FIELD & STATS – Il Cittadella di Venturato, in direzione ostinata e contraria

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Nelle ultime settimane, complice la fondazione e repentina eclissi della Superlega, nel mondo del calcio si rivendica da più parti il diritto del proletariato calcistico a poter sovvertire il potere costituito, di Davide a vincere su Golia, della provincia a farsi bella nella nobiltà del pallone.

E proprio nella provincia veneta, a Cittadella (PD) c’è un club che da anni incarna perfettamente questo spirito battagliando, nel campionato di Serie B, con avversari sempre meglio attrezzati ai nastri di partenza su cui riesce spesso ad avere la meglio.

E poco male se il successo finale, la gloria imperitura, il sogno Serie A sia sfumato ancora una volta. Quello che il Cittadella ha messo in piedi per arrivare a disputare cinque playoff consecutivi di Serie B e due finali in tre anni è un capolavoro gestionale e tecnico tattico che sovrasta il dissapore della sconfitta.

MODELLO GESTIONALE

Il Cittadella è un modello societario legato al nome della famiglia Gabrielli che di pari passo con la crescita del proprio gruppo siderurgico ha messo in piedi questo gioiello calcistico che presiede, dapprima con il padre Angelo ora con il figlio Andrea, dal 1973.

L’idea di sviluppo societario e la relativa crescita calcistica del progetto sono affidati da oltre venti anni a Stefano Marchetti, DG con una mission ben definita: scovare prospetti funzionali al contesto di squadra ed in grado di poter garantire plusvalenze necessarie per la sostenibilità aziendale con un approccio del tutto unico nel panorama calcistico italiano.

Basti pensare che in 25 anni al Cittadella sono passati quattro soli allenatori, dal protagonista della prima promozione in serie B nel 2000 Ezio Glerean, passando per Rolando Maran, e Claudio Foscarini (10 anni sulla panchina granata), fino ad arrivare all’ultimo ciclo firmato Roberto Venturato che ad oggi è il tecnico in carica da maggior tempo sulla stessa panchina (Stagione 2015/16) tra i campionati di Serie A e B.

Nelle ultime cinque stagioni dalla promozione in serie B (2015/16) il valore della rosa del Cittadella, secondo i dati Transfertmarkt, è sempre stato tra i più bassi del campionato cadetto non andando mai al di sopra del quartultimo posto (19° su 22 squadre nella stagione 2017/18), eppure è sempre entrato nella griglia playoff piazzandosi al peggio 7° nella stagione 2018/19.

Un’overperformance societaria straordinaria che ha avuto il suo apice nelle due finali per il grande salto in Serie A, entrambe perse, nel 2018/19 con l’Hellas Verona e quest’anno con il Venezia.

Il Cittadella ha costruito il suo status nel campionato cadetto nel corso degli anni con una progettualità mirata ad acquisire giocatori giovani o in cerca di rilancio, spesso provenienti da categorie inferiori, che fossero funzionali ad un progetto tecnico, quello di Venturato, dai principi chiari ed efficienti sia dal punto di vista dei risultati che della godibilità della proposta tecnico tattica.

COME GIOCA IL CITTADELLA DI VENTURATO

In campo il Cittadella ha una fisionomia ben definita che si plasma su un sistema base 1-4-3-1-2, a cui Venturato deroga di rado, e un atteggiamento aggressivo con la squadra sempre in pressione medio-alta sull’inizio azione avversario, votata alla ricerca del duello e ad una riconquista rapida del pallone.

Gli indicatori relativi alla mentalità e all’approccio agonistico ci dicono che il Cittadella in questa stagione è stato primo per duelli effettuati (174,55 in media a partita), primo per palle contese vinte (68 a partita), primo per palloni intercettati (58 a partita) e primo per falli fatti a partita (19).

Dal punto di vista tecnico tattico, partendo dalle retrovie, si è avuta una perfetta alternanza tra i pali tra Maniero e Kastrati che hanno giocato 19 partite a testa. La differenza di rendimento in stagione a favore del portiere albanese ha determinato che Kastrati fosse il titolare indiscusso durante i playoff.

I numeri più eloquenti dell’estremo difensore proveniente dal Trapani riguardano la percentuale di tiri parati pari all’82%, vale a dire la migliore della categoria tra i portieri con almeno dieci presenze, e quasi il 10% in più rispetto a Maniero. Rendimento migliore anche per quanto riguarda i gol subiti: 0,64 p90’ rispetto all’1,09 del compagno di squadra, a fronte di un numero simile di tiri in porta subiti p90’ (3,6 per Kastrati, 4 per Maniero).

COSTRUZIONE

Nella costruzione del gioco il portiere è comunque un elemento poco coinvolto, a testimoniarlo i dati relativi ai passaggi in cui i due estremi granata occupano le retrovie della classifica con poco più di 20 passaggi a partita di cui 9 passaggi su azione (il dato più basso tra i portieri con almeno 10 presenze).

Davanti all’estremo difensore c’è sempre una linea a 4 che si occupa di costruire il gioco con i due centrali di difesa, solitamente Perticone e Adorni che cercano l’uscita su uno dei due terzini con il terzino opposto che sale in ampiezza.

Frame da Cittadella-Spal (2-0) del 12.12.2020

L’apporto dei terzini sia in fase di costruzione che in fase di occupazione delle ampiezze offensive è una costante tipica della squadra di Venturato con il lato sinistro che può essere definito il lato forte dello sviluppo offensivo granata.

Tant’è vero che i due giocatori che hanno occupato la fascia sinistra in stagione sono quelli che hanno fatto registrare il dato più alto di passaggi p90’ dell’intera rosa considerando i giocatori con almeno 400 minuti in campo. Benedetti che è stato il titolare nella prima parte della stagione ha effettuato 76,3 passaggi p90’, Donnarumma che ha concluso la stagione da titolare del ruolo segue a ruota con 71,2, mentre sull’out opposto Cassandro e Ghiringhelli hanno chiuso rispettivamente con 55,1 e 54 passaggi p90’ che valgono rispettivamente il quarto e quinto dato di squadra. Nel mezzo c’è il capitano Manuel Iori leader tecnico e carismatico della squadra che ha chiuso la stagione regolare con 59 passaggi p90’.

SVILUPPI DI GIOCO

Ulteriori conferme del contributo costante derivante dell’apporto dei terzini, in particolar modo sul fronte sinistro, arrivano dai dati relativi ai cross effettuati e dagli expected assist (statistica avanzata che qualifica la pericolosità generata da un giocatore in rifinitura dell’azione a prescindere dall’esito del tiro).

Va anzitutto detto che il Cittadella ha chiuso la stagione regolare di Serie B con il miglior dato sia per cross tentati che per cross riusciti in media a partita (19,3/5,4).

A far registrare i dati migliori rispetto a questo parametro sono ancora una volta Benedetti e Donnarumma rispettivamente con 7,6 e 5,8 cross p90’, seguiti da Simone Branca che nello scacchiere di Venturato occupa la posizione di mezzala sinistra e che in stagione regolare ha chiuso con quasi 4 cross p’90.

La pericolosità della catena sinistra del Cittadella è riscontrabile anche prendendo in considerazione il parametro degli expected assist in cui primeggia Benedetti con 0,6 xA p90’, seguito da Branca con 0,33, e Donnarumma con 0,3. Il terzino classe ’92 proveniente dal Monopoli è anche leader di squadra per quel che riguarda gli assist, ben 7 totali per una media di 0,3 p90’.

Quando non cerca l’uscita diretta sugli esterni il Cittadella sviluppa centralmente passando per i piedi di Iori che va a cercare l’ampiezza offensiva in cui si aprono una mezzala e una punta favorendo l’attacco centrale della profondità da parte del trequartista che va a riempire l’area con l’altra punta e con la mezzala opposta allo sviluppo della manovra.

Frame da Cittadella Monza (3-0), semifinale di andata dei playoff del 17.5.2021

Soluzione tattica che si verifica anche con l’occupazione dell’ampiezza da parte del trequartista che svuota la zona di rifinitura favorendo l’inserimento delle mezzali.

Frame da Cittadella-Spal (2-0)

Questo spiega in parte il perché i migliori realizzatori del Cittadella in questo campionato siano appunto due mezzali: Gargiulo con 8 reti (4 partendo dalla panchina) e Proia con 7 (a cui vanno aggiunte due reti segnate nei playoff).

L’altra parte della spiegazione è da ricercare nelle caratteristiche tecniche degli attaccanti molto più utili allo sviluppo della manovra che non in fase realizzativa.

FINALIZZAZIONE

Il migliore per valore assoluto in zona gol è stato Ogunseye (rientrato dal prestito all’Olbia) con 5 reti in oltre 2200’ in campo. L’altro attaccante più utilizzato, vale a dire Tsadjout (classe ’99 in prestito dal Milan) ha messo a segno 3 reti in 1800’ di utilizzo.

Considerando le prestazioni p90’ lo score migliore dal punto di vista realizzativo nel parco attaccanti di Venturato appartiene a Giacomo Beretta arrivato a gennaio dal Padova e impiegato per circa 850’ in stagione regolare, con 0,32 gol p90’ a fronte di 1,3 occasioni gol e 0,46 expected gol p90’ facendo comunque segnare un’underperformance realizzativa (-0,14) migliore soltanto del compagno di reparto Tsadjout (-0,18) che da 0,33 xG p90’ ha tirato fuori soltanto 0,15 gol p90′. In pratica dei 2,7 tiri p90’ effettuati l’attaccante camerunense ne ha mandati a segno il 5%.

Il contributo di Tsadjout aumenta, paradossalmente per un attaccante fisicamente strutturato come lui, lontano dalla porta diventando punto di riferimento per lo sbocco sul lungo della manovra o quando scende sotto linea occupando la zona di rifinitura liberata dal movimento in ampiezza di mezzala e/o trequartista che vanno successivamente ad attaccare la profondità.

Frame da Cittadella-Venezia (0-1), finale di andata dei playoff del 23.5.2021

A testimonianza del grande contributo nello sviluppo avanzato della manovra e nell’assistenza ai compagni c’è il dato sugli xA pari a 0,3 p90’ da cui scaturiscono i 4 assist stagionali ovvero 0,2 p90’ che valgono il terzo miglior ranking di squadra.

DATI SUL POSSESSO PALLA

Il Cittadella è una squadra che ama avere il pallone ma allo stesso tempo predilige trovare sbocchi immediati alla manovra. A testimoniarlo i dati sul possesso palla al di sotto della media del campionato sia per quanto riguarda il possesso palla medio a partita (25’30’’), sia per la durata media del singolo possesso in cui il Cittadella è 15° con una durata media di 13’’ a possesso.

La squadra di Venturato è però al primo posto per numero di possessi giocati in media a partita, più di 119 ovvero nove in più della media del campionato.

Questo dato va parametrato considerando altri due aspetti determinanti nell’analisi tecnico tattica del Cittadella ovvero le palle perse e recuperate.

Nel primo caso il Cittadella è la squadra che ha perso più palloni (77,6 a partita), ma solo il 17% delle perdite di possesso avviene nella propria metà campo (13,1 a partita, secondo miglior dato alle spalle del Pordenone).

I veneti sono anche la seconda squadra del campionato cadetto in quanto a recuperi palla (58 a partita), e recuperi nella metà campo avversaria (13,1 a partita). Il 22% dei recuperi del Cittadella avviene nella metà campo avversaria, il miglior dato della categoria insieme alla Cremonese.

Questi dati tracciano i lineamenti di una squadra che rischia poco nella costruzione dell’azione nella propria metà campo e che è sempre alla ricerca del recupero immediato del pallone, favorita da una difesa solitamente alta a compattare in avanti la squadra.

All’interno della rosa i due difensori centrali Adorni e Perticone sono stati gli unici due a viaggiare a oltre 9 recuperi a partita, mentre Iori e Pavan che si sono alternati come vertice basso del rombo di centrocampo sono stati gli unici a recuperare più di due palloni a partita nella metà campo avversaria.

Questi quattro giocatori, insieme ad un altro centrale di difesa come Frare, sono presenti ai primi cinque posti della classifica di squadra per intercetti, con Adorni in testa con oltre 9 intercetti p90’.

FASE DI NON POSSESSO

Nella fase di non possesso il Cittadella adopera una pressione alta con i due attaccanti in marcatura sui due centrali di difesa avversari, il trequartista a schermare il play avversario, e le mezzali in uscita esterna alta quando il pallone arriva ai terzini, con la mezzala opposta che stringe verso il centro lasciando campo sul lato debole.

Frame da Cittadella-Empoli (2-2) del 21.11.2020

La squadra rimane in pressione alta anche una volta saltata la prima linea, creando densità in zona palla sul gioco corto avversario e andando alla ricerca dell’anticipo sia con i centrali di difesa sugli sviluppi centrali del gioco lungo sia con i terzini sugli sviluppi in ampiezza.

Frame da Cittadella-Monza (3-0)

In ripiegamento difensivo i centrocampisti si abbassano molto sulla linea difensiva con Iori che fa da schermo davanti alla linea di difesa a 4 che rimane stretta a ridosso dell’area garantendo sempre un adeguato marco e copro.

Frame da Cittadella-Venezia (0-1)

BILANCIO

Il Cittadella ha concluso la stagione regolare al sesto posto con 57 punti, ad una media di 1,5 punti a partita con l’ottavo miglior attacco con 48 reti e la terza miglior difesa ex-aequo con l’Empoli con 35 gol subiti alle spalle di Monza e Salernitana.

Come già richiamato in precedenza il Cittadella ha avuto difficoltà in fase di finalizzazione specialmente con gli attaccanti, ma la continua partecipazione degli uomini in campo agli sviluppi offensivi ha permesso di mandare a segno ben 18 elementi della rosa.

Il grafico seguente mostra il rendimento offensivo di questa stagione rapportando gol ed xG su una media mobile di cinque partite in cui è evidente come per larghi tratti della stagione i veneti abbiano raccolto meno di quanto prodotto in termini di pericolosità.

Discorso inverso dal punto di vista difensivo dove il Cittadella ha overperformato le proprie prestazioni subendo mediamente meno di quanto concesso specialmente nella seconda parte della stagione.

Come detto il grande salto non si è ancora concretizzato, ma questo non intacca minimamente il grande lavoro svolto da società e tecnico in questi anni e la ratio che guida la crescita aziendale.

Se il modello Cittadella sia esportabile o meno in altri contesti calcistici è difficile da dire, ciò che è certo è che in un calcio come quello italiano bulimico di allenatori e panchine, con bilanci spesso in rosso, quello del Cittadella rimane un unicum che merita di essere attenzionato anche per il futuro.

La speranza è che il progetto tecnico di Venturato continui (contratto in scadenza nel 2022 e diverse società alla finestra), e che questa piacevole anomalia del calcio italiano riesca a farsi largo anche nel calcio dei più grandi continuando a navigare in direzione ostinata e contraria nel mare alto del calcio business.

*Analisi elaborata su dati InStat.

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