A-TEAMS – Lazio da 10 e lode per l’anniversario dei 120 anni

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Per la Lazio festa doveva essere e festa è stata. La partita con il Napoli all’Olimpico, iniziata con la celebrazione dell’anniversario dei 120 anni della fondazione della società biancoceleste, si è conclusa nel modo sognato da tutti i tifosi laziali. Ciro Immobile ,ancora e sempre lui, ha regalato alla sua squadra tre punti pesanti e, per quanto visto fino ad allora, inaspettati. La palla, strappata ad un Ospina imprudente e calciata a rete con perizia, ha fatto esplodere l’Olimpico facendo mettere a referto la decima vittoria consecutica e il suo ventesimo gol in campionato.

La partita

Bisogna iniziare col dire che la Lazio non è stata quella delle due partite con la Juve ma piuttosto una copia di quella vista a Brescia. Meno intensità e meno aggressività soprattutto nella seconda frazione di gioco. L’assenza di Correa ha tolto qualcosa chiaramente se non fosse altro per il semplice motivo che, nel momento topico della partita dal sessantacinquesimo in poi, Inzaghi si è trovato senza cambi nel reparto offensivo. Il tecnico piacentino ha prima spostato Milinkovic al fianco di Immobile alternandolo con Luis Alberto, perdendo chiaramente gamba per ribaltare l’azione rapidamente, per poi terminare con una sola punta di ruolo. La crescita della Lazio, a nostro avviso, è ancora più evidente in queste partite. La squadra si sta dimostrando matura, capace di leggere le partite e di capire quando è il momento di attaccare e quando quello di ripiegare. In difesa si fa evidente la crescita di Luiz Felipe che forma con i due veterani Acerbi e Radu una cerniera difensiva di assoluta garanzia. Il gol finale, come spesso sta accadendo, testimonia la voglia e la tenacia di una squadra che non molla mai e che, anche nelle difficoltà, cerca il gol fino alla fine. Il pressing del bomber laziale a 10 minuti dalla fine è la foto dello spirito che anima i biancocelesti.

Il futuro

Adesso arriva il momento della verità. Più per la società che per la squadra. Inzaghi meriterebbe un paio di puntelli in sede di mercato che potrebbero, questi si, certificare la coglia di Lotito di tentare l’impossibile. Ma il laziale non si fa illusioni, il patron è carta conosciuta, e sa che l’agognato alterego di Lulic e un difensore che dia il cambio a Radu difficilmente arriveranno. Ma il  mercato è la fiera dei sogni e nessuno meglio di un tifoso di calcio sa che farlo non costa nulla. Questa Lazio meriterebbe di provarci per poi non doversi guardare indietro e dire “certo se…”