rotta, servirà costanza nelle manovre di navigazione. 6,5

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