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PUNTO A C – Bari e Catania, vietato sbagliare

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Punto C Serie C
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Anche se, ad una rapida occhiata, per i tre campionati di C pronti sui posti di partenza, il più combattuto e difficile quest’anno sembrerebbe il girone B (le tre retrocesse dalla B, Pescara, Reggiana e Spezia, vorrebbero subito risalire, il Livorno di Lucarelli cercherà la sua rivincita, il Ravenna di Ronaldinho, ma soprattutto di un timoniere esperto come Mandorlini, ritenterà l’assalto alla carovana), le piazze principali indubbiamente restano quelle del girone del Sud Italia (sarà un girone tutto meridionale più una lombarda: l’Under 23 dell’Inter, allenata  da Stefano vecchi), Bari, Salerno, Catania.
Praticamente le principali favorite. Senza dimenticare chi sta masticando da anni l’amaro calice della fatica, ma purtroppo non riesce a piazzare la zampata decisiva.

Vedi Potenza, Cosenza, Crotone e Cerignola. Poi c’è la sorpresa dello scorso campionato, la Casertana, che s’è rinforzata non poco, anche facendo spesa dallo scaffale della rosa del Benevento. Bisognerà capire come la plasmerà il nuovo allenatore, il dominicano ex nazionale Vinicio Espinal.

Proviamo ad analizzare le tre favorite alla promozione diretta.

CATANIA

Non ha fatto grandi cambiamenti, ma le conferme potrebbero essere delle svolte importanti, se non decisive. Bruzzaniti, Cicerelli, Caturano, Lunetta, Jimenez, Rolfini e Ierardi sono rimasti a casa-base e, in più, è arrivato il centrocampista Salvatore Aloi (reduce da un lungo e complicato infortunio), il giovane difensore Gabriele Pagliai, l’esterno sinistro Edoardo Masciangelo e l’esterno offensivo Michael Liguori. Dei rinforzi davvero niente male, che probabilmente la fanno salire in quota tra le favorite.
Forse, a voler trovare il pelo nell’uovo, al Catania, al momento, manca il bomber di razza e quantità, capace di garantire per la serie C un bottino di gol in doppia cifra. Ma c’è ancora tempo fino al 1 agosto per eventuali nuovi innesti.

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La sensazione è che il Catania di Longo stia costruendo una rosa molto più omogenea e strutturata rispetto al passato, cercando di evitare squilibri e puntando su calciatori più motivati e funzionali al sistema di gioco.

BARI

Non stanno facendo grandissimi investimenti i direttori sportivi Marino e Minadeo, sia perché ne ravvisano poco il bisogno, in questo momento, sia perchè l’obiettivo principale sarebbe più quello di ridare fiducia ed entusiasmo ai tifosi. Un popolo numeroso, ma anche molto esigente.
Deluso dopo l’inaspettata retrocessione. Rammaricato di aver toccato il punto più basso degli ultimi anni. Arrabbiato e disilluso per le tante promesse al vento fatte in passato. Sarà questo il compito più difficile dei due neoarrivati.
Espertissimi e navigati, ma dalla nave guardano ad un orizzonte con davanti nubi minacciose, che va attraversato senza paura come vorranno provare a fare. Dieci le cessioni, fin qui, e nove gli acquisti tra difensori e attaccanti esperti, anche della nuova categoria (come Celli, Grgic, Gomez, Butic) e nuove leve da crescere come i difensori ventenni Elia e Crocetta.
E’ una sfida, di quelle gigantesche, ma non proibitive. La pressione per le aspettative di questa squadra potrebbe sovrastarne la tenuta mentale, e quindi riversarsi sulle prestazioni in campo. Il fattore psicologico è il solo e unico ostacolo tra la C e il ritorno immediato del Bari nella serie cadetta.

SALERNITANA

Cosmi, nella sua schiettezza e trasparenza, l’ha detto fin da subito alla società granata, da dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano della neopromossa Scafatese, sbottando: “La società mi ha assicurato che arriveranno i giocatori che rinforzeranno la rosa. A mercato chiuso stabiliremo la forza di questo gruppo, il campionato ci dirà il valore di questa squadra. Oggi dare un giudizio definitivo sul valore della squadra mi sembra fuori contesto”.

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Che, tradotto, vuol dire che questa squadra, così come l’avete vista, indubbiamente non va e non dovrebbe essere questo il valore di questa squadra che mi sono immaginato io e che la società mi ha assicurato che sarà. Ma, al momento, investimenti che possano soddisfare l’uomo del fiume non ne sono stati fatti. Palese è l’insoddisfazione sua, ma anche della piazza. Salernitana destinata a ridimensionarsi negli obiettivi da raggiungere? Salernitana che, in realtà, punta ad arrivare ai playoff con una rosa non da big ma efficace per la serie C e poi si vedrà come agire? Il forte sospetto è che la linea societaria sia questa, e, se lo fosse, probabilmente questa linea non è stata concordata con lo stesso Cosmi, che si aspettava ben altro e non certo un’altra zappata sulla gamba come il fatto che diversi giocatori, che hanno partecipato al ritiro, sono andati via. Con le sue dichiarazioni pre e post coppa Italia, l’allenatore granata ha lasciato intravedere speranza, ma non ha lanciato soltanto un campanello d’allarme sulla squadra, ma presumibilmente anche un ultimatum sulla sua stessa permanenza a Salerno.

L’ambizione di iniziare i giochi della C da protagonisti, fin da subito, e di inserirsi nella lotta per la promozione è un desiderio che non può passare come una febbre in un ambiente così blasonato e importante, calcisticamente, come quello di Salerno.

Almeno sulla carta, dunque, Bari e Catania partirebbero da una posizione migliore, più avvantaggiata, sulla Salernitana per la promozione diretta. La Bersagliera parte da terzo incomoda tra le due litiganti, ma potrebbe anche diventare, col tempo, il cavallo di Troia che in pochi si aspettano.

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Soprattutto se le promesse della società a Cosmi saranno rispettate. Come sempre, i pronostici estivi valgono fino a un certo punto (per citare una delle frasi nazionali più famose dell’ultimo anno). Tra conferme, sorprese e possibili flop, sarà ancora una volta il campo a parlare nel corso dei prossimi mesi….

(Foto: Depositphotos)

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