Juventus
ESCLUSIVA #LBDV – Agresti #ACasaConVlad: “Juventus, grandi chances per Pogba se si dovesse verificare una condizione”
Il secondo appuntamento del giorno #ACasaConVlad ha visto protagonista Romeo Agresti, giornalista di Goal.com. Tanti gli argomenti trattati nel corso della diretta, in particolare in ottica Juventus.
Bianconeri che, così come tutto il resto della Serie A, stanno tentando di ripartire. A tal proposito, Agresti si dichiara “sorpreso, qualora non si provasse a ripartire. Salvaguardare l’indotto deve essere una delle priorità. Ci sono società che rischiano di fare una brutta fine. Visto che si sta studiando la ripresa per tutti i comparti della nostra economia, anche il calcio deve quantomeno provarci. Ovviamente, tutto nella tutela della salute pubblica e con un protocollo giusto. La cosa più difficile è assumersi la responsabilità, che con ogni probabilità si prenderà il Governo”.
Facendo il punto sul calcio giocato in casa Juventus, al centro delle discussioni c’è il centrocampo. “E’ oggettivo che dal 2015, a livello individuale, la Juve abbia perso qualcosa. Il ragionamento principale, a mio avviso, va fatto in relazione a Pjanic. Negli ultimi tempi è diventato più lineare e ha pagato una quadra tattica non proprio precisa della Juventus, oltre che problemi fisici suoi. Bentancur? Insieme a Dybala, credo sia il calciatore che ha beneficiato dell’arrivo di Sarri, e davanti alla difesa mi stuzzica”. E su Rabiot non esclude la cessione, qualora dovesse arrivare l’offerta giusta.
Due sono stati i sistemi di gioco adottati dalla Juventus con l’avvento di Sarri: il 4-3-3 ed il 4-3-1-2. “In prima battuta, il 4-3-1-2 era il modulo designato – sostiene il giornalista – ma il fatto di non avere un trequartista puro ha convinto Sarri a passare al 4-3-3, e credo che sia questo il modulo da cui si ripartirà, qualora si dovesse ripartire”.
Futuro di de Ligt a rischio? Romeo non ha dubbi: “Sarebbe anacronistico privarsi di lui. E’ chiaro che chiacchierando con altre squadre, queste te lo possano chiedere. E’ anche vero che è rappresentato da Raiola, ma l’olandese ha deciso di fare un percorso di crescita con i bianconeri, che hanno bisogno di lui”. Pochi dubbi anche sul futuro di Ronaldo: “E’ un colpo mirato da parte della Juventus, e mi sorprenderebbe che lui non rispettasse la durata del contratto. Guadagna trentuno milioni a stagione, e non vedo altre squadre pronte a pareggiare questa cifra in un periodo così particolare”.
Non pochi i calciatori che potrebbero dire addio alla Juventus nella prossima sessione di mercato. “Higuain dall’anno prossimo peserà diciotti milioni a bilancio e, considerato che i bianconeri negli ultimi anni hanno provato a collocarlo altrove, ciò può rappresentare un indizio sul fatto che possa andar via davvero. Anche se, a quelle cifre, non ha molto mercato. Discorso analogo per Bernardeschi: la Juve ha fatto di tutto per cederlo in uno scambio per Rakitic con il Barcellona. E non escludo che, per l’ex Viola, possa tornare alla carica il Milan, con cui la Juventus ha paventato, a gennaio, la possibilità di scambiarlo con Paquetà”.
Sulla situazione rinnovi, Agresti si dice pessimista in merito a Khedira: “una traccia da seguire per il mercato in uscita“. Diversa invece la situazione Dybala, che il giornalista definisce “vicina alla fumata bianco nera“.
Per concludere il capitolo riguardante l’attacco, una considerazione sul possibile sostituto di Higuain. “Milik sarebbe un investimento intelligente, ma fatico a pensare che si punti su di lui come attaccante titolare. Immaginarlo in coppia con un altro, però, potrebbe essere più che stuzzicante. L’identikit dell’attaccante ideale? Di prospettiva e che dia garanzie. E quando si parla di Icardi, credo si tratti sempre di una pista da seguire con attenzione. Cavani? Non credo: non avrebbe senso liberarsi di un classe ’87 (Higuain, ndr.) per prenderne poi un altro, a quelle stesse cifre”.
Tornando al centrocampo, invece, il grande sogno a tinte bianconere resta Pogba: “Credo che la Juventus ci proverà, e la vedo in vantaggio qualora la società trovasse con lo United le pedine giuste da piazzare nell’affare”.
Infine, una considerazione sulla nuova evoluzione juventina tra dirigenza e panchina. “Il fatto di aver cambiato quando le cose andavano bene è un rischio calcolato, e serve coraggio in tal senso. Da Sarri mi aspettavo qualcosa in più dal punto di vista stilistico, ma si è calato in una realtà non molto congeniale alle sue idee iniziali. E’ stato intelligente ed i risultati sono dalla sua parte”.
