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Napoli e infortuni, De Laurentiis apre il dibattito: cosa sarebbe successo senza nove assenze?
Dopo il pareggio contro l’Inter di Cristian Chivu, Aurelio De Laurentiis si pone una domanda destinata a far discutere: cosa avrebbe fatto il Napoli finora con nove giocatori assenti per gran parte della stagione? Un interrogativo legittimo, anche se in parte amplificato, come spesso accade nelle riflessioni del presidente azzurro.
È vero che Antonio Conte ha dovuto fare i conti con numerose defezioni, ma non tutte possono essere considerate assenze lunghe e realmente determinanti. Alcuni infortuni, infatti, hanno riguardato giocatori rientrati in tempi brevi o elementi non centrali nelle gerarchie.
Infortuni Napoli: tra emergenze reali e rotazioni gestibili
Analizzando nel dettaglio la situazione, non tutte le assenze hanno avuto lo stesso peso. Neres, ad esempio, è attualmente ai box ma tornerà presto e nel complesso è sempre stato presente nel corso della stagione. Altri stop hanno coinvolto calciatori non titolari o comunque ben sostituiti, come nel caso di Meret, rimpiazzato efficacemente da Milinković-Savić.
Detto questo, sarebbe riduttivo sostenere che il Napoli non abbia dovuto affrontare difficoltà significative. La gestione dell’emergenza è stata una costante, soprattutto in alcuni momenti chiave della stagione.
Tre assenze pesantissime: la spina dorsale mancante
Il vero punto sollevato da De Laurentiis riguarda però tre assenze fondamentali, che avrebbero dovuto costituire l’ossatura del Napoli di Conte: Romelu Lukaku, Kevin De Bruyne e Frank Anguissa.
Qui il presidente non esagera. Si tratta di giocatori cardine, fuori da mesi, la cui mancanza incide inevitabilmente sul rendimento. L’impatto è paragonabile a un’Inter senza Barella, Calhanoglu e Lautaro, oppure a un Milan privato a lungo di Modric, Rabiot e Leao. A parità di infortuni, quale sarebbe stata la reale lotta scudetto?
Napoli comunque competitivo: il segnale più forte
La risposta, ovviamente, non esiste. I “se” e i “ma” non portano trofei. Ma il dato oggettivo è un altro: il Napoli è ancora pienamente in corsa, nonostante queste assenze pesanti. Ed è proprio questo l’aspetto più significativo.
Da un lato, il rientro dei big – soprattutto Anguissa, il più insostituibile – garantirà un netto miglioramento, in termini di qualità prima ancora che di profondità. Dall’altro, emerge una certezza strutturale: il Napoli è ormai una grande squadra consolidata.
Mercato e rosa: la risposta della società
Alla perdita di Lukaku, il club ha risposto intervenendo sul mercato con Højlund, uno dei centravanti più incisivi della Serie A. Ad altri infortuni, compreso quello di Gilmour, Conte ha reagito valorizzando risorse interne, rilanciando giocatori come Neres e Lang, inizialmente meno utilizzati.
Non basta, forse, per restituire al Napoli lo status di favorita assoluta per lo scudetto. Ma a conti fatti, il 2-2 contro l’Inter pesa più a favore di chi il tricolore lo porta ancora sul petto.
(Foto: DepositPhotos)
