Angolo del tifoso
ANGOLO SPEZIA – Avanti aquile
Lo Spezia strappa tre punti fondamentali a Cesena e prova a ripartire. È stata una partita palpitante, giocata con grinta, con errori ed orrori. Difese ballerine che hanno ricordato i pattinatori sul ghiaccio di Cortina.
CHI BEN COMINCIA FINISCE PEGGIO
Il Cesena si prende la scena all’alba dei tuoi tempi con azioni fotocopia in pressing che portano due goal. Il primo fa dubitare gli occhi di noi tifosi, che avremmo scommesso anche la casa e il cane sull’ annullamento al Var. Il secondo nasce da un ‘esitazione di Beruatto che non si libera subito del pallone. In mezzo, il goal di Artistico che approfitta dell’uscita di Klinsman che per un attimo vuole emulare il papà attaccante e si spinge troppo avanti.
SPEZIA CON L’ELMETTO
A metà del secondo tempo la partita ancora in bilico, assume i connotati della “ o la và e la spacca”. Schemi saltati, baionetta in pugno e speriamo che Dio ce la mandi buona. Lo Spezia si dimostra più grintoso, grazie anche all’entrata di Aurelio. Indossa l’elmetto e scende in miniera alla ricerca di sé stesso. Improvvisamente lo trova.
Un rimpallo, un colpo di testa di Sernicola che passava in area per sbaglio o per disperazione, carambola su Aurelio che butta dentro la porta paure ed incubi di tutti, giocatori e tifosi.
C’è ancora vita. Ma non ci fidiamo. La diga non regge. Rischiamo in contropiede di prendere una rete che saprebbe di coma profondo. Si ritorna di là, in avanti, a testa bassa, con passaggi finalmente più convincenti.
AURELIO & ARTSTICO
Il Cesena annaspa. Poi il guizzo. Vlahovic che non cade spalla a spalla e la passa. Aurelio che vorrebbe spaccare la porta e per poco non ci riesce. Poi appare di nuovo Artistico che la butta dentro rasoterra, nell’angolino, tanto vicino al palo che la immaginiamo già fuori. È goal invece, con suspense. Alla fine il Var ci fa esultare due volte. Corsa sotto la curva ad urlare.
Non è la Ferrovia ma è come se lo fosse. Non è ancora finita. Il Cesena ci grazia tre volte in ripartenza.
Troppa fretta. Noi troppa paura. Ogni angolo mille preghiere e scongiuri per non subirne un altro. Recupero lento che fa apparire tragica ogni azione o semplice passaggio. Nessuno riesce ad arrivare alla bandierina per perdere qualche secondo. A noi piace così, sofferenza in trincea.
Alla ricerca di qualche infarto. Nessuno muore, siamo ancora vivi. È una partita di campionato ma già sembra uno spareggio. Ce ne aspettano altri. Siamo pronti a soffrire e a vendere cara la pelle. Stavolta niente alibi.
Ci si salva tutti insieme. Mugugni e giudizi sono tutti banditi. Chi non se la sente si astenga pure. Abbiamo bisogno di energie positive, non di gatti neri.
Avanti Aquile
(Foto: Depositphotos)
