Spal, Rossi: “Altre offerte? Sì, ma priorità è sempre stata Italia”

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Pepito Rossi riparte dalla Spal. L’ex attaccante della Fiorentina ha firmato un contratto con il club ferrarese fino al 2022, commentando così nel giorno della sua presentazione questa nuova avventura:

Io e Tacopina ci siamo incontrati a New York, anche se ci conoscevamo da anni: è una persona bella e speciale. Lui ha capito bene chi sono e quindi è stato un bel matrimonio. Finalmente dopo tanti anni siamo riusciti a giocare con la stessa maglia e lo ringrazio, così come lo staff tecnico, Pep Clotet e la squadra, che mi hanno accolto benissimo. Una squadra fatta di uomini e calciatori. Sono sicuro che la SPAL sia la scelta giusta. Anche sabato ho visto che la tifoseria ci ha appoggiato fino all’ultimo, anche se il risultato non era buono. Ma quello è lo spirito che ci serve. Intorno a noi c’è una bella famiglia”.

Quanto è bello tornare in campo?
Bellissimo, così come allenarsi in gruppo. Sto ritrovando i movimenti, le distanze e tutto ciò che un giocatore deve sentire in campo. Non credo che devo dimostrare niente a nessuno perché ho già fatto tanto in carriera, ma è la mia forza di volontà a dire che devo far vedere che ci sono, che sono qui di nuovo. Vivo per questo ed eccomi qua”.

C’è una risposta a chi scrive e ti giudica come un calciatore finito?
Non ho letto niente, anche se è normale che ci siano queste voci. A me non interessa, sto facendo passi importanti ed è quello che conta. Non vedo l’ora scendere ancora in campo e saper fare quello che so fare”.

Come ti sei trovato con Clotet?
I suoi allenamenti sono molto intensi e questo mi fa solo bene. Ci siamo sentiti prima che arrivassi a Ferrara, è una persona in gamba, capisce bene il gioco, sa cosa serve e come preparare le partite. Noi crediamo in lui e lui in noi”.

Quali sensazioni hai provato arrivando a Ferrara?
Ferrara è una città bellissima, che conoscevo poco. Ci ero venuto quando giocavo nelle giovanili del Parma. Il centro è stupendo, si mangia molto bene anche se sono a dieta e per il momento non ho assaggiato i cappellacci di zucca (ride, ndr). La gente è molto accogliente e tifosa del calcio. Mi fermano spesso per fare foto e chiacchiere e questo mi piace, è bello”.

Fisicamente come ti senti?
Ogni giorno sto meglio, ma non voglio dare percentuali. Mi sono sentito bene durante quei 20’ che ho fatto con l’Alessandria anche se è un anno che non gioco. Rientrare e non avere tanti minuti nelle gambe è difficile, ma piano piano ritroverò il ritmo che serve per dare una mano alla squadra. A me basta questo. L’importante è avere la giusta mentalità. Qui c’è una squadra giovane che ha voglia di dimostrare e di crescere. In ogni allenamento c’è una grande intensità e questo mi piace. Mi aiuterà per ritrovare la forma migliore. C’è tanto da fare ancora e tanto manca alla fine del campionato. Si lotta, si continua a lottare”.

Avevi altre offerte?
Sì, ma la mia priorità è sempre stata l’Italia. Questa è la mia seconda casa, sono cresciuto qui come calciatore e uomo, quando a 12 anni sono arrivato a Parma. Parlando con Joe ho capito che era il posto giusto la SPAL e sono contento di essere qui, di aver scelto Ferrara”.

Come ti spieghi l’involuzione dell’Italia alle qualificazioni mondiali?
Abbiamo vinto un europeo sei mesi fa, non dimentichiamocelo. Il problema non sono gli attaccanti, c’è Immobile che ha fatto più di 160 gol con la Lazio, ma anche Belotti. La cosa più importante, quando si veste la maglia della Nazionale, è vincere. Non importa se giocando bene o giocando male, ma vincere. E sono sicuro che a marzo lo faremo di nuovo”.

TMW – Hai già idee per il futuro, dopo il 30 giugno 2022?
No. Ragiono giorno dopo giorno. Oggi penso all’allenamento di domani, alla partita con il Cosenza, che è importante e da preparare bene. Se dovessi smettere? Al momento al piano B non ci penso. Anzi, ho paura di pensarci. Amo troppo questo sport, questa pressione e questa atmosfera”.

(Fonte foto: Twitter Rossi).

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