#LBDV – Juventus, un girone… di Sarri

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La gara dell’Olimpico tra Roma e Juventus ha chiuso il girone d’andata. I bianconeri di Sarri si sono laureati Campioni d’Inverno, complice anche il pareggio casalingo dell’Inter. In estate, il passaggio del tecnico alla Vecchia Signora ha fatto rumore: un popolo, quello napoletano, si è sentito tradito dal suo vecchio condottiero; una tifoseria, quella bianconera, era spaccata: qualcuno sognava il bel gioco, qualcuno non lo reputava all’altezza di succedere ad Allegri; una società, tuttavia, convinta e contenta della propria scelta. Dopo 19 partite di campionato ed un ‘titolo virtuale‘, analizziamo nel dettaglio il girone di andata della Juventus targata Maurizio Sarri.

PRIMATO E PUNTI

Le prime 19 partite di Maurizio Sarri sulla panchina bianconera recitano: quindici vittorie, tre pareggi e una sconfitta, contro la Lazio all’Olimpico. Con la vittoria di ieri, poi, la Juventus è salita a 48 punti in campionato: grazie anche al pareggio casalingo dell’Inter contro l’Atalanta, i bianconeri si sono confermati “Campioni d’Inverno“. E’ la terza volta che il tecnico ex Napoli conquista questo ‘premio farlocco’: nei primi due casi, però, a fine anno non ha mantenuto la leadership della classifica. Più due sull’Inter, ma con lo scontro diretto a favore: la vittoria di San Siro, infatti, conferisce alla Vecchia Signora un piccolo ma importante vantaggio sui nerazzurri. Confrontando questi numeri con la passata stagione, la Juventus si conferma prima della classe: la Juventus di Allegri, tuttavia, conduceva con 53 punti e con un vantaggio consistente sulla seconda.

I NUMERI DELLA JUVE DI SARRI

Il primato, tuttavia, non inganni, qualcosa ancora non va! La Juventus di Allegri faceva della difesa imperforabile il suo punto di forza. Quella di Sarri, invece, è parecchio lontana. Diciotto reti subite fin qui, praticamente una a partita: l’Inter, con 16 reti subite, è la miglior difesa della Serie A. Tanti, troppi i gol subiti dai bianconeri: è un aspetto su cui lo staff bianconero sta lavorando, l’assenza di Chiellini ha certamente pesato tanto. Anche in attacco qualcosa da migliorare c’è: con il grande assortimento offensivo, tuttavia, i bianconeri hanno realizzato soltanto 37 reti, numero bel lontano dalle marcature di Atalanta e Lazio, rispettivamente primo e secondo miglior attacco.

GIOCO

Maurizio Sarri è arrivato alla Juventus per migliorare il gioco. Per il momento, tuttavia, non ci sta riuscendo. Il meglio si è visto contro le grandi: sia in Europa che in campionato, i bianconeri hanno dominato e mostrato un grande calcio contro avversari di paro livello, più in difficoltà contro squadre medio-piccole. Il gioco, poi, è apparso spesso lento e confusionario. Sono aumentati i fraseggi e le triangolazioni, ma è troppo poco in relazione al tasso qualitativo della rosa. Le prestazioni migliori, comunque, sono state offerte contro il Napoli, per un’ora buona, e contro l’Inter nel 2019, mentre il secondo tempo contro il Cagliari è stata forse la miglior espressione del Sarrismo. Ci vuole tempo per assimilare un nuovo modo di giocare, il tempo per farlo c’è. I calciatori sembrano seguire il tecnico, vedremo se il gioco bianconero potrà migliorare in primavera, momento in cui si chiede un salto di qualità soprattutto in Europa.

MODULI

Per quanto riguarda il modulo, quello più usato è stato il 4-3-1-2. Soprattutto a causa dell’infortunio di Douglas Costa, Sarri ha virato sul modulo con il trequartista. Manca, ancora, l’interprete giusto in questo ruolo: Bernardeschi e Ramsey non hanno convinto, meglio Dybala quando giocava con Higuain e Ronaldo. Quest’ultima soluzione, tuttavia, è più un’eccezione che la regola: il tridente pesante ha bisogno di molto supporto, non sempre arrivato, come nella gara di Supercoppa. Per questo Sarri continua ad alternare giocatori, giocandosi la carta Dybala solo in caso di necessità. Una variante è Douglas Costa: il brasiliano, infatti, è l’unico calciatore della rosa in grado di far cambiare idea al tecnico e virare sul 4-3-3. Anche in questo caso, però, si tratterebbe di una soluzione momentanea.

UOMINI CHIAVE

Maurizio Sarri, anche a causa di situazioni differenti, si è affidato a tre calciatori: Leonardo Bonucci, Miralem Pjanic e Cristiano Ronaldo. Il capitano bianconero ha sostituito Giorgio Chiellini per leadership: 19 partite giocate su 19, unico bianconero sempre presente. Davanti a lui, poi, Miralem Pjanic è il faro del gioco bianconero: il bosniaco, infatti, è il calciatore che tocca in media più palloni di tutti: l’esperimento di ‘toccare 150 palloni a gara’ è ancora lontano dal diventare certezza, ma Pjanic è fondamentale nello scacchiere del tecnico toscano. Infine Cristiano Ronaldo. Il cinque volte Pallone d’Oro portoghese è un altro caposaldo, e non potrebbe essere altrimenti. Messi da parte gli screzi di novembre, infatti, l’ex Real Madrid è salito in cattedra ed è sempre stato decisivo: nove reti in sei uscite negli ultimi due mesi di Serie A, sempre in gol ad eccezione della gara di Supercoppa contro la Lazio.

CONCLUSIONI

L’excursus “Le Bombe Di Vlad” sul girone d’andata della Juventus di Maurizio Sarri è giunto alle conclusioni. Il primato ri-conquistato ha fatto tornare il sorriso ai tifosi biancori e la Juventus è ancora la squadra da battere in Italia. Il gioco e la squadra, però, hanno ancora ampi margini di miglioramento: per costruire una casa ci vuole tempo e Sarri sta assemblando la sua Juventus, mattone dopo mattone. Il Sarrismo è un modo di fare, non solo di pensare. A sprazzi, qualcosa si vede, ma è ancora troppo poco. Il tempo – ripeto – c’è tutto: dopo un girone Maurizio Sarri è promosso, per farlo ‘a pieni voti‘ dovremmo aspettare ancora.