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Serie B e serie C, per chi suona la Campania?

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Juve Stabia Serie C
Tempo di lettura: 3 minuti

In questi primissimi vagiti delle nuove stagioni di B e di C, per chi suona la campana in Campania? La domanda non è di poco conto e, sicuramente, non può essere partorita una risposta che metta un punto esclamativo definitivo (i giochi sono appena appena iniziati). Appare, però, singolare che delle sei piazze campane più imponenti, in termini di numero di abitanti (e di supporters), la gara d’esordio non l’abbia vinta nessuna.

Le tre campane di B (Juve Stabia, Avellino e Benevento) hanno perso tutte e tutte per un gol di scarto. Le tre campane di C, con il tifo più numeroso (Salernitana, Casertana e Giugliano), hanno steccato in casa. Addirittura i granata di Cosmi ne sono usciti con le ossa frantumate dal derby contro il Sorrento. Dunque, com’è andata e che prospettive s’intravedono per questa prima parte di stagione?

In B esordio amaro per le campane

La sofferenza estrema, condizione che poi può far sbandare e commettere numerose ingenuità ed errori superficiali che neanche nelle scuole-calcio, è stata il filo conduttore delle sconfitte di Avellino, Benevento e Juve Stabia. Con una sola differenza tra le tre: le Vespe, profondamente rinnovate nella rosa rispetto all’ultima stagione, hanno tenuto botta fino all’ultimo respiro al Barbera, contro quel Palermo definito da tutti come il favorito numero uno, lo spacca sassi insieme a Verona, Cesena e Vicenza.
Per gli stabiesi, partiti da -2 in classifica per violazioni di natura amministrativa, la consapevolezza sia della propria forza e personalità, sia anche dei propri limiti, messi a dura prova contro la più blasonata e quotata formazione rosanero.

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Sprazzi di bel gioco che hanno mostrato sicuramente anche l’Avellino e il Benevento, rosolate però a fuoco lento, ambedue nella ripresa. Entrambe in vantaggio, entrambe rimontate, entrambe sconfitte in casa col medesimo risultato (l’Avellino s’è visto sfuggire, almeno il pareggio, allo scoccare del 90’).

Fiaccate, indebolite, sfibrate da una tenuta che non ha mantenuto, che s’è vista sfilare forze ed energie, le squadre di Nesta e Floro Flores hanno perso via via lucidità nel secondo atto della gara. L’effetto che fa ha prodotto ingenuità clamorose, imperdonabili, fatali. Sbagli assolutamente evitabili.

La bellezza di quello che hanno mostrato nella prima parte è stata sovrascritta poi da stanchezza e superficialità, che le hanno punite, forse, anche immeritatamente.

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Onore alla tenacia di Arezzo e Modena, abituate da tempo a muoversi nel perimetro del confronto con squadre tecnicamente brillanti. Belle Avellino e Benevento, ma impossibilitate a tenere ritmi così sontuosi per 90 e passa minuti. Giustamente. Ma sono campanelli d’allarme questi, non passati certamente inosservati dalle parti dei presidenti D’Agostino e Vigorito e dei loro rispettivi manager di mercato.

In C scatta una contestazione decisa verso il patron della Salernitana Iervolino

Nella scacchiera del girone C della serie C, la Salernitana non può non essere data alle spalle di Bari e Catania. Come quest’ultima (mentre i pugliesi hanno portato a casa i primi tre punticini), anche i granata hanno clamorosamente toppato nel match d’esordio casalingo.
Ecco perché questa prima sconfitta fa ancora più rumore. Casertana e Giugliano, che hanno messo in moto pirotecnici 3-3 contro le debuttanti e sicuramente affamate di sogni di gloria Barletta e Scafatese, inseguiranno indubbiamente i playoff.

Quindi un pareggio o una sconfitta ad inizio torneo non crea così clamore. Ma per i granata è diverso. Anche se il tipo di calciomercato, messo fin qui in piedi, non andrebbe nella direzione di rincorrere il primato a tutti i costi, una Salernitana che ha preso Cosmi a campionato in corsa, lo conferma dandogli garanzie di una squadra quantomeno competitiva e che viene poi beffato dal Sorrento è un sonoro ceffone del quale Iervolino, per primo, dovrebbe prendere coscienza.

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Lo avrà sentito questa volta? Pare proprio di sì. A pochi giorni dalla fine della sessione di mercato, il ds Faggiano vuole piazzare almeno un colpo importante per l’attacco. Si vocifera di Ferraris del Pescara e di Zunno del Crotone. E’ un piccolo segnale.
Ancora debole, ancora flebile, ancora impercettibile. Non come gli intensi cori di protesta che hanno investito massicciamente a fine partita il patron Iervolino, ad un passo dal vendere nella scorsa primavera.

E forse sta proprio in questo obiettivo (mai veramente dichiarato, ma neanche mai veramente smentito fino in fondo) una prima risposta al lasciarsi catturare poco da sollecitazioni e richieste di confronto da parte degli ultras. Oppure, forse, bisogna accettare il fatto che la Salernitana sia diventata la nobile decaduta del momento.

E, come per tutte le nobili decadute, c’è bisogno di togliersi le ragnatele dal vestito, di riprendere in mano una sana e robusta costituzione, di rialzarsi dalla polvere e di provare e indossare l’abito da sera più bello. La tifoseria lo invoca (e spera) a gran voce, ma la società è pronta? E, soprattutto, lo vuole?!?

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(Foto: Depositphotos)

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