Approfondimenti
TACCHETTI ROSA – Il cuore in una Coppa
Statistiche e numeri oggi non servono per analizzare la finale di Coppa Italia tra Juve e Napoli.
Ha contato solo il cuore.
Il cuore di un allenatore che soffre ma che dal dolore sa trovare la forza per risalire e parla ai suoi di senso di appartenenza come il segreto per vincere.
Il cuore di giocatori con contratto in scadenza ma che ancora hanno voglia di correre.
Il cuore di una difesa, alta come un muro invalicabile, una difesa che torna ad essere finalmente “nera”. Rappresentata cioè da quel giocatore formidabile di Koulibaly, di cui nei mesi scorsi si erano perse le tracce ma che nel nuovo gioco della squadra torna ad essere grandissimo protagonista.
Il cuore di Ciro Mertens, il più grande goleador di tutti i tempi del Napoli che dichiara amore eterno alla città e alla squadra proprio poche ore prima di scendere in campo.
Il cuore di Meret, in panchina da tante partite. Tutte o quasi quelle dell’era Gattuso. Ma che porta sul terreno di gioco personalità e carattere, si sfrega i guantoni, para e poi festeggia con colui che tutti pensavano fosse il suo rivale, Ospina.
Il cuore di un Presidente, sempre oggetto di critiche, ma che ancora una volta fa la scelta giusta, si commuove alle parole del suo allenatore e sembra gettarsi alle spalle il passato burrascoso dell’ammutinamento della squadra.
E poi, per finire, il cuore di un popolo che esulta e si libera dei fantasmi di un anno e dei suoi momenti bui.
Da questo momento non si parla più di tradimenti al Napoli. Troppi ce ne sono stati da parte di giocatori e allenatori. Senza di essi, però, non si sarebbe arrivati fino a qui. Uniti, vincenti, forti, nuovi.
Dall’altro lato del campo, una barba incolta e una cicca di sigaretta, consumata come il gioco della squadra allenata.
Si dovrà ricominciare da qui, per tutti.
Per la Juventus che pare non possa permettersi ulteriori passi falsi in Campionato.
Ma soprattutto per il Napoli che ha proprio nel cuore il segreto del suo successo.
