SERIE A
Fiorentina, Iachini: “Ibra un fenomeno. Bello rivedere Pioli”
Fiorentina – Milan è una sfida di ex. Da un lato Cutrone, dall’altro Pioli. Tanta storia reciproca tra queste due squadre che si daranno battaglia nella giornata di domani. Ecco la conferenza stampa di Iachini:
Domani incontrerà Pioli. Avete un bel rapporto da tanti anni?
“Abbiamo vissuto sette anni da compagni di squadra, siamo cresciuti professionalmente e il nostro è un rapporto di stima, amicizia e affetto. Mi farà piacere rivederlo. Abbiamo vissuto belle pagine insieme, giocando la Coppa UEFA sia col Verona che con la Fiorentina”.
A che punto è la sua Fiorentina?
“Siamo all’inizio del nostro percorso di lavoro, siamo insieme solo da 45 giorni. A volte le cose vengono recepite subito, altre ci vuole tempo, soprattutto sui meccanismi in fase di possesso. Vogliamo arrivare ad avere maggiore personalità, il processo è lungo, ma i ragazzi stanno lavorando bene. Solo la quotidianità ti dà la possibilità di riconoscere determinati meccanismi. Stiamo alzando il nostro livello. Quando sono arrivato parlavamo male della fase offensiva, adesso però si vedono i primi risultati, abbiamo segnato con tanti giocatori diversi”.
Che squadra è il Milan?
“Una squadra forte. Oggi è ancora più forte perché Pioli ha dato una nuova impronta tattica e una mentalità di un certo tipo. Sono molto organizzati e da gennaio ci sono due giocatori che hanno inciso molto. Ibrahomovic è un fenomeno, ha gli occhi anche dietro la testa. Dovremo fare una gara molto organizzata. Poi c’è Rebic che qualsiasi cosa tocchi diventa oro”.
Si dice che in casa la Fiorentina faccia più fatica.
“Ai tifosi non devo chiedere nulla. In un gruppo ci sono dei passaggi di crescita, anche considerando cos’è successo nei mesi scorsi. Quando ti passano nella testa determinate situazioni alcune cose possono riaffiorare. L’anno scorso è stata una salvezza difficile. In ogni gara cerchiamo di fare la partita perfetta, con il giusto atteggiamento. Vogliamo fare ottimi risultati, abbiamo tanti giovani che stanno crescendo e ci stiamo lavorando. Faccio un nome: Cutrone ha vissuto 7 mesi in naftalina e riprendere la condizione è complicato. Lo sto vedendo sempre meglio e ci darà una grossa mano. Non è vero che sa giocare solo in area, è un attaccante moderno che attacca anche la profondità. Oggi non esistono più gli attaccanti da area di rigore, deve ritrovare il giusto smalto dopo l’esperienza in Inghilterra. Ha bisogno di qualche settimana in più per tornare al 100% e stiamo lavorando sulla tattica individuale con lui, Vlahovic, Chiesa e Ghezzal. Insistiamo su questo”.
Gara da ex per Cutrone. Meglio lui o Vlahovic domani?
“Patrick è sempre importante. Ripeto, stiamo lavorando su tutto il reparto. Abbiamo altri due allenamenti e poi decideremo in che modo partire. Sto avendo buone risposte sul piano dello spirito e dell’applicazione. Sono tranquillo, so quello che devo fare e avere la possibilità di scegliere tra due giovani così è importante. Stanno diventando anche amici, in Coppa Italia hanno giocato anche insieme. Dobbiamo essere pronti a interpretare la partita al meglio in tutte le sue fasi. Vogliamo portare a casa punti”.
Gara più importante per la Fiorentina o per il Milan?
“Le partite sono importanti per tutte le squadre. Noi pensiamo a migliorare nelle due fasi. Studiamo movimenti e smarcamenti. Abbiamo fatto tanti gol a Genova, anche contro l’Atalanta ne abbiamo fatti tre in due partite. Vogliamo pensare a una partita per volta e dobbiamo rimanere con i piedi per terra”.
Tornando alla partita di Genova: ha avuto le risposte che voleva dal centrocampo?
“Abbiamo giocato tanto nelle ultime settimane e a centrocampo hanno giocato quasi sempre gli stessi. Adesso possiamo alternare qualche ragazzo in più, abbiamo recuperato Badelj e ora c’è anche Duncan. Per me sono cinque/sei titolari, compresi Ghezzal e Agudelo. I giocatori stanno lavorando per farsi trovare pronti. Quando faccio le scelte non vuol dire che sia una bocciatura per qualcuno e un premio per un altro”.
Come sta Ribery?
“Questa è una domanda per lo staff medico. Ci vorrà un po’ di tempo ancora. Lui è quello che nel Milan è Ibrahimovic. Per noi è importante sia dentro che fuori dal campo. Non ce l’avremo per un mese o quaranta giorni ancora. Non possiamo mettergli fretta, necessita di terapie per rimettersi a posto. Lo aspettiamo e il gruppo sa che deve andare in campo anche per Ribery, per regalargli serenità e fiducia”.
