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Il nostro calcio inaffondabile come il Titanic

Editoriale Prima Pagina
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Tempo di lettura: 3 minuti

Un campionato bellissimo, incertissimo, combattutissimo. Ma siamo proprio sicuri? E’ senza dubbio un campionato equilibrato, ma livellato verso il basso. L’Inter graziata a Torino, il Milan che batte l’Empoli faticando moltissimo, la Roma che agguanta l’Udinese su rigore in pieno recupero, la Lazio che domina il Venezia ma segna soltanto un gol. Intensità, ritmo e corsa che non hanno nulla a che vedere con la Premier League, mettiamoci il cuore in pace.

Ma una buona notizia per il nostro amato calcio c’è: dopo mesi di battaglie e di incertezza, finalmente la Lega di serie A ha eletto il suo presidente. Si tratta di Lorenzo Casini, ex capo di gabinetto del Ministero della Cultura. Ha ottenuto 11 voti su 20, non esattamente un plebiscito. I suoi sponsor sono stati Claudio Lotito e Aurelio De Laurentiis, che hanno sbaragliato (si fa per dire) la concorrenza per sfinimento e sotto la minaccia della Federcalcio di nominare un Commissario Straordinario.

I due presidenti di Lazio e Napoli sono gli stessi che hanno consegnato i diritti televisivi della serie A a Dazn, con gli eccellenti (!) risultati che sono sono gli occhi di tutti.

Le Assemblee di Lega sono notoriamente peggiori delle peggiori assemblee di condominio, una sorta di pollaio in cui i vari contendenti (cioè i presidenti delle società di serie A) si scannano facendo volare le piume e talvolta pure le sedie, perché non sono mai d’accordo su niente, tranne sul fatto che ognuno pensa esclusivamente al proprio orticello e a fregare l’altro.

Ma su una cosa c’è stata quasi l’unanimità: il no deciso alla richiesta del presidente della FIGC Gravina di rinviare la prossima giornata di campionato per consentire a Roberto Mancini di avere più giorni a disposizione per preparare gli spareggi mondiali.

Una follia, come se l’eventuale mancata qualificazione per la World Cup, in programma fra novembre e dicembre in Qatar (e sarebbe la seconda consecutiva dopo Russia 2018), non fosse una sciagura per tutto il nostro calcio.

Siamo campioni d’Europa e per andare in Qatar dobbiamo battere la Macedonia del Nord il 24 marzo a Palermo e fare altrettanto con la vincente di Portogallo-Turchia il 29 marzo a Lisbona oppure a Istanbul. Una cosetta rilassante, soprattutto se dovremo vedercela con i portoghesi di Cristiano Ronaldo e Rafael Leao.

Insomma servirà un’impresa simile a quella che a luglio di consentì di superare l’Inghilterra nella finale europea di Wembley. Solo che rispetto ad allora ci arriviamo con meno certezze e molti dubbi. Ma alla Lega di serie A interessa solo il campionato, il nostro bellissimo, incertissimo e combattutissimo campionato. Se poi dovesse finire male e dovessimo vederci ancora una volta i Mondiali in televisione, sappiamo chi dovremo ringraziare.

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