I nostri Social

Angolo del tifoso

ANGOLO JUVENTUS – Fine dei dubbi

Pubblicato

il

Spalletti Juventus
Tempo di lettura: 3 minuti

La Juventus incassa una pesante sconfitta interna per 2 a 0 contro l’orgogliosa Fiorentina di Paolo Vanoli e compromette quasi per intero il suo campionato. A questo punto, infatti, con solo un altro incontro davanti (contro i rivali cittadini del Toro, gente per cui il Derby non è mai una partita qualsiasi) e i diretti rivali alla corsa Champion’s in vantaggio, è molto difficile che la truppa di Luciano Spalletti possa centrare il suo obiettivo minimo prefissato di inizio stagione.

Tira aria di disfatta e il primo ad alimentare cattivi pensieri al riguardo è proprio il tecnico toscano, subito pronto a precisare di aver bisogno di un colloquio urgente con la dirigenza. L’oggetto del colloquio è facile da immaginare, molto meno prevedere cosa sarà di questo gruppo tra una settimana. Su tutto il resto, invece, fine dei dubbi.

Gente di spessore

Nessuno condannerebbe il buon Luciano se decidesse di passare la mano, a dispetto del rinnovo fino al 2028 firmato appena poche settimane fa. Sin dal suo arrivo aveva specificato di non avere certo in dotazione la bacchetta magica che risolve ogni problema e che molto, se non tutto, sarebbe dipeso dalla buona volontà dei giocatori.

Pubblicità

In realtà, più che di mirabilie tecniche (appannaggio, peraltro, del solo Yildiz tra i componenti della rosa attuale e anche ad intermittenza) questa squadra avrebbe un disperato bisogno di gente di spessore, uomini abituati a gestire ogni tipo di pressione e di portare a casa il risultato che serve negli incontri che contano, a dispetto di qualsiasi impedimento. La gara di ieri ha esplicitato, invece, che nei momenti topici questo gruppo si scioglie come neve al sole. Mancanza cronica di nervi saldi oppure incapacità altrettanto cronica di lettura del match? A giudicare da quanto visto allo Stadium probabilmente entrambi. Fine dei dubbi.

Rifondazione impossibile

E la probabile esclusione dalla prossima Champion’s League ha come diretta conseguenza proprio quello che si voleva evitare a tutti i costi, soprattutto da parte della dirigenza. Un mancato introito compreso tra sessanta e ottanta milioni di euro che avrebbero fatto molto comodo in fase di impostazione del prossimo mercato estivo. Considerando anche che Mastro Luciano aveva già dato delle precise indicazioni su quanti e quali elementi nuovi avrebbe gradito che gli venissero recapitati alla Continassa per il ritiro di Luglio. Non meno di cinque acquisti e anche di un certo livello.

In pratica, mezza squadra. Una rifondazione che, allo stato attuale, appare impossibile. Non solo per la difficoltà oggettiva di reperire i fondi necessari a finanziare una campagna di rinnovamento di questa entità ma anche per il ridotto appeal che può avere una formazione esclusa dall’Europa che conta per determinati atleti, molti dei quali all’ultimo contratto della carriera e poco propensi a chiuderla in un club di seconda fila. Anche sull’odierno status della squadra, dopo il match di ieri, fine dei dubbi.

Pubblicità

Effetti venefici

E la partita? Poco o nulla da dire, tranne che i padroni di casa sono stati capaci di sbagliare tutto, ma proprio tutto, a partire dall’approccio iniziale. Talmente timidi ed impacciati da far sembrare che fossero i viola a giocare tra le mura amiche. Formazione avversaria, tra l’altro, guidata da un ex bianconero con più di un sassolino da togliersi dalle scarpette e un cognome davvero scelto alla perfezione dal Destino. Qualcuno si ricorda del centrocampista Rolando Mandragora dalle parti della Mole? I tifosi non certo per le sue gesta in bianconero, dato che ha una sola presenza al suo attivo.

In compenso è stato bravo a farsi ricordare una volta indossata la casacca con il giglio. Un gol alla sua vecchia squadra all’andata e uno splendido ieri per chiudere i conti dopo il vantaggio iniziale firmato Ndour. E, a completare il quadro, la constatazione che la pianta il cui nome è stampato sulla sua carta d’identità ha, notoriamente, degli effetti venefici. Letale esattamente come è stato lui per i suoi colori di un tempo. Chiusura della partita e fine dei dubbi.

(Foto: DepositPhotos)

Pubblicità

in evidenza