Avellino
Serie B: L’analisi del mercato
L’analisi del mercato della Serie B
Finalmente è settembre, che come ogni anno è il mese che vede la fine di quella cine rassegna estiva che è il calciomercato. Finalmente si può tornare a parlare di calcio giocato e le varie squadre della serie B possono levare il cartello dei lavori in corso per entrare in quella fase in cui gli equilibri all’interno degli spogliatoi variano a seconda dei risultati e non degli umori di procuratori e calciatori.
Nonostante l’entusiasmo per la fine di questa sfiancante finestra di mercato, resta uno di quei compiti tipici di questo periodo dell’anno; La griglia di partenza e l’analisi di mercato.
Noi di LBDV con le citazioni cinematografiche andiamo a braccetto, e mai come in questa sessione, con colpi ad effetto e promesse mancate, affari fatti e disfatti nel giro di una notte, pensiamo che più che una valutazione tipo formula 1, con le file, sia più adatta una ripartizione in 5 fasce “cinematografiche” che provano a fare una quadra sia dal punto di vista di quanto realmente fatto, sia per quanto riguarda le promesse iniziali e gli obiettivi stagionali delle 20 contendenti.
E allora buon cinema a tutti, si parte !
Ritorno al futuro:
1) Palermo: Niente scuse, quest’anno il Palermo non deve limitarsi a salire, deve vincere il campionato. L’anno scorso Inzaghi si è appellato ad una panchina non all’altezza dei titolari e alla troppa dipendenza da Pojanpalo, ma quest’anno c’è tantissima qualità, abbondanza ed esperienza in ogni settore.
Viste le ingenti somme investite che vanno a rinforzare ulteriormente una squadra che già l’anno precedente era da promozione, non sono ammessi passi falsi.
2) Pisa: Tra paracadute e cessione dei giocatori il Pisa ha incassato tanto, circa 30 milioni. Gran parte dei soldi sono stati reinvestiti per prendere giocatori che l’anno scorso hanno fatto molto bene nella categoria (Leone, Correia, Confente, Marras, Rao, Petagna, Zanon) o pescando gente con mercato internazionale, come Ferrah, Aerbischer e il cileno Loyola dall’Indipendiente. Molti del blocco che aveva portato il Pisa in A sono rimasti tra tutti Tranoni, Angori, Coppola, Canestrelli, come anche il giovane talento turco Vural.
Il materiale da assemblare è tanto, ma di valore, mister Bianco concederà il bis? Se vogliamo trovare un difetto non si vede un bomber in grado di garantire 15-20 gol, a meno che il neoacquisto Pittarello non ripeta quanto fatto negli ultimi mesi a Catanzaro, giustificando i 2 milioni investiti sul suo cartellino.
3) Hellas Verona: Gli scaligeri sono in questa parte della griglia perchè con un valore della rosa vicino ai 50 milioni e le tante cessioni eccellenti, hanno il potenziale economico per dominare il campionato. Oltre a Bella-Kotchap, Belghali Ghilardi e Lambourde, hanno lasciato i gialloblu anche colonne degli anni in massima serie come Montipò e Gagliardini.
Il focus eccessivo sulla fase d’uscita ha lasciato il fianco scoperto ad una campagna acquisti che, dopo i prestiti di lusso di Mulattieri e Le Borgne da Sassuolo e Como, solo negli ultimi giorni ha visto l’arrivo di Ekuban in attacco e di Iannoni a centrocampo.
4) Cremonese: Anche la squadra lombarda ha fatto un mercato confuso e soprattutto improntato alle cessioni e all’alleggerimento di una rosa che aveva troppi nomi in scadenza e con contratti decisamente onerosi per la cadetteria. Via Vardy, Sanabria e Okereke e spazio al giovane Tommaso Berti, all’esperienza di Vogliacco in difesa e all’estro di Simone Pontisso a centrocampo.
Si sono poi aggiunti in prestito Felipe Jack dal Como e il trequartista Adin Licina dalla Juve next Gen. Fino all’ultimo si è inseguito il colpo Shpendi, ma la mancata cessione di uno tra Nasti e De Luca ha impedito l’operazione fino al gong.
Gli underdogs:
5) Modena: Dopo essere entrati agevolmente nei playoff, i canarini sembrano averci preso gusto. Con la cessione del giovanissimo Wiafe al Genoa hanno finanziato una campagna trasferimenti che sembra aver rinforzato gli emiliani, soprattutto a centrocampo. Brugman e Bianco sono 2 giocatori di livello che garantiranno geometrie e personalità, la difesa è abbastanza solida e ci sono tutte le condizioni per la consacrazione di un attaccante completo come Ambrosino, che sarà affiancato nel 433 da 2 frecce ai lati con il vizio del gol, Olzer e Caso.
Galloppa si candida ad essere l’Aquilani 2.0, ossia l’allenatore rivelazione del campionato. Tuttavia questa squadra che per caratteristiche sembra essere letale in contropiede, non appare altrettanto solida quando prima o poi dovrà gioco forza fare la partita. L’affidarsi ancora esclusivamente al vecchio Chichizola può essere una scelta rischiosa.
6) Padova: I patavini sono quelli che sulla carta si sono rinforzati maggiormente (Palermo a parte). Investimenti pesanti per assicurarsi giocatori nel pieno della carriera e giovani con curricula importanti. Il ritorno a casa di Moro, la fantasia di Galazzi, la qualità di Zuelli e Pompetti in mezzo al campo, Carissoni e Zanimacchia sulle fasce, Dalla Valle e Lovato in difesa sono innesti che alzano il livello già buono della squadra. E poi c’è il colpo del mercato cadetto di quest’anno, l’acquisto per 3 milioni + bonus di Gabriele Artistico, oggetto dei desideri di mezza serie b.
Da non sottovalutare anche il 19enne Cocchi, terzino sinistro molto considerato dall’Inter, detentrice del cartellino, al punto da avergli fatto fare già 4 presenze in partite ufficiali.
7) Sampdoria: Nuovo allenatore (Bernardo Corradi), nuovo Ds (Americo Branco, portoghese, unico Ds straniero della B), la Sampdoria si presenta ai nastri di partenza ancora come un cantiere aperto. Via Ghidotti, Coda, La Gumina che avevano deluso e spazio alla fantasia con il trequartista Verschaeren e il bomber Laurtisen. Dall’Italia in sostanza sono stati pescati solo Insigne e Ravanelli, mentre la maggior parte del lavoro è stato fatto di fino sui mercati esteri dove il ds ha continuato a cacciare conigli dal cilindro come il trequartista del St. Pauli Daniel Sinani. Solo il campo ci dirà se è stato l’ennesimo mercato esotico e sconclusionato o l’inizio della risalita in casa blucerchiata.
Miseria e nobiltà:
8) Mantova: I virgiliani vengono da una seconda parte di stagione positiva, coincisa con l’avvento in panchina di Modesto. Sono stati quinti per punti fatti nel girone di ritorno, dietro solo alle 4 corazzate che si sono giocate la promozione diretta. La società ha portato avanti una campagna di rafforzamento in tutti i reparti del 3421 che sta dando tante soddisfazioni. Giocatori di esperienza, giovani, prestiti e giocatori di proprietà, con il sacrificio del solo Marras per riequilibrare i conti. Ignacchitti affiancherà Trimboli in una mediana giovane e completa, Kounda darà fisicità, Gliozzi e Vlahovic sono un buon mix in attacco, Ilie garantirà fantasia, Benaissa un tocco di esoticità.
Ruocco e Bragantini porteranno la solita dose di velocità ed imprevedibilità. Castellini dovrà favorire l’inserimento dei giovani difensori, Koispo in primis. La vera forza di questa squadra tuttavia non risiede solo nei singoli, ma nel fatto che sembrano già un blocco granitico dove ognuno sa quello che deve fare e la bella partenza ne è la prova.
9) Avellino: Al netto delle questioni tecniche o del valore di questo o quel giocatore di cui si discuterà durante tutto l’anno, per inquadrare il livello della squadra e la sua peculiarità, basta elencare quella che grossomodo dovrebbe essere la squadra B.
Iannarilli, Sala, Cancellotti, Enrici, Venturi, Faticanti, Sounas, Di Maggio, Berenbruch/Di Paolo, Adamo, Favilli. Una squadra come questa si potrebbe anche salvare. La forza della squadra sta dunque nella profondità dell’organico, con la ciliegina finale Cheddira. L’età media della rosa è stata molto abbassata in virtù dei tanti giovani acquisti, vero marchio di fabbrica del direttore Aiello.
10) Sud Tirol: Il nuovo corso della squadra Altoatesina ha un nome e cognome, Matteo Lovisa. Fino ad ora nelle 2 esperienze della sua carriera ha mostrato abilità fuori dal comune nello scovare talenti, valorizzarli per poi rivenderli a prezzi elevati con risultati sul campo sempre oltre le aspettative.
Probabilmente sarebbe già in serie A se 2 eventi molto gravi di natura societaria, comunque non imputabili direttamente a lui, contestualmente non ne abbiano un po’ macchiato l’immagine.
Trattasi di bancarotta fraudolenta (tra l’altro il padre era il proprietario del Pordenone) e infiltrazioni camorristiche, con amministrazione giudiziaria. Un motto di Agatha Christie recitava: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”.
Dunque Bolzano sarà un importante banco di prova anche per lui. Per ovviare alla perdita di 3 validi interpreti come Kofler, Pecorino e Merkaj, il ds da Castellammare si è portato Giorgini, Okoro e Brunete e tra i tanti acquisti effettuati sicuramente si nasconderanno nuove perle. Zeroli se sta bene è uno che sposta, ed occhio a Rispoli.
Into The wild:
11) Catanzaro: Dopo l’exploit dell’anno scorso in Calabria c’è aria di rivoluzione. 18 acquisti, 16 partenze e solo 12 reduci della cavalcata che ha quasi portato le aquile in massima serie. Dentro Dorval, Pecorino, Mosti, Candela, Tchauna e il colpo Pafundi in prestito. Alcuni acquisti dalla D (la maggior parte sono giovani futuribili con ottima possibilità di valorizzazione) a cui fanno da contraltare cessioni illustri come Liberali, Favasuli, Cissè, ma anche Pontisso, Cassandro, Pompetti, Brighenti e Felipe Jack. Agli ordini di mr Gorgone si presenta una squadra che fino all’ultimo giorno di mercato sembrava un cantiere aperto, e al gong ha immesso Loubao, Cassa e Pocagar che sono prospetti tutti da scoprire.
I giallorossi sembrano ancora una volta una squadra da scoprire piano piano ma che può fare molto bene e crescere durante il corso della stagione.
12) Cesena: La telenovella Shpendi ha bloccato il mercato della compagine romagnola, per poi concludersi con un nulla di fatto, e forse non è stato un male per una società (ennesima proprietà americana) di cui da 7 o 8 mesi a questa parte si fa fatica a capire che tipo di progetti abbia, viste le tante scelte un po’ azzardate, più riconducibili a questioni di visibilità che a discorsi tecnici, minando un po’ la credibilità di una società che sembrava essersi stabilizzata su buoni livelli nella seconda serie.
Alla fine rispetto all’anno precedente sono partiti il prodotto della cantera locale Berti e la freccia Ciervo. Sono stati presi giovani da valorizzare quali Ilic, Pagano (bel colpo a titolo definitivo), Caprini e Fiori. E poi come detto è rimasto Shpendi, chiamato a migliorare il già buon score degli ultimi anni. Riuscirà il carattere estroverso dell’esordiente Alino Diamanti a plasmare un gruppo coeso?
13) Empoli: La storia dell’Empoli è fatto di cicli legati ai risultati del suo settore giovanile. Il ciclo partito 5 o 6 anni fa si è chiuso, segnato simbolicamente anche dalla cessione delle quote societarie da parte della famiglia Corsi all’ennesimo fondo d’investimento d’oltre oceano. Terminati gli introiti della serie A e del paracadute, l’Empoli riparte con la politica della semina e dell’autarchia.
Per far quadrare i conti ha dovuto sacrificare i 2 gioiellini dell’under 17 (Olivieri e Perillo, ragazzi di cui sentiremo parlare tra qualche anno) incassando oltre 4 milioni dall’Atalanta. Ma la forza di questo settore giovanile sta nella quantità di calciatori che ogni anno produce. Vedremo a volte una squadra in campo composta con 8, 9 o anche 10 prodotti del vivaio (l’ultimo fatto esordire in ordine cronologico è il 17enne Biondini), con al timone la persona adatta a ripetere l’ennesimo miracolo di questo piccolo borgo toscano, ossia Guido Pagliuca. Shpendi in avanti sarà chiamato a essere il trascinatore della squadra. La salvezza passerà giocoforza dalla crescita dei giovani in rosa.
Io speriamo che me la cavo:
14) Benevento: i sanniti hanno condotto un mercato silenzioso creando un mix tra nuovi e blocco della promozione, pur nello scetticismo di una piazza che ha reagito tiepidamente. I protagonisti della cavalcata trionfale sono stati confermati in blocco, soprattutto nei settori centrali. Sulle fasce, oltre l’intoccabile Lamesta che a 26 anni finalmente potrà dimostrare il suo valore in serie cadetta, sono stati inseriti giocatori di livello come Beruatto, Sernicola e Cherubini.
In base al posizionamento della sottopunta la squadra spazierà da un 4231 offensivo (con ballottaggio Tumminello/Verdi) ad un 433 più accorto con la presenza di un centrocampista in più (Kouan/Siatunis) per proteggere i registi Prisco e Maita, vero cuore della squadra. Avanti, con il colpaccio Okereke, Salvemini e il bomber di scorta Mignani, la squadra sembra bene messa. Il grande dubbio è se una squadra così votata nel suo dna ad un gioco offensivo riuscirà a calarsi nei panni di una neopromossa che deve badare più alla sostanza che al bel gioco. Il portiere è un altro punto interrogativo.
15) Carrarese: La compagine apuana si affaccia alla terza stazione in serie cadetta con l’obiettivo della salvezza. Sono partiti mister Calabro e pezzi pregiati come Zuelli e Hasa, ma la società è riuscita a trattenere Abiuso attorno a cui ha costruito un solito 352 roccioso e di sostanza con giovani interessanti come Rubino, Topalovic, Rouhi, Martini, Reale e il difensore croato Vujevic, e gente in cerca di rilancio (Braunoder e Bonfanti). A capitan Schiavi il compito di dirigere l’orchestra.
16) Juve Stabia: Della squadra che aveva stupito è rimasto ben poco. Mancano all’appello il mister e almeno 7 o 8 titolari, le cui vendite hanno permesso di mettere in sicurezza i conti del club. Si riparte da un -2 in classifica, un giovane allenatore interessante e tante scommesse. I comprimari dello scorso anno saranno promossi a titolari e i pochi senatori rimasti, Bellich su tutti, dovranno fare da chioccia ai nuovi.
L’acquisto di Sibilli e di bomber Di Nardo, chiamato a ripetere i 14 gol di Pescara, hanno riportato un po’ di entusiasmo. L’ambiente ricompattatosi dalle vicende occorse negli ultimi 6 mesi, potrebbe aiutare la squadra nei momenti di difficoltà.
17) Vicenza: Sull’impianto che l’anno scorso ha stracciato il campionato sono stati effettuati un innesto per ogni settore. Marchizza in difesa, Valoti per inventare a centrocampo e Moncini per finalizzare. Sulle fasce sono stati aggiunti i giovani Corazza e soprattutto Pietrelli, con capitan Costa che assicurerà ancora tanti cross dalla fascia sinistra. Sul gong sono arrivati Bellemo e soprattutto Merkaj.
Basterà? L’impressione è che forse manchi qualcosa in termini di imprevedibilità, per una squadra molto strutturata fisicamente.
18) Ascoli: Il Picchio ritorna in b trascinato dall’entusiasmo di 8.000 abbonati che faranno del Del Duca una campo ostico per tutti. Dopo un lungo girovagare come collaboratore e forte di 3 brillanti stagioni in serie c, Tomei avrà l’occasione di misurarsi con un campionato camaleontico come è quello cadetto. I protagonisti della scorsa stagione rimasti, D’Uffizi, Vitale, Milanese, Gori ed altri sono chiamati a confermarsi al piano superiore.
Saranno affiancati da un mix di giovani promettenti come De Pieri, Perciun ed Oliveri e gente esperta come Ricci, Acampora ed il colpo ad effetto Brunori. Curiosità nel vedere il difensore argentino Gattoni rimessosi in discussione dopo 3 anni di panchina.
19) Arezzo: Anche ad Arezzo è stato deciso di mantenere la struttura di squadra che ha permesso la promozione. Senza svenarsi, sono stati presi giocatori giovani (come Nunziante), in cerca di rilancio (Cerri e Cagnano) e gente non di nome ma di sostanza come il ruvido Illanes. Sulle fasce c’è qualità (Arena e Pattarello) e i giocatori conoscono i movimenti a memoria.
Ha cominciato la stagione alla grandissima, con un ottimo precampionato, sfruttando l’entusiasmo della neopromossa per una partenza sprint, ma alla lunga durerà? Probabilmente la salvezza passerà dai gol che riusciranno a portare Cerri e Mancuso,entrambi in cerca di riscatto, per una squadra ordinata, coriacea e ben registrata, ma qualitativamente abbastanza carente.
20) Virtus Entella: Riuscirà mister Chiappella a ripetere il mezzo miracolo dell’anno scorso mantenendo la categoria con una squadra che obiettivamente non pare molto attrezzata? Solito 352 sparagnino, con la speranza che i vari Cuppone, Tiritiello, Franzoni, Di Mario o l’eroe di turno portino metro dopo metro la squadra in porto.
Curiosità nel vedere il figlio di Giorgio Corona, che bene fece 2 anni fa in serie c, prima di passare un anno a scaldare la panchina a Palermo. Candidati fortemente alla retrocessione.
(Foto: Depositphotos)
