Scusaci Hirving

Napoli Prima Pagina SERIE A
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Non poteva essere diversamente, e non doveva andare in una direzione diversa che da quella attuale. Perché quando un calciatore, arriva con l’etichetta, scomoda, di più pagato della storia di un club (stagione 2019-20), le aspettative sono tante, decisamente troppe.

Chi era Hirving Lozano prima di approdare al Napoli? Probabilmente di lui, i più accaniti tifosi di calcio, ricordavano solo la splendida rete nei mondiali del 2018, contro la Germania, dove l’ala al 35’, su azione di contropiede, fece sedere (nel vero senso della parola) Kimmich e concluse sul primo palo, regalando un successo storico alla sua nazionale.

Ecco, l’immagine più nitida che il tifoso del Napoli ricordava di Lozano, o almeno la maggior parte, era legata a questa realizzazione con tanto di esultanza “classica” del Chucky, perché diciamocelo chiaramente, il campionato olandese di Eredivise ed il Psv Eindhoven, lo seguono decisamente in pochi.

Però, succede che un ragazzo giovanissimo di 24 anni, costato poco più di 40 milioni di euro, catalizza l’attenzione su di sé sia per età, sia per caratteristiche ( in molti sperano di rivedere il nuovo Lavezzi) e sia perché inevitabilmente il costo del cartellino rappresenta un marchio decisamente importante e che proiettano le aspettative al massimo.

Lozano arriva a Napoli, dopo un lungo corteggiamento durato mesi e mesi e che noi abbiamo avuto il piacere di raccontarvi in tutte le sue tappe, si adatta poco e male alla sua nuova squadra. Il gruppo non lo accoglie con enorme entusiasmo (non entriamo adesso in queste dinamiche di spogliatoio), lui non digerisce lo scarso minutaggio che gli viene concesso con Ancelotti prima e con Gattuso poi, fino a quello che sembrava essere il giorno della rottura definitiva dopo un solo anno di permanenza: Rino Gattuso lo caccia dalla seduta di allenamento perché svogliato e controproducente.

Chiacchiere, mormorii, soliti processi spesso conditi dalla scarsa empatia, dall’ego smisurato di avere la presunzione di poter affermare con certezza: Lozano è un flop, è scarso. Il popolo aveva deciso così, non tutto per fortuna, ma in pochi si chiedevano quali potessero essere le reali motivazioni che non permettessero a questo giovane ragazzo venuto dal Messico di esprimersi al meglio.

Riapre il mercato, la società pensa anche di concedergli un’altra chance altrove magari in prestito, ma Gattuso pian piano si oppone: “vedo in lui il fuoco che tanto desideravo, può restare”, in buona sostanza il concetto espresso dal tecnico di Corigliano.

L’epilogo è sotto gli occhi di tutti, la serie A 2020/21 è cominciata da poche giornate, e udite udite (ma vedete pure), Lozano è lì, tra i primi della classe nella classifica cannonieri, sembra così strano, eppure “uno così scarso” è l’attuale bomber più prolifico del Napoli.

Succede, di ricredersi, di guardare l’evolversi degli eventi con piacevole stupore, di riscrivere il finale di una storia che è appena cominciata. Succede certo, ma una cosa, a nome di tanti, bisogna doverosamente affermarla:

Scusaci Hirving. 

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