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Il Como si ferma alla corte di Alvini e non raggiunge il trio di testa

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Frosinone Palmisani
Tempo di lettura: 5 minuti

FROSINONE – COMO 2-0

L’elefante contro la formica, il gigante Golia contro il ragazzino Davide. Davvero consideravate il Frosinone di Alvini una minuscola presenza passiva di fronte al mastodontico Como delle meraviglie di Fabregas? Beh, in tanti si sono dovuti ricredere.
Primo tempo giocato a mille all’ora (e facendo divertire il pubblico) da entrambe le squadre, col Frosinone che ha nettamente meritato il doppio vantaggio, salvo poi lasciare il pallino del gioco nella ripresa alla squadra di Fabregas, non solo nel possesso palla, e alle prodezze del suo portiere Palmisani.

Squadra di Fabregas che non è riuscita ad incidere e ha preso in pieno volto non uno, non due, ma ben tre sassolini da quella fionda lanciata dal giovane Davide. Grande merito ad Alvini che, in modo magistralmente architettonico, ha guidato i suoi calciatori a punire in velocità gli ospiti targati Champions e, poi, a controllare il match, dando sfoggio di spunti e lampi, che avrebbero potuto far terminare il match anche con un risultato più ampio per i ciociari.

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L’altro protagonista principale, dicevamo, è stato indubbiamente il numero uno ciociaro Palmisani, che ha parato il possibile e l’impossibile, anche con qualche ben assestato “numero” di volley, difendendo con le unghie e con i denti, il doppio vantaggio acquisito nel primo tempo.

Certo, il match era impegnativo, per non dire proibitivo, per i ciociari, già rimaneggiati dalle assenze per infortunio di Grillitsch e di Terzic (fermi entrambi per noie muscolari). In più, per il Como vincere era un imperativo ancora più categorico rispetto alle altre partite. Dopo i primi quattro successi di fila, il quinto successo equivaleva ad acciuffare le tre prime della classe, Roma, Inter e Lazio. Non vincere, al contrario, com’è accaduto, sarebbe corrisposto a mangiarsi le mani e un ipotetico cappello alla Rockerduck (battuta per gli amanti del genere “ziopaperoniano”).

La trasferta era indubbiamente assai insidiosa anche per i comaschi, affrontando i ciociari in un buon momento di forma e di salute. Mentre il tecnico spagnolo era alle prese con diversi nodi da sciogliere, e riusciva a recuperare l’esterno olandese Addai (ai box dallo scorso 26 febbraio a causa di una brutta lacerazione del tendine d’Achille), Alvini sembrava straconvinto di confermare (e dare fiducia) l’assetto tattico presentato a Genova, che tanta soddisfazione gli ha dato.

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Da una parte Fabregas voleva continuare a sognare ad alta quota, mentre il Frosinone puntava a macinare gioco e a stupire ancora con la qualità del proprio reparto offensivo. In casa Como, il consueto ballottaggio tra Douvikas e Kean.

Insomma entrambe in forma smagliante cercavano di prendere punti l’una dall’altra, dall’alto di una filosofia di gioco simile che dopo un mese le vedeva alla vigilia, per gol realizzati, alle spalle di Roma e Inter e con gli stessi gol subiti (di media, uno a partita).

Da una parte il Frosinone voleva premere dare continuità (prima della pausa per la Nazionale), dall’altra il Como voleva premere e basta, nel senso dello schiacciare (calcisticamente parlando) gli avversari, per assestare probabilmente la prima reale zampata feroce. Ma sono stati graffiati e costretti alla prima sconfitta in questo campionato. Artigli dolorosissimi, ma non certo inaspettati, vista la qualità della squadra allenata da Alvini.

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PRIMO TEMPO – Benvenuti al luna park!

Padroni di casa per continuare a stupire, la squadra di Fabregas cerca rimanere competitiva su tutti i fronti. Dopo il doveroso minuto di silenzio in memoria ed onore di Sandro Mazzola, al pronti via il Frosinone è subito aggressivo e rapido.

Trenta secondi soltanto trascorrono dalla prima sortita offensiva dei comaschi. Sprint a destra di Ghedejemis che, mette subito in mezzo, dove trova la deviazione di tibia di Ramon, che la devia in angolo con qualche brivido di troppo per la porta difesa da Butez. Frosinone uno e trino, anzi quadruplo al 7’.

Milla, finta su Oyono, e crossa per Douvikas. Il colpo ravvicinato e sicuro viene respinto da Palmisani in prima battuta, respinto da Monterisi sulla linea sul tap in facile di Baturina e graziato nuovamente da portiere e palo su capocciata conclusiva di Douvikas, atto secondo. Il Frosinone si salva e per l’antica regola non scritta del “gol mangiato, gol subito”, passa in vantaggio al 14’, non prima di aver tentato un’incursione solitaria con Kvernadze. Schmid, con la giusta calma, sistema il piatto in mezzo.

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La deviazione di Milla è provvidenziale, per far giungere la sfera a Giacomo Calò, che insacca. Primo gol in Serie A per il regista del Frosinone che, come si suol dire, si fa trovare al posto giusto, al momento giusto e col piede giusto. Primo quarto d’ora divertente e scoppiettante tra le due compagini.

I lariani alzano ulteriormente l’asticella del ritmo al 20’. Couto serve, a scavalcare, un pallone perfetto per Diao che non se la sente di calciare e, dopo una carambola con Calvani, finisce sicuro tra le braccia di Palmisani. Como troppo sbilanciato un minuto dopo, la squadra di Alvini prova ad infilare il contropiede vincente. Ghedjemis scappa sulla fascia, provando a servire in mezzo Raimondo che si vede anticipato all’ultimo da Ramon, che rischia così una clamorosa autorete.

E’ già il secondo harakiri dalle parti di Butez, e non siamo ancora arrivati a metà del primo tempo. Brividi di raddoppio per la squadra di Fabregas, che suda freddo. Al 29’ ancora Frosinone all’arrembaggio, completamente spiazzante per un Como che non riesce a prendere delle contromisure.

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Masini serve Raimondo che controlla palla e posizione e calcia al volo. Antonio Raimondo superstar tra il 38’ e il 39’. Il giovane attaccante, in prestito dal Bologna, dapprima tenta l’eurogol con un tacco magistrale, su palla bassa di Kvernadze, e poi riceve palla da fuori area e tenta un altro gol con i fiocchi, ma Butez è attento a non farsi soprendere.

Al 43’ il Como vicino al pareggio. Diao vede Nico Paz che effettua un colpo di testa in tuffo, Palmisani chiamato agli straordinari. Un Como sempre più impotente, di fronte alle frustate dei contropiedi e dei capovolgimenti di fronte rapidi dei ciociari, subisce la seconda rete al 48’. Ripartenza fulminea della squadra di Alvini che finisce con la conclusione del georgiano Kvernadze, servito in mood sublime da Schmid. Un gol che gela letteralmente Fabregas.

SECONDO TEMPO – Como “mangiacampo”, ma non raccoglie

Il Frosinone vorrebbe limitarsi a controllarla, anche con buoni fraseggi, ma finisce con il creare nuovi problemi ai biancoazzurri, quando riparte. Fabregas corre ai ripari, provando a cambiare l’abito offensivo con il duo Kean-Rodriguez, fatti entrare ad inizio ripresa.

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Ma è Nico Paz a tentare di nuovo la sorte al 49’, Palmisani sventa tutto con una movenza da pallavolista. Inizia a farsi vedere anche Kean al 51’, mandando in bambola i due centrali dei canarini. Ancora Palmisani respinge di pugno. Si fa rivedere, al 60’, Moise Kean, liberandosi di Cittadini.
Palmisani gli dice di no, deviandola in angolo. Al 65’ Frosinone vicinissimo al tris. Raimondo, in forma smagliante, vince il duello fisico con Chalobah, duella con Ramon e calcia forte verso la porta di Butez. Il pallone, però, finisce di un niente a lato.

Il Como continua a soffrire, e non poco, le iniziative dei ciociari, che stanno sì controllando, ma solo per aspettare il varco giusto dove inserirsi per mettere la parola “fine” alla gara. Al 70’ i lariani tentano di riaprirla. Destro fortissimo di Jesus Rodriguez, dopo il servizio di Ricci. Non basta la deviazione di Calò, che Palmisani è costretto nuovamente agli straordinari, mettendo in angolo. Non accade niente di eccezionale fino al fischio finale.
Primo stop per il Como di Fabregas, che deve momentaneamente lasciar andare il trio di testa Roma-Inter-Lazio. Ottima e memorabile prova del Frosinone, che con la sua terza vittoria, raggiunge il quinto posto a quota 10.

Frosinone (4-3-3)

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Palmisani, Oyono, Calvani, Monterisi (53’ Cittadini), Bracaglia; Schmid (88’ El Azzouzi), Calò (79’ Cicchella), Masini; Ghedjemis (88’ Amey), Raimondo, Kvernadze (79’ Zerbin)

All. Alvini

Como (4-2-3-1)

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Butez; Couto, Ramon, Chalobah, Valle (73’ Kaiki); Milla (73’ Perrone), Da Cunha (1’ s.t. Ricci); Diao, Nico Paz, Baturina (1’ s.t. Rodriguez); Douvikas (1’ s.t. Kean)

All. Fabregas

Arbitro: Chiffi di Padova

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Reti: 14’ Calò (F), 45’+3’ Kvernadze (F)

Ammoniti: Couto (C), Kvernadze (F), Bracaglia (F), Raimondo (F)

Recupero: 4’ primo tempo; 5’ secondo tempo

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(Foto: Depositphotos)

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