Angolo del tifoso
ANGOLO JUVENTUS – Il tagliatore di teste
Il termine adeguato è sostenibilità. Intesa come modello di sviluppo del sistema concepito in maniera responsabile: ottimizzazione delle risorse esistenti, nessuna concessione agli sprechi, attenzione capillare all’equilibrio dei vari elementi. Il tutto concepito come un lavoro rivolto ad avere un futuro migliore del presente. Solo attraverso questa chiave di lettura è possibile comprendere l’arrivo di Cristiano Giuntoli alla Juventus. L’ex direttore sportivo del Napoli, ora a capo dell’area sportiva del club bianconero, si presenta a Torino con la fama di uno capace di creare una squadra molto competitiva con un budget ridotto all’osso. Bravo a comprare, ancor di più a vendere. E soprattutto in grado di ridimensionare il monte ingaggi della rosa, riuscendo a dare il benservito anche a giocatori con contratti troppo onerosi. Il tagliatore di teste.
Lo scudetto del bilancio
Il fiore all’occhiello del dirigente toscano è il recentissimo scudetto conquistato all’ombra del Vesuvio. Che si è tramutato nel miglior biglietto da visita per i suoi nuovi datori di lavoro. I fatti parlano chiaro: l’ammontare complessivo degli ingaggi della rosa del Napoli tricolore corrisponde alla metà di quello dei calciatori di una Juventus qualificatasi a stento per la Conference League. Da una parte, quindi, un gruppo smanioso di arrivare a grandi traguardi, deciso a dimostrare il proprio valore sul campo prima di vederlo gratificato al momento della firma sul rinnovo. Dall’altro una truppa in disarmo, gente perlopiù priva di stimoli e desiderosa solo di riscuotere l’assegno mensile. Il trionfo dei partenopei è stato anche lo scudetto del bilancio, frutto dell’accorto lavoro di Giuntoli, abilissimo nello scovare nuovi talenti in grado di sostituire i senatori della squadra da lui messi alla porta senza tanti complimenti. Il tagliatore di teste.
Fuori il veterano e dentro la recluta
L’elenco delle sue “vittime” è lungo, comprende nomi di primo piano. Il carismatico difensore Kalidou Koulibaly, l’amatissimo goleador Dries Mertens, perfino il capitano Lorenzo Insigne, napoletano verace ed idolo della curva. Il primo, dopo aver rifiutato il rinnovo del contratto a 6 milioni di euro, è stato sostituito dal d. s. con il coreano Kim. Quest’ultimo ha offerto un rendimento simile al predecessore con un ingaggio di appena 2,5 milioni. Inoltre, in caso di partenza, garantisce una plusvalenza di almeno 30 milioni. Il centravanti belga (4,5 milioni di ingaggio) non è stato fatto rimpiangere dal suo erede, Victor Osimhen. Il nigeriano prende più o meno gli stessi soldi, ma chi vorrà il suo cartellino dovrà inviare al Napoli un bonifico di circa 100 milioni, come da apposita clausola rescissoria. Per finire, Insigne. L’ex capitano prendeva uno stipendio di 5 milioni e aveva disdegnato il rinnovo a 3,5. Giuntoli l’ha lasciato andare e ha messo al suo posto il georgiano Kvaratskhelia. Che ha firmato giocate decisive per lo scudetto, percependo entusiasticamente uno stipendio di 1,8 milioni. Incalcolabile l’ammontare ricavabile da una sua eventuale cessione, data la giovane età e gli enormi margini di miglioramento. I risultati della formula Giuntoli (fuori il veterano ingombrante e dentro la recluta di poche pretese e tanti fatti) legittimano ampiamente il radicale mutamento dei ranghi. Un lavoro da autentico tagliatore di teste.
Nuovo ristorante ma stessa ricetta
Visti i risultati il ristorante Juventus ha ingaggiato lo chef Giuntoli per fargli replicare la medesima ricetta vincente all’ombra della Mole. Il suo compito è ringiovanire la squadra per far salire progressivamente il valore della rosa con la messa in rilievo di talenti oggi poco noti. Senza gravare per nulla sulle casse della società. Innanzitutto ci si deve liberare degli elementi in esubero (Arthur, Zakaria, McKennie), risparmiando sul loro ingaggio e magari ricavandone denaro da reinvestire. Poi affrontare uno ad uno i casi, tenendo presente la priorità dei costi da abbattere. Il difensore brasiliano Bremer non ha convinto nella sua prima stagione in bianconero? Previo pagamento della somma richiesta, c’è già un sostituto a stipendio ridotto e rendimento sicuro (Laporte del Manchester City). L’esterno Chiesa ha problemi con l’allenatore? Se dalla Premier arriva un bonifico adeguato non c’è problema a cedere il suo cartellino. E Laurentiè del Sassuolo scalpita per indossare la sua maglia numero 7. Il centravanti Vlahovic non riesce ad ambientarsi a Torino? Si versino gli 80 milioni di euro richiesti e il ragazzo serbo è libero di seguire il suo destino. Al suo posto il danese dell’Atalanta Hojlund. I nomi dei nuovi non scateneranno l’entusiasmo della folla ma di sicuro sono stati selezionati perché funzionali al progetto impostato da Giuntoli. Ambizioso, sicuro dei propri mezzi e pronto al salto di qualità. Questo l’identikit del calciatore ideale per il neo dirigente juventino. Il tagliatore di teste.
Una lunga prospettiva
Il contratto che firmerà Giuntoli è un quinquennale. Si tratta chiaramente di un accordo che prevede una collaborazione duratura con prospettive a lungo termine. Nessuno chiederà al D. s. di allestire un team che competa per il titolo già quest’anno. Quello che la dirigenza bianconera si aspetta da lui è l’inizio di un processo di ricostruzione. Ci sarà tempo e modo di programmare le vittorie alla fine di questa prima fase. Che può protrarsi anche per più stagioni. Di certo la proprietà dl club ha escluso altre ricapitalizzazioni fino al 2025. La rifondazione della squadra, pertanto, passerà attraverso l’autofinanziamento. Vendite sapienti consentiranno acquisti mirati. In questo il nuovo capo dell’area sportiva bianconera ha dimostrato indubbie competenze. Il resto dipenderà dalla capacità dei nuovi arrivi di superare l’impatto ambientale e rivelarsi decisivi sin dal primo momento. E cancellare il ricordo di chi c’era al loro posto. Prima dell’avvento del tagliatore di teste.
