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Angolo del tifoso

ANGOLO JUVENTUS – Tante domande, nessuna risposta

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Spalletti Juventus
Tempo di lettura: 3 minuti

La Juventus conclude la stagione con un deludente pareggio per 2 a 2 nel Derby della Mole con il Torino e da l’addio alla Champion’s League. Considerato i risultati (e i meriti) conseguiti dalle dirette concorrenti, l’anno prossimo Luciano Spalletti e i suoi ragazzi si esibiranno sul meno prestigioso palcoscenico dell’Europa League.
Minor risalto, quindi, e, soprattutto, introiti minori rispetto alla Coppa più importante, un bel po’ di milioni che avrebbero garantito alla Signora un mercato estivo all’altezza delle richieste del suo tecnico.

Non è un mistero per nessuno che il mister di Certaldo, di fronte alla richiesta di lottare per lo scudetto, abbia risposto alla dirigenza indicando un minimo di cinque acquisti di spessore (sia tecnico che caratteriale), condizione  imprescindibile per poter realisticamente centrare l’obiettivo prefissato.

Ma adesso, con un budget per gli acquisti necessariamente ridotto, ci sono le risorse necessarie per seguire la lista della spesa dell’allenatore? E questo è solo uno degli interrogativi nati a seguito della sciagurata conclusione del campionato. Tante domande, nessuna risposta

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Risposte sul campo

Il tecnico di Certaldo, in verità, da uomo di esperienza qual è, avrebbe preferito che gli attuali componenti della rosa gli dessero qualche risposta significativa già nella stracittadina. Specie dopo aver latitato di brutto nel turno precedente.

Ovviamente la maggior parte di loro ha fatto scena muta ma anche lui ci ha messo del suo nel seminare incertezza. In porta il povero Di Gregorio sconta l’ennesimo errore della sua stagione lasciando il posto a un Perin comunque non convincente.

I pali bianconeri attendono quindi dal mercato un nuovo inquilino che dia sicurezza. Il bunker difensivo, privo del suo leader Bremer, appiedato da una squalifica, ha incassato due reti su calcio piazzato dopo essere stati in vantaggio di due gol.

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Gli schemi su palle inattive, anche in difesa, dovrebbero essere uno dei cavalli di battaglia di Spalletti. Quindi delle due l’una: o l’insegnante non è stato abbastanza chiaro nelle spiegazioni oppure gli alunni non hanno prestato abbastanza attenzione durante le lezioni. Tante domande, nessuna risposta.

Novità in difesa

La prestazione della retroguardia, purtroppo, sembra dar ragione al tecnico, che ha inserito nella sua lista anche l’acquisto di un esterno polivalente capace di giostrare su entrambe le fasce (con tutto il rispetto per il buon Kalulu, anche ieri il meno peggio del pacchetto arretrato) e un centrale dai piedi buoni per impostare la manovra dal basso.

Ieri l’assenza di Bremer si è fatta sentire più del dovuto ma è stata ancora più forte la sensazione che l’inglese Kelly, pienamente soddisfacente in fase di copertura non sia l’uomo adatto a fare da regista difensivo.

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E, a questo punto, ci si chiede se ci si debba svenare per giungere al cartellino di uno dei Big del ruolo per colmare la lacuna oppure ci si possa permettere di puntare su un parametro zero di esperienza per restaurare il fortino arretrato. Tante domande, nessuna risposta.

Centrocampo da inventare

In mezzo al campo, poi, c’è davvero da mettersi le mani nei capelli. Le difficoltà mostrate ieri da quella che dovrebbe essere la granitica coppia titolare (capitan Locatelli e K. Thuram) sono tutto un programma. Quest’anno molte mancanze in mediana sono state mascherate dalla buona vena del jolly McKennie (anche lui apparso in riserva, comunque) ma nessuno può garantire che, l’anno venturo, il grintoso texano si mantenga su questi livelli.

Il buon Spalletti gradirebbe molto avere alle sue dipendenze un metronomo di centrocampo che sappia dettare i tempi e un raffinato trequartista in grado di tagliare le difese avversarie ma i costi proibitivi dei migliori interpreti dei due ruoli (nonché la loro riluttanza a rinunciare alla Coppa più importante) lasciano presagire che nessuno dei profili richiesti farà la sua comparsa alla Continassa il prossimo Luglio.

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E, a questo punto, non si sa cosa sarà costretto ad inventarsi l’allenatore. Tante domande, nessuna risposta.

Quali attaccanti?

Infine, l’attacco. Premesso che la dirigenza si sbarazzerebbe volentieri di quasi tutti i componenti del reparto (Openda e David), dato il loro rendimento deficitario. Premesso anche che l’unico per cui Spalletti ha speso una parola per la conferma è Dusan Vlahovic, comunque anche qui spira aria di rifondazione completa.

Il centravanti serbo, nonostante la doppietta di ieri nel Derby, non da la garanzia di essere l’uomo da venti gol a campionato che serve, anche e soprattutto per le sue fragilità fisiche.
Ma anche in questo caso i nomi che si fanno per sostituirlo non sembrano facilmente raggiungibili senza investire cifre molto sostanziose. E che appaiono, allo stato attuale, impossibili da conciliare con le risorse a disposizione della dirigenza bianconera.

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Quindi, ripartire con quali prospettive l’anno prossimo? E con quali uomini? Tante domande e nessuna risposta.

(Foto: Depositphotos)

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