IL PUNTO – Yes we can!

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L’Inter può. L’Inter può sorridere per la vittoria, può gioire per l’allungo sul Milan. L’Inter può addirittura concedere il campo al Parma, scegliendo di non giocare per quasi un tempo per far sfogare la compagine crociata e poi sferrare l’uno-due decisivo che porta firma e guantoni di Alexis Sanchez. L’Inter può vincere questo scudetto. Ha tutto. Grinta, cuore, un concetto di gioco, individualità. E le sei lunghezze di distanza maturate finora mettono in salita il campionato delle rivali. Ma l’Inter può anche perderlo. In realtà, può perderlo solo lei. Sarebbe un suicidio buttare all’area sei punti di vantaggio nelle 13 giornate che restano prima del gong finale, certo. Ma in questo campionato non ci meraviglieremmo neanche di una tragedia del genere. Questa serie A ci ha già abituati a rocambolesche follie.

Ne sa qualcosa il Napoli. Uno 0-1 annullato per un fuorigioco che ancora oggi grida vendetta. Un 2-3, dopo essere andati sotto 2-1, che stava per regalare i 3 punti ai partenopei. Ma gli uomini di Gattuso quest’anno dispensano regali in ogni dove e questa volta i panni di Babbo Natale li indossa Manolas col fido folletto Bakayoko. Il pacco con il quale regalano il rigore al Sassuolo è di pregevole fattura. Pareggio e tifoseria sempre più scazzata che non si capacita del perché l’allenatore calabrese sieda ancora su quella panchina.

Chi vuole tenersi stretta la panchina è invece Andrea Pirlo. La Juve ritrova un ispirato Bernardeschi – giorni rari da anni a questa parte – e passa agevolmente sullo Spezia. A tal proposito, sul gol di Morata proprio la posizione di Bernardeschi sembra molto simile a quella che non ha permesso ad Insigne di gioire. Probabilmente quando ‘si è troppo vicini all’azione’ si può sbagliare.

Bene anche la Roma che continua questo campionato a fasi alterne. Superlativa l’Atalanta che ritrova un terzo posto in compagnia di Ronaldo e co. Ottimo il Cagliari che inguaia il Torino in ottica retrocessione.

Male il Milan. In casa con l’Udinese non riesce ad andare oltre un 1-1 acciuffato nei minuti di recupero su un rigore folle. Non perché non ci fosse, per carità. Ma per come è maturato. Stryger-Larsen forse avrà avuto un’amnesia e si sarà creduto Shiro, altrimenti non si spiega. Fatto sta che i rossoneri perdono altri 2 punti sui cugini nerazzurri e continuano a rovinare l’ottimo lavoro svolto finora. Forse hanno fatto già tanto e di questo gliene va dato atto. Probabilmente è l’Inter che sta facendo qualcosa di sensazionale. E allora sperando di rivedere bagarre fino alla fine mettiamoci comodi.

“Yes we can!”, di Suning, Zhang, dirige l’orchestra il maestro Antonio Conte, canta l’Inter.

 

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