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Angolo del tifoso

ANGOLO ROMA – Memorie dal sotto(Sas)suolo

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Lontani ricordi la Roma brillante nel gioco, dai giovani interessanti, dalle buone possibilità Champions. Bei tempi la Roma spensierata e incosciente del girone d’andata, maramalda con le piccole, infantilmente succube delle cosiddette grandi, solo perchè nessuno le aveva spiegato che tutto sommato erano al loro livello.

I timori che accompagnavano l’euforia di bei risultati si sono abbattuti ormai da diverse giornate sui giallorossi. Rosa corta, giocatori ringalluzziti, buoni prospetti ma, di fatto, ancora acerbi o  comunque lontani dal fuoriclasse. Aggiungiamo che, Covid a parte, nel girone d’andata la Roma non ha sofferto molti infortuni, in controtendenza col decennio precedente, mentre nel girone di ritorno, in poche partite veleggia speditamente verso la “confort zone” dei 50 muscolari l’anno.

Dopo due sconfitte consecutive la Roma va a Sassuolo decimata, con gli emiliani che però non sono da meno in termini di defezioni. La partita tatticamente risulta poco rilevante, i giallorossi spingono e ripartono abbassandosi su un 4 4 2. Al 12′ Lopez prende il palo per i neroverdi e si capisce che Raspadori ha ancora birra di entusiasmo per la chiamata azzurra.

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La Roma ci prova e Marlon atterra Carles Perez: rigore che Pellegrini insacca. Primo tempo prosegue sornione con alcuni spunti, come Mayoral che sbaglia solo davanti a Consigli.

Il secondo tempo è di altro tenore e la “panchina” del Sassuolo mette in difficoltà la “panchina” della Roma con varie situazioni, non ultimo il diagonale di Raspadori su cui fa un miracolo Pau Lopez. Sullo stesso angolo sponda di testa e Spinazzola decide di lasciar andare Traorè che, sulla linea di porta, appoggia di petto il pareggio.

La Roma si risveglia, El Shaarawy tira su Consigli in solitaria e lo stesso Spinazzola per farsi perdonare butta il cuore oltre l’ostacolo e comincia a crossare palloni, uno di questi in carambola arriva a Bruno Peres che riporta in vantaggio la Roma.

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Vincere con gol di Bruno Peres per me poteva anche chiudere la stagione in tutti i campionati europei, ma naturalmente qualcuno ha altri piani e il Sassuolo pareggia, meritatamente, col gagliardo Raspadori, abile a ribadire un rasoterra su liscio di Cristante e buco di Karsdorp.

La Roma è ufficialmente settima, nulla di grave se si considera che alla griglia di partenza quello era il suo posto, per rosa, completezza di crescita e altro. Non si piantino crisantemi ora, così come non si facevano festoni prima. Qualcosa in questa stagione si è visto e ci si deve puntellare sopra, chiunque sarà l’allenatore, servirà un motivatore, serviranno giocatori forti tecnicamente, ma soprattutto mentalmente con caratteristiche da leader.

Non può essere l’assenza di Smalling scusa per prendere due gol che un allenatore in Serie D porterebbe i ragazzi in ritiro punitivo.

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Ora i giallorossi si dedichino mente e corpo alla coppa, seppur improbabile ma unico obiettivo rimasto. Neanche il gusto di partecipare eventualmente a questa nuova Conference Cup, con la speranza di vincerla, poichè per la serie “Mainagioia” ci sono buone possibilità che ci finisca il decaduto Liverpool.

Post Scriptum personale:

Voglio scusarmi a nome della Roma con i tifosi di tutta Italia: infatti dopo esami universitari truccati, tamponi de Avellino, stipendi non pagati, partite da giocarsi mesi dopo a data “da decidersi quanno ce pare”, bestemmie di Natale punite a Pasqua e altre amenità, ci siamo accorti che il campionato è falsato e la Lega è il Circo Togni grazie al Sassuolo che tiene i nazionali in quarantena “per favorire la Roma”. Veramente mi vergogno, altro che il punto di Verona, ce dovevano levare anche i figli secondo me. Mi scuso con le parole di Albertone….

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