EDITORIALE – Luis Suarez meglio di Totò e Peppino

Editoriale Prima Pagina
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“Signor Suarez, ci dica l’Infinito di Leopardi”. Risposta: “Leopardare”. Forse l’esame d’italiano dell’attaccante del Barcellona in procinto di trasferirsi all’Atletico Madrid non è andato proprio così. Ma il putiferio esploso intorno a questa poco edificante vicenda merita qualche considerazione assai meno scherzosa.

Le intercettazioni della Guardia di Finanza hanno smacherato quella che può essere definita come un’autentica truffa. Avevamo avuto sin dal primo momento dei sospetti: quando Suarez sembra vicino all’accordo con la Juventus, con rara tempestività viene impacchettato, spedito su un volo privato all’Università degli stranieri di Perugia e sottoposto a un esame sulla sua conoscenza della lingua italiana. Lo scopo è l’ottenimento del passaporto di cittadino comunitario. Un quarto d’ora di colloquio, superato brillantemente, e poi subito via in taxi per riprendere l’aereo che lo riporta a casa. Tutto in fretta e furia, senza rilasciare nessuna dichiarazione, magari in spagnolo. Tutto molto strano.

Infatti passa qualche giorno e scoppia la bomba: era tutto preparato, Suarez conosceva le domande (e quindi anche le risposte) in anticipo.

Un tarocco insomma, nel più classico stile italico. A confermare, se qualcuno nutrisse ancora dei dubbi, che siamo un paese inaffidabile e poco credibile. Quasi a dar ragione a quei paesi del nord Europa che non si fidano a farci gestire senza controlli i fondi comunitari per la ripresa dopo il Covid.

Questa vicenda, sulla quale sono aperte due inchieste, una della Procura di Perugia e una della Procura della Federcalcio, si sviluppa su due piani: uno sostanziale e uno formale.

Su quello sostanziale è già abbondantemente chiaro dalle intercettazioni il coinvolgimento della Rettrice dell’Università perugina Giuliana Grego Bolli, il Direttore Generale Simone Olivieri e dei dirigenti Stefania Spina, Lorenzo Rocca e Cinzia Camagna, tutti indagati.

Stupisce semmai il comunicato dell’Ateneo perugino in cui si ribadisce “la correttezza e la trasparenza delle procedure seguite per l’esame sostenuto dal calciatore Luis Suarez”. Neppure di fronte all’evidenza delle intercettazioni si prova un minimo di vergogna.

C’è poi il piano formale, secondo cui la Juventus non è indagata. A dirlo è il colonnello della Guardia di Finanza Selvaggio Sarri, il cui cognome sembra una sorta di nemesi storica. Il motivo è semplice: la persona intercettata mentre parla con i dirigenti dell’Università è l’avvocatessa Maria Turco, che lavora nello studio legale Chiappero, del quale la Juventus è storicamente uno dei clienti più prestigiosi. Ma l’avvocatessa non è una tesserata, quindi non può essere oggetto di processo sportivo.

E’ la stessa avvocatessa che – come raccontato dalla trasmissione “Report” nel 2016 – si precipitò al Pronto Soccorso per prelevare il telefono dell’ultrà juventino Raffaello Bucci, misteriosamente suicidatosi.

E’ probabile che un bel giorno l’avvocatessa Turco, spinta da chissà quale nobile intenzione, si sia svegliata e si sia detta: “Oggi che possiamo fare? Proviamo a facilitare l’esame di italiano di Luis Suarez. Hai visto mai che possa servire a qualcosa?”. Di qui le tre telefonate ai dirigenti dell’Università di Perugia. La Juventus, quindi non c’entra nulla. Fino a prova contraria.

Anche perchè i dirigenti della società bianconera non sono certo degli sprovveduti e non è possibile non sapessero che Suarez non avrebbe potuto ottenere il passaporto italiano entro il 5 ottobre, giorno di chiusura del calcio mercato. Perché questi procedimenti di solito richiedono qualche mese. A meno di non poter contare su “facilitatori” presso la questura di Torino.

Insomma, da qualunque parte la si guardi, è una storiaccia. Non vogliamo esprimere giudizi affrettati, anche perché tutti gli elementi probatori sono nella mani degli inquirenti della Procura di Perugia, che successivamente li trasmetterà alla Procura della Federcalcio.

Però qualche sospetto e qualche riflessione ci sembrano inevitabili. E forse il gran ballo è appena agli inizi.

Comunque, c’è una via maestra per sgombrare il campo dai sospetti: chiedere a Suarez di sostenere nuovamente l’esame d’italiano di fronte a una commissione seria. Ma forse non interessa più a nessuno.