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ANGOLO DEL TIFOSO ROMA – Finalmente i giallorossi si divertono

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La premessa è obbligatoria: il Brescia è penultimo e pieno di problemi interni, dagli sproloqui di Cellino al “peso specifico” di Balotelli.

Detto ciò, nel campionato post lockdown, nulla è scontato. In questo insolito calcio di luglio, con un caldo terribile e altre situazioni in casa giallorossa, nessuna vittoria è certa, ma soprattutto nessuna prestazione lo è, e se le rondinelle non fanno primavera, il match può essere scivoloso, più o meno come i capelli di Diego Lopez, emulo di Darryl di Walking Dead che, sospetto, in dodici stagioni non ha mai trovato uno shampoo.

Tant’è che i primi cinque minuti sono di marca bresciana. I lombardi hanno poco da perdere e partono a spron battuto, aiutati da un Ibanez distratto. Prima si fa scappare Torregrossa, che non chiude bene il diagonale, poi perde palla in area, scatenando un batti e ribatti grottesco davanti a Mirante che finisce col pallone in rete, fortunatamente un secondo dopo che lo stesso Ibanez subisca un fallo da dietro.

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Suona la sveglia e il primo tempo diventa un monologo giallorosso. Soprattutto Bruno Peres conferma la crescita e disputa un’altra grande partita condita da svariati cross su cui Kalinic è pronto, ma non preciso.

Dispiace soprattutto per una meravigliosa azione di prima Pellegrini/Veretout/Peres su cui l’attaccante spara alto di testa. Ottimo anche Carles Perez che si libera su lancio preciso di Fazio con bel diagonale a fil di palo, mentre Pellegrini (cento partite in maglia giallorossa) non riesce a ribadire in rete una respinta sul tiro di Veretout. Ci provano anche Diawara da fuori e Kolarov su punizione.

La sensazione è che la Roma infili i padroni di casa come il burro, ma la preoccupazione è che giocare così e non segnare è un brutto segno. La giornata, però, è favorevole, soprattutto per chi ne ha più bisogno.

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Nel secondo tempo i giallorossi schiantano il Brescia con i gol che non ti aspetti. Dopo pochi minuti, su sviluppo di calcio d’angolo, il pallone arriva al rientrante Fazio che, già autore di una buona prova fino a lì, colpisce sicuro su Andrenacci che tira fuori il pallone, ma solo dopo che questo varca la linea. Goal Line Technology ed è 0 a 1.

Si sveglia un minuto il Brescia che costringe Mirante ad un buon intervento in angolo e sullo stesso a guardare il pallone sfiorare il palo. Finisce lì.

La Roma continua a macinare gioco e il folletto catalano crossa a liberare Kalinic che controlla da maestro, mettendo a sedere il portiere e fa 0 a 2. Lo stesso croato poco dopo sfiora il goal di giornata con una bella rovesciata a fil di palo.

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Valzer di cambi e, col doppio vantaggio, Fonseca dà riposo ad alcuni infaticabili e minutaggio a Zaniolo, Perotti e Villar.

Lo spartito non cambia anche se Torregrossa vuol controllare che Mirante non dorma con un bel diagonale. Ma, poco dopo, Perotti, con un intelligente filtrante, libera Zaniolo che si allunga a sinistra e con un bolide fa 0 a 3. Più di duecento giorni dall’infortunio, tanto lavoro fisico per lo spezzino che appare rinfrancato e rinvigorito e che ha perso quell’aria da ragazzino.

La serata si conclude con l’ingresso di Dzeko che, dopo quattro partite molto apatiche, entra bene nel match, convinto e grintoso ma poco fortunato. Prima, servito da un ottimo Zaniolo, centra la traversa, mentre pochi minuti dopo salta il portiere ma, a porta vuota, centra il palo.

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Carino il festival di cervelli quando, a quattro minuti dalla fine, non si sa scegliere se facciano meglio Perotti e Kolarov a perdere tempo su una punizione o l’arbitro ad ammonire l’argentino a partita di fatto conclusa, salvo poi concedere un cambio al Brescia un secondo dopo.

Al di là del valore dell’avversario, finalmente una Roma divertente, ma soprattutto divertita. Per la prima volta da dicembre (la bellissima partita di Firenze) i giallorossi sono apparsi squadra, sono apparsi “compagni” (buono Salvini, cuccia). Hanno fraseggiato e non hanno sofferto.

Il 3-5-2 che Fonseca ha adottato anche col Parma sta dando buoni frutti. Ibanez rimane molto immaturo ma dimostra buone qualità e personalità, con un difensore esperto e carismatico vicino, crescerà (speriamo sia Smalling come sembra dalle notizie da Manchester). Fazio aveva bisogno di far bene, poichè ormai era fuori dai radar dell’allenatore e anche Kalinic era in partita, chissà che con un pò di continuità possa avvicinarsi al bell’attaccante visto in viola. Bene Mancini, in settimana “benedetto” dalle parole di Koulibaly. Diawara, senza eccessi, sta recuperando la forma e Veretout è centrocampista completo che ha annullato l’unica carta bresciana, Tonali.

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Sempre meglio Peres, sollecitato più di Kolarov sulle fasce e meglio Perez apparso più pimpante delle ultime uscite. Kluivert in panchina fa rumore soprattutto dopo il (non tanto) velato rimbrotto di Fonseca in conferenza stampa, ma ormai su di lui sono insistenti le voci di mercato.

Corretto far riposare Dzeko, apparso stanco nelle ultime uscite, tanto da far ripartire il tam tam delle voci di mercato e soprattutto il tom tom che ha fatto tornare alla luce i suoi detrattori, per i quali il quinto marcatore della storia giallorossa è un mercenario e una pippa, tant’è.

La prossima Europa League è più vicina e i sorteggi della settimana su quella in corso presentano un cammino insidioso e non sarà certo una buona prestazione col Brescia a renderlo agevole.

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La strada da fare è lunga, ma il nuovo modulo ha portato benefici. Anche le seconde linee si stanno dimostrando importanti e basta guardare la Lazio post lockdown per capire quanto una buona panchina serva con tutte le partite ravvicinate e con questo caldo.

Post scriptum: a Brescia esordì Totti che non c’entra nulla ma mi piace dire Totti.

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