#LBDV – Lo strano “legame” tra Matuidi e Dybala

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C’è un sottile legame tra Blaise Matuidi e Paulo Dybala. Entrambi colpiti (e guariti) dal coronavirus che festeggiano un anniversario importante in questi giorni.

Partiamo dal francese, che proprio oggi festeggia il compleanno.

MATUIDI – LA CARRIERA

Il 9 aprile di trentatre anni fa nasceva Blaise Matuidi. Il centrocampista della Juventus, ed ex capitano del Paris Saint-Germain, si è laureato campione del mondo con la Francia nel 2018 nella campagna di Russia. Indispensabile nella Juventus targata Massimiliano Allegri e nella Francia di Deschamps, il centrocampista di Tolosa ha faticato ad inserirsi negli schemi di Maurizio Sarri.

Nato a Tolosa da genitori di origini angolane, Blaise Matuidi ha esordito tra i professionisti con il Troyes in Ligue 2 e poi in Ligue 1. Passato poi al Saint-Etienne, ha giocato per i bianco-verdi per cinque anni, prima di essere acquistato dal Paris Saint-Germain. Con il club parigino, Matuidi ha collezionato 400 presenze in Ligue 1, diventandone anche il capitano. Dall’estate del 2017, poi, è sbarcato in Italia e ora veste la maglia della Juventus. In campo internazionale, invece, veste da protagonista la maglia della Francia, con la quale, come detto, ha alzato al cielo la Coppa del Mondo. Matuidi è un centrocampista dinamico e contenitivo, che fa del recupero palla il suo marchio di fabbrica. E’ il classico ‘mediano’ vecchia scuola per intenderci, un centrocampista che preferisce l’interdizione alla distribuzione di palla. E’ indispensabile in campo, garantendo equilibrio alla squadra. Preferisce la fase difensiva, ma spesso è un incursore nell’area avversaria. Con la Juventus, per esempio, ha realizzato anche reti pesanti, come quella del momentaneo doppio vantaggio al Wanda Metropolitano contro l’Atletico Madrid.

LE DIFFICOLTA’ COL SARRISMO

Come si evince dalle righe precedenti, Matuidi è un centrocampista che non rispecchia appieno le caratteristiche che Sarri richiede ai suoi mediani. Il francese, poi, ha sofferto il cambio di guida tecnica. Da indispensabile con Allegri, sembrava essere messo alla porta dal tecnico ex Chelsea. Non è un problema di minutaggio, essendo uno dei più impiegati, è principalmente un ‘problema’ di idea di gioco. Come detto, però, Matuidi ha giocato tanto anche quest’anno. Perchè? Innanzitutto è bene fare un passo indietro. Lo scorso luglio è sbarcato a Torino Adrien Rabiot, già compagno di Matuidi ai tempi del Paris Saint-Germain. Nella testa di Sarri, Rabiot avrebbe dovuto essere il titolare. Il francese, invece, sta faticando più del previsto ad inserirsi nella nuova realtà. Fortuna di Matuidi, che quindi è, ancora, la prima scelta per il ruolo di mezzala sinistra. Matuidi ha spesso faticato quest’anno, ma nella gara contro l’Inter è stato uno dei migliori in campo, risultando determinante nella rete del vantaggio firmata da Ramsey. Che sia l’inizio di un idillio con Sarri?

DYBALA – ANNIVERSARIO PARTICOLARE

Accantonato Matuidi, è il turno di Paulo Dybala e del suo anniversario particolare. In questo caso non c’entrano torte e candeline, ma un pallone, uno stadio pieno e Leo Messi.

Tra due giorni, l’11 aprile, ci sarà un’altra ricorrenza in casa Juventus. Tre anni prima, infatti, i bianconeri strapazzarono il Barcellona di Messi, Suarez e Neymar. Reduci dalla remuntada più clamorosa nella storia del calcio (tra l’altro proprio ai danni del PSG di Matuidi), i blaugrana si arresero 3 a 0 all’allora Juventus Stadium, nella gara d’andata dei quarti di finale di Champions League. Il mattatore della serata fu Paulo Dybala con una doppietta. Due tiri a giro di sinistro che non hanno lasciato scampo a Ter Stegen e sfida a distanza vinta con Messi. Chiellini di testa, infine, ha chiuso i conti per il definitivo tre a zero. Ripensando a quella partita, è quasi inevitabile il parallelismo con l’ultima gara dei bianconeri giocata in Champions League.

PROBLEMA CHAMPIONS LEAGUE

Matuidi, Dybala e la Juventus in generale, tuttavia, hanno un piccolo grande problema chiamato UEFA Champions League. E in qualche modo, anche in questo caso, c’è un legame con il Barcellona e quell’11 aprile 2017.

Era lo scorso 26 febbraio e i bianconeri di Sarri e Cristiano Ronaldo si sono inchinati a Tousart e Rudi Garcia. E’ vero, era solo la gara d’andata, ma la Juventus ha faticato molto. Perchè questa differenza con il precedente sopracitato? Beh, in primo luogo può essere un problema ‘mentale’. Come spesso accaduto anche nel corso della stagione, i bianconeri fanno più fatica ad affrontare quelle partite meno appetibili. Capita in campionato come in Champions League: più fatica con le ‘piccole’ e più impegno con i top club. In secondo luogo, e forse l’aspetto più interessante, i bianconeri hanno sofferto l’idea di gioco alquanto italiana adottata da Rudi Garcia. Il Lione, che ha difeso basso e con molti uomini, ha bloccato ogni possibile trama offensiva della Vecchia Signora. Questo aspetto, abbinato alla serata opaca delle sue stelle, si è tramutata in una sconfitta. La Juventus, qualora si tornasse a giocare, è chiamata alla remuntada, non impossibile come quella del Barcellona, ma comunque un buon banco di prova. E’ una partita da dentro o fuori che deciderà il futuro di molti, da Sarri in primis…

Nella boxe, un campione si vede nella capacità di reagire ai colpi quanto messo all’angolo, vedremo se la Juventus riuscirà a farcela.

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