NUMERO 14 – L’emblema del calcio

Focus On Numero 14
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Ma chi è il calciatore di quella rovesciata?”. La domanda è affiorata sulla bocca dei ragazzini di almeno tre generazioni, quelle che hanno sognato ammirandone la riproduzione sulla copertina dell’Album delle figurine Panini. Un atleta che sembra librarsi nell’aria, le braccia distese, la gamba sinistra piegata ad angolo, l’altra perfettamente tesa nell’atto di colpire il pallone di collo pieno. Vigoroso, indomito, un autentico guerriero dei campi verdi. Non ci potrebbe essere nulla di più iconico.

Uno scatto tra tanti

Eppure l’immagine più emblematica di tutto il calcio italiano nasce in un contesto che più anonimo non si potrebbe. E’ il 15 Gennaio 1950, allo Stadio Comunale di Firenze si affrontano Juventus e Fiorentina. E’ una partita come tante altre, niente di rilevante da segnalare. Almeno fino al minuto numero 80. Un lungo lancio del centrocampista Magli scavalca il centrocampo bianconero e sta per liberare al tiro l’attaccante Pandolfini. Ma l’ultimo difensore rimasto, il centromediano Carlo Parola, stacca verso l’alto e riesce ad anticipare l’avversario con una incredibile rovesciata. Il giocatore juventino intercetta in volo il pallone e lo respinge, tra le ovazioni del pubblico. Un fotografo free lance, Corrado Banconi, trovatosi per caso nelle vicinanze, ha l’intuito di prepararsi per tempo e riesce a catturare lo straordinario gesto atletico di Parola con uno scatto dal basso verso l’alto. L’immagine, assieme a tante altre, viene acquistata da Franco Panini, un imprenditore di Modena, per circa tremila lire. Somma notevole per l’epoca ma nulla paragonato a quello che avrebbe realizzato il fotografo se avesse mantenuto i diritti su quella fotografia.

Nascita di un simbolo

Panini, assieme ai fratelli, è titolare di una azienda editoriale che, tra le altre cose, pubblica l’album di figurine dei calciatori del campionato italiano. Per i primi anni l’immagine di copertina era stata un colpo di testa del centrocampista del Milan Nils Liedholm. Ma l’imprenditore vuole qualcosa di più significativo, una prodezza che faccia innamorare ogni ragazzino del pallone e lo spinga a comprare ogni bustina di figurine per completare la raccolta. Si convince che una rovesciata possa rappresentare tutto quello che vuole comunicare al pubblico. L’immagine che campeggia sull’album di figurine dell’annata 1963-64 è quella eseguita dal calciatore Magnini durante una partita della Nazionale italiana. E’ bella, molto elegante ma si avverte il bisogno di qualcosa di più spettacolare, qualcosa che si fissi nella mente, che sia in grado di assurgere a simbolo. Franco Panini ha un archivio sterminato di foto, è solito acquisire i diritti di ogni scatto che i fotografi fanno negli stadi ogni domenica. Si mette a spulciare le fotografie una per una, finchè non gli cade l’occhio su quella di Parola, vecchia ormai di 15 anni. E’ un colpo di fulmine, ha trovato quello che cercava, l’immagine da trasformare in icona.

Immagine di copertina

E cosi, dall’annata successiva, sulla copertina dell’Album di figurine Panini, oltre che su ogni bustina, fa bella mostra di sé la rovesciata effettuata da Parola in quel lontano Fiorentina – Juventus del Gennaio 1950. Mai scelta fu più azzeccata: il gesto diventa rapidamente un emblema del calcio, al punto che solo cinque anni dopo, nel 1970, il grafico della Panini, Wainer Vaccari, riceve l’incarico di rielaborarla per trasformarla in un simbolo per tutti. La maglia bianconera diventa rossa, i calzoncini restano bianchi, i calzettoni diventano neri con strisce gialle. L’abbinamento dei colori non consente associazioni a nessun club del calcio italiano, ormai quella rovesciata rappresenta  chiunque. Né l’artefice dello scatto originario né il protagonista dell’immortale gesto atletico potranno mai vantare diritti sulla celeberrima immagine che avrà trasposizioni per trecento milioni di copie, accompagnata da didascalie in ogni lingua del globo, perfino in cirillico ed arabo. E destinata, ogni anno, ad alimentare le fantasie di ogni bambino che sogna, in cuor suo, di replicare il fantastico stacco di Carlo Parola.