ZONA CESARINI – Complimenti a tutti

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Tempo di lettura: 5 minuti

Sondaggino

Ho fatto una rapida ricerca all’interno della nostra testata debordante di tifosi, appassionati, giornalisti, esperti e tecnici del pallone: chi è il giocatore italiano di piede (non portiere) attualmente nel campionato nostrano più talentuoso, forte e sotto i 35 anni.

Sono venuti fuori vari nomi naturalmente, chiaro tutti da centrocampo in su, tutti validi. L’oriundo Jorginho, il poco di qualità ma di molta quantità Barella, Lorenzo Pellegrini naturalmente.

Ovvio Zaniolo, in potenza e classe un predestinato, ma io stesso lo escluderei al momento perchè ancora non chiaro l’esito dopo due infortuni, seppur molto incoraggiante.

Rimane lo sfortunato Chiesa per classe, voglia e potenzialità davvero un talento… ma il più votato è Lorenzo Insigne, il 10 del Napoli e della nazionale e personalmente conferma i miei pensieri.

Lorenzo Insigne, 30 anni, giocatore più forte, talentuoso (non in senso assoluto) va al Toronto FC e lascia il “suo” (e la sua) Napoli e l’Italia.

Perchè?

Lungi da me il “pippone” su bandiere e amore, già ne ho fatti per i miei ambiti, non mi compete parlare del cuore in una vicenda che riguarda altri club, in più esimi colleghi di questa testata lo hanno fatto con più titolo e sentimento di me.

Il sermone odierno serve per indicare ad alcuni peccatori, nei confronti del calcio italiano,  la via più breve per un posto umido, scuro e fetente in cui “andare a fare” quello che devono fare.

Penso di getto: Insigne guadagna già molto, è forte. Che senso ha lasciare il calcio dei grandi a 30 anni, rinunciando non dico a fare storia, ma a vincere cose importanti? In Canada, Arabia, Cina potrà andarci tra tre o quattro anni a cifre non così inferiori.

Capisco di più giocatori di medio o basso cabotaggio come El Shaarawy o Pellè a cui offerte del genere non capiterebbero mai e possono ambire a tutt’altra carriera.

Poi penso che non si possa entrare in una scelta così personale a livello emotivo e famigliare, seppur presa a suon di molti soldi.

Ma ci si trova anche di fronte al fatto che Insigne non ha tutte queste richieste, non dico dall’Italia, che quell’ingaggio a trenta anni possono darlo a pochi, ma se Bundes, Liga e Premier non bussano, forse, il nostro giocatore più forte non è così forte.

Sconfitta

Chiaro che questo ponga una riflessione sul movimento calcio nazionale. Questo pone accento sulla casualità con cui l’Italia ha vinto l’Europeo, casualità non in senso di fortuna, ma di combinazione di agonismo e spirito di gruppo: i risultati successivi avvalorano tale tesi. Il 10 della Nazionale va in Canada, a trent’anni, probabilmente lasciandola a stretto giro.

Non ci stupiamo se naturalizziamo Toloi e facciamo carte false per mettere la maglia azzurra a giocatori “normali”, come Ibanez, Luis Felipe o Joao Pedro.

Questo è il risultato dell’ultimo ventennio, passato a far mercato coi procuratori, con  più convenienza da parte di tutti di frequentare mercati esteri e usare i nostri giovani come travel cheque. I metodi di presidenti come Preziosi, Zamparini o i Pozzo hanno indicato la via. L’Udinese, tanto citata, fa mercato tirando in terra le lettere dello Scarabeo, l’odierna Atalanta, almeno adotta un mix.

Faccio esempi di “casa mia” perchè ci sguazzo meglio e ho il dente avvelenato, ma tanti (tutti?) sarebbero da citare. I metodi di Sabatini e Monchi, “collusi” nel sistema Palottiano del mercato ortofrutticolo “un tanto al chilo”, si sono rivelati dannosi, anche economicamente. La Roma negli anni ha dovuto ricomprare i suoi gioielli, perchè non credeva alle loro esplosioni.

Florenzi, secondo miglior giocatore della Serie B (dietro a Insigne), pagato 2,5 milioni per volontà di Zeman, dopo che alle buste non ci si era presentati. Oggi si parla di Frattesi, che la Roma ha regalato al Sassuolo per Defrel… D E F R E L!

Lorenzo Pellegrini, ri-pagato dieci milioni. Stendiamo un velo pietoso sulla doppia operazione Luca Pellegrini-Spinazzola-Politano. Quest’ultimo stava per essere “pagato” 29 milioni, magari giocatore non eccelso, ma era peggio di Under o Perez nelle giovanili?

Non c’era in primavera o in Italia un terzino migliore di Josè Angel, il “poro” Piris o Torosidis? Si è dovuta stravolgere la carriera di Florenzi?

Marchizza era peggio di Jesus o Hector Moreno? Milanese o Riccardi (nominato da Mancini) sono peggio di Diawara o Villar o del Ninetto Davoli del Bosforo Ucan?

L’ “Ibra” di Fidene, Scamacca, scappato a 16 anni al PSV, valore odierno 40 milioni, doveva vedere titolari Bojan o Mayoral?

Pau Lopez, 27 milioni al Betis, era meglio di Cragno, Meret, Scuffet etc?

Prima gli “itagliani”?

Sia chiaro, il mio non è nazionalismo stucchevole alla Meloni. Mangio orgogliosamente e senza freni spaghetti e uso soldi che non ho per onorare il natale coi regali come tutti, ma se mio figlio o mio nipote, tra 30 anni mangeranno cous cous, riso alla cantonese o zebù in umido, pace, il mondo va come deve andare.

D’altra parte il nostro piatto nazionale viene dalla Cina e il nostro intoccabile Natale italo-cristiano viene da un frullato di eventi storici mediorientali, leggende nordiche e brand Coca-Cola.

Poi però non rompete le palle con Nazionale che non gira, calcio italiano che non tira etc etc.

I colpevoli citati non sono soli, i cattivi non sono i procuratori, i DS furbetti di tutti i club. E’ proprio il sistema calcio Italia che è marcio, incompetente, legato al poco subito facile più che al tanto domani programmato.

Se amate il calcio vi dovreste vergognare, se lo state usando per meri scopi economici (che ci sta) vi dovreste vergognare comunque, perchè in entrambi i casi, avete fallito.

Complimenti a tutti

Buona vita Lorenzo (e coprite a mamma che lì fa freddo!).

 

 

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