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Angolo del tifoso

ANGOLO JUVENTUS – Il talento e le improvvisazioni

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Spalletti
Tempo di lettura: 3 minuti

La Juventus cade nel big match della 14esima giornata uscendo battuta per 2 a 1 allo Stadio Maradona dallo spumeggiante Napoli di Antonio Conte.
Non è mai stata una partita qualsiasi, questa, a maggior ragione non lo era per Luciano Spalletti, uno che nella città partenopea ha vinto uno storico scudetto e che un ricordo simile ce l’ha impresso, letteralmente, nella pelle. Certo, non è propriamente, uno scontro al vertice della classifica: i padroni di casa gareggiano per il titolo, i bianconeri al massimo possono sperare in una qualificazione alla prossima Champion’s League. Eppure la sfida continua ad avere il suo eterno fascino: l’impianto registra il tutto esaurito, l’aspettativa dei tifosi locali è a mille e l’allenatore azzurro non vorrebbe cedere il passo agli avversari per nulla al mondo.
Il suo dirimpettaio sulla panchina opposta ha gli stessi desideri e per realizzarli si affida alle sue armi migliori, il talento e le improvvisazioni.

Un uomo solo al comando

Il tecnico di Certaldo non ha molte frecce al suo arco. Anzi, per essere precisi, ne ha una soltanto, anche se letale. Kenan Yildiz, il funambolico talento turco, ha solo vent’anni all’anagrafe ma, per doti tecniche superiori alla norma e responsabilità che ne derivano, è già un veterano.
Il numero di maglia che indossa sempre e la fascia al braccio che porta sempre più spesso, ne certificano l’importanza nelle sorti della sua squadra.
Il buon Luciano, da uomo pragmatico, sa bene che soltanto lui può spostare gli equilibri e non ci pensa proprio a mettere le briglie al suo estro da fuoriclasse in divenire. Anzi, trovandosi privo del centravanti titolare, Dusan Vlahovic, e non fidandosi appieno delle alternative, decide di affidargli completamente le chiavi dell’attacco.
Lì davanti c’è un uomo solo al comando, con licenza di inventare gioco, fornire soluzioni ai compagni e anche concludere a rete.
Qualcuno la definirebbe una “spallettata”, in realtà è la sua consueta miscela, il talento e le improvvisazioni.

Dietro si balla

Peccato che in retroguardia la formula non possa dare gli stessi frutti. Le invenzioni del Mister non funzionano e il macchinoso Koopmeiners, cosi come l’incerto Kelly, soffrono maledettamente le accelerazioni degli attaccanti napoletani.
Il fortino bianconero capitola già nei primi minuti: il fulmineo Neres si mangia in velocità il frastornato olandese e serve un assist al bacio allo strabordante Hojlund.
Quest’ultimo brucia sul tempo Kelly e infila Di Gregorio per il gol del vantaggio dei partenopei. Lo stadio esplode, Spalletti fa una smorfia.
I suoi piani di controllo degli assalti e ripartenze veloci sono subito andati in fumo.
L’incontro è più difficile del previsto e sarà tutto in salita. Tantopiù che i padroni di casa, galvanizzati dalla marcatura, prendono il pieno possesso delle operazioni: pressano, raddoppiano, conquistano palla e ripartono a razzo verso la porta bianconera.
Una, due, infinite volte. La difesa degli ospiti balla di brutto, in almeno in un paio di occasioni rischia un nuovo tracollo.
Il mister toscano può sgolarsi quanto vuole, per tirarsi fuori dai guai ci vogliono il talento e le improvvisazioni.

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Creare calcio dal nulla

E, per fortuna, l’uomo su cui ha puntato tutte le sue carte non tradisce mai. Il numero dieci bianconero, speranza ed orgoglio dei suoi, sa bene che dipende tutto da lui o quasi.
Nel primo tempo ha fornito una palla d’oro a Kelly che, però, oltre ad essere in fuorigioco, l’ha sprecata malamente. A questo punto decide di mettersi in proprio oppure, alla bisogna, di dialogare soltanto con compagni che parlino la sua stessa lingua.

In fondo, come gli riconosce il suo mister, la sua qualità migliore è quella di “creare calcio dal nulla”, ovvero dare il principio ad una azione di gioco e anche concluderla. Esattamente quello che fa per il gol del pareggio.
Arpiona un pallone a centrocampo, apre per l’accorrente McKennie, riceve il suo passaggio di ritorno e infila la porta avversaria con un colpo di biliardo da posizione defilatissima. Preciso, liftato e inesorabile. La marcatura è il suo perfetto ritratto: il talento e le improvvisazioni.

Errore fatale

A questo punto Spalletti potrebbe anche pensare a fare il colpaccio, con dei cambi mirati. Invece il tecnico di Certaldo si lascia andare alla prudenza e fa scelte conservative. In particolare, il trascinatore  Yildiz viene sostituito dal belga Openda.
Ma, se è vero che la fortuna aiuta gli audaci di certo non ha nessuna simpatia per i pavidi. E, infatti, uno sfortunato rimpallo su McKennie spalanca la via della rete per la seconda volta al poderoso danese Hojlund. Due gol per lui e cento rimpianti per l’allenatore bianconero, resosi colpevole di un errore fatale.
Lo scenario della partita non cambierà più: aveva avuto anche la possibilità di fare jackpot e se l’è vista sfumare sotto il naso. E’ anche questa una lezione da imparare: ci vogliono il talento e le improvvisazioni.

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(Foto: Depositphotos)

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