CORNER CAFE’ – Spadafora prezzemolino, temporeggiatore 2.0

Focus On Rilievo
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E’ innegabile che lassù a Palazzo Chigi si stia facendo un gran casino. Chi non sa più dove sbattere la testa, chi cerca di tenere tutto insieme mettendo a posto i cocci, chi prende piede esplodendo le proprie cartucce verso nemici tali o presunti e chi, presumibilmente, vorrebbe trovarsi da tutt’altra parte. E’ comprensibile: d’altro canto, non sarebbe politica se così non fosse. Le ultime ore su, a Palazzo Chigi, sono piuttosto concitate: c’è da prender decisioni, la Fase 2 è cominciata – per altri anche già finita – e non si può non rimanere al passo coi tempi. Anche col calcio. Non si vuol mica diventare lo zimbello di tutta Europa? Sarebbe inaccettabile.

La decisione però non arriva. Alcuni reclamano il corso di Francia, Olanda e Belgio, con titoli assegnati e chi s’è visto, s’è visto – con mascherina e guanti, eh; l’opposizione segue il filone del tutto aperto, cosicché si chiuda il campionato – e i conti. In mezzo, in pieno meltdown, c’è Vincenzo Spadafora. Che, di fatto, non sa bene cosa stia accadendo. Una nave alla deriva. Prende tempo, Spadafora, prezzemolino in ogni minestra che parla di calcio. Cerca di capire qual è il tavolo dei vincitori, la parte da cui sedersi. E tergiversa, tergiversa tanto. Perché una soluzione pare non l’abbia nemmeno lui. I pro e i contro non li ha ancora ben compresi. Allora qual è la soluzione migliore? Tergiversare, prendere tempo. In attesa che il maremoto passi, e che tutti si mettano d’accordo – accodandosi poi al carro con più persone sopra. Non che sia una mossa politica sbagliata: come il detto dice, chi va piano, va sano e lontano. Del resto, bisognerebbe ricordare al Ministro Spadafora che il tempo è una grande risorsa. Sprecarlo, forse, non è la scelta migliore.

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