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ANGOLO JUVENTUS – Nessuna ambizione nessun risultato

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Di Gregorio Juventus
Tempo di lettura: 3 minuti

La Juventus incassa due reti a domicilio dal Como di Cesc Fabregas e abbandona qualsiasi aspettativa anche per questa stagione. E’ già aperta la caccia al colpevole del disastro, ma Luciano Spalletti, uno non abituato a cercare alibi, ha già chiarito che le responsabilità sono collettive.

Il tecnico toscano ha espressamente detto che “se il livello è questo non si può ambire a nulla”. Si riferiva, infatti, ad una squadra che è apparsa, per l’ennesima volta, molle nell’approccio alla gara, abulica nel proporre gioco e totalmente incapace di reagire una volta andata in svantaggio.

Qualcuno, dopo la vittoria con il Napoli, pensava che i bianconeri potessero ancora inserirsi nella lotta scudetto? Qui ci sarà da sudare per guadagnarsi il quarto posto all’ultima giornata, esattamente come avvenuto lo scorso anno.

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Prospettive molto limitate, certo, ma la situazione è esattamente questa. Nessuna ambizione nessun risultato.

Gli ospiti si divertono

Dopo la sconfitta shock in Champion’s League ci si attendeva una reazione d’orgoglio dal gruppo. E invece i ragazzi di Spalletti si sono riproposti nella peggior versione di loro stessi. Lenti, fragili e vulnerabili.

Una pacchia per i lariani che, ben disposti in campo dal loro allenatore, non hanno tardato a capire che potevano aggiudicarsi l’intera posta in palio. Giusto il tempo di dare inizio alle ostilità e capire che aria tira in campo che il Como è già in vantaggio.

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Erroraccio del solitamente affidabile McKennie e prateria aperta per l’incursione degli attaccanti comaschi verso l’area. Un Koopmeiners saltato come un birillo e un Di Gregorio poco reattivo completano l’opera. Ospiti avanti uno a zero e con il completo controllo della gara, al punto che possono divertirsi a far correre a vuoto i già tramortiti avversari con un irridente torello.

E senza che questi ultimi mostrino di ribellarsi più di tanto. Nessuna ambizione nessun risultato.

I migliori sono gli assenti

E’ fin troppo facile dire che, in queste occasioni, i migliori sono sempre gli assenti. Purtroppo è la verità. La difesa bianconera, senza l’onnipresente Bremer a tamponare ogni falla, ha più buchi di un formaggio groviera.

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Un McKennie frastornato ha fatto rimpiangere la spinta dello squalificato Kalulu sulla fascia. E, infine, lo spaesato Openda in avanti ha fatto sentire ancora una volta la mancanza di un centravanti che possa fungere da punto di riferimento.

Inutile anche cercare con lo sguardo Yildiz e sperare che, una volta in possesso di palla, possa inventarsene una delle sue e accendere una luce di speranza.

Il talentino turco, sfiancato dalle troppe partite giocate e dal peso delle aspettative, ormai si accende sempre più di rado. E quando anche lui stacca la presa davvero non c’è da presagire nulla di buono. Nessuna ambizione nessun risultato.

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Ripassare il manuale

Si inizia la ripresa con il timido pensiero che i secondi 45 minuti di gioco possano portare qualcosa di nuovo. Pia illusione: il Como continua il suo disinvolto giro palla e gestisce la gara senza affanni, la Juventus corre a perdifiato senza alcun costrutto.

Volete che, a questo punto, non arrivi anche il raddoppio per gli ospiti? Certo che arriva e, per l’occasione, si impartisce anche l’ennesima lezione di calcio ai padroni di casa. Capaci di perdere palla su un calcio d’angolo a favore e incassare una rete a porta vuota dopo che gli avversari si sono esibiti in un contropiede esemplare.

Quattro tocchi e pallone in fondo al sacco. Per Mastro Spalletti sarà una ripresa degli allenamenti impegnativa, gli toccherà far ripassare il manuale del calcio ai ragazzi, partendo dai fondamentali.

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Per poi tentare di ricostruirgli, oltre ad un bagaglio tecnico basilare, anche un minimo di autostima. Nessuna ambizione nessun risultato.

(Foto: Depositphotos)

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