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ANCHE MENO – Le pagelle dell’Avellino

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Besaggio Avellino
Tempo di lettura: 3 minuti

Carrarese – Avellino: 3 – 4

Ed ecco la Serie B signori. Novantasette minuti di calcio vero, combattuto, sporco e bellissimo. Contro una diretta concorrente. Fuori casa. In dieci. Una partita epica di fine estate che l’Avellino gioca con coraggio, furore e dignità. Non ci siamo piegati né dopo i due vantaggi subiti, né dopo l’espulsione (alquanto generosa) che avrebbe steso chiunque.
L’arbitro (lo stesso di Potenza–Avellino dello scorso anno) aveva evidentemente ancora dei conti da sistemare. E anche se certe decisioni sono sembrate ingiuste, la risposta è arrivata dal campo: compattezza, carattere e quella voglia di non mollare mai che trasformano le difficoltà in cemento armato per il gruppo. Questa resta la partita della fiducia. L’Avellino cresce, si stringe. Comincia davvero a riconoscersi squadra, con le sue gerarchie e le sue potenzialità.

“La differenza tra noi Serse, è che tu hai un milione di schiavi io ho 300 fratelli!”

Le Pagelle dell’Avellino

Iannarilli: 7

Anthony le insufficienze non le digerisce. Quel “5” della scorsa domenica gli è rimasto sullo stomaco tutta la settimana. Oggi è entrato in campo con gli occhi iniettati di rivincita. Si è tuffato ovunque, respingendo colpi come un pugile che non vuole mollare il ring. Sul sigillo della vittoria ci sono marchiate a fuoco anche le manone del nostro portierone. Imprescindibile.

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Cancellotti: 6

Un paio di amnesie difensive sul finale ci hanno fatto tremare l’anima.  Non è velocissimo, ma con i denti stretti e l’orgoglio regge fino al 97’. Alla fine la baracca l’ha tenuta in piedi. Operaio instancabile.

Enrici: 4

Ci sono volte in cui gli “occhi della tigre” non pagano, anzi diventano un rischio. Spingere troppo sull’acceleratore dell’agonismo può trasformarsi in eccesso, soprattutto quando hai già un giallo sul groppone e il primo tempo non è nemmeno finito. Patrick, se hai ambizione, metti in testa questa scena come in Arancia Meccanica: occhi spalancati e costretto a rivedere in loop quel fallo inutile a centrocampo. Le grandi carriere si costruiscono studiando i propri errori.

Simic: 5,5

Prendere un giallo dopo 39 secondi è come uscire in mare con una zavorra al collo. Eppure ha fatto la sua partita: spazza, mette ordine, domina l’area di rigore. Dopo l’espulsione di Enrici, gli attaccanti avversari gli girano attorno come avvoltoi. Biancolino, noto ex attaccante provocatore, lo richiama in panchina a fine primo tempo. “Uagliò, ccà nisciuno è fess’”.

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Missori: 6

Lontano parente del funambolo visto una settimana fa. Ci mette corsa, spinta, e quel cross velenoso che procura l’autorete del momentaneo pareggio. Promosso con riserva. Serve più alcool nel cocktail, ma tranquilli è nel posto giusto, Avellino by night lo forgerà.

Cagnano: 7

Cito un mio compagno di curva: “tene ‘no quadricipite che mi fa arrapà”. Ha detto tutto.

Palmiero: 5,5

Tanto ritmo oggi in campo. Troppo per un pensatore come Luca. Spaesato, a tratti invisibile. Si è  presentato con il fioretto in un centrocampo armato di martelli. Resta solo la personalità.

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Sounas: 8

Muove palla e gambe con la stessa leggerezza di una rumba. Energia, geometrie, inserimenti. Il metronomo che fa ballare la squadra. Provate a mettere in sottofondo le sue giocate su Oye como va, mi ritmo, bueno pa’ gozar, mulata… lo so, state già ballando anche voi. Rrrrr Saborrrrr

Insigne: 5

Chi l’ha visto? Chiamate la Sciarelli.

Biasci: 5,5

Un tempo intero a fare a sportellate, spalle alla porta, aprendo spazi per i compagni. Sacrificio nobile, ma dai tuoi piedi ci aspettiamo bonus. Attesa snervante.

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Crespi: 7

Se vuoi sapere l’esatto significato della parola “coatto”, beh devi veder giocare Valerio Crespi. Grezzo, diretto, ignorante e tremendamente efficace. “L’insostenibile leggerezza dell’essere” goleador.

I Subentrati dell’Avellino

Besaggio: 7,5

Chiamato a fine primo tempo a rimettere ordine nel caos. E lui lo fa con l’eleganza di un croupier che governa un tavolo rumoroso di casinò. Distribuisce, recupera, aggredisce, segna pure un gol pesantissimo. “Banco vince, signori”.

Fontanarosa: 6,5

Entra e si ritrova subito a guidare una difesa improvvisata e in dieci. Missione non semplice, ma portata a casa con sicurezza. Questo ragazzo di Tufino inizia a trasmettere fiducia.

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Russo: 8 – Mvp

Quando il fuoco sacro del calcio sceglie un giocatore, lo capisci subito. Ogni scatto, ogni dribbling, è un lampo che illumina il campo. Una luce che si rigenera ad ogni giocata, ad ogni strappo. Lo vedi scivolare tra gli avversari come il soldato di Apocalypse Now che surfa sul Mekong, con Satisfaction dei Rolling Stones sparata a palla. Supersayan.

Manzi: 6

Sempre cattivo, sempre concentrato, sempre grintoso. E basta. Perché nei piedi e nel posizionamento c’è ancora parecchio da limare.

Lescano: SV

Sembra che il cervello sia rimasto alle telefonate bollenti di quest’estate. Una palla toccata in 26 minuti. Punto. No, Non riesco proprio a darti un voto.

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(Foto: Depositphotos)

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