Juventus, la Guerra delle due Rose

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La prossima settimana sarà decisiva per il futuro di Maurizio Sarri alla Juventus. Una timeline ben stabilita, una ventina di giorni prima del ritiro della squadra; due fazioni, una conservatrice e l’altra progressista, con idee e strategie differenti; un inevitabile countdown, da parte del toscano, che conta le ore ed i giorni, pacchetto da venti alla mano, strappando fogli di calendario una volta inservibili.

Potrebbe essere l’ennesima rivoluzione, in casa Juventus, con il “progetto Sarri” naufragato nell’ideale del bel gioco che ha faticato ad imporsi; oppure, il toscano potrebbe continuare la propria corsa, cercando di dare la propria identità ad una squadra che, alle volte, è apparsa restia ad integrarla col proprio metodo.

I CONSERVATORI DELLA JUVE

Chi non vorrebbe veder andar via il tecnico toscano è di certo Fabio Paratici, seguito a ruota da Pavel Nedved. Un Sarri lontano dalla Juve significherebbe una sconfitta, dirigenziale, per loro: ci hanno puntato, lo hanno difeso, continueranno a farlo ad oltranza.

Paratici e Nedved sanno bene che l’artefice ultimo della – ennesima – debacle bianconera non può essere unicamente lui. L’identità di squadra, sopratutto con il modus operandi di Sarri, non si ottiene in così poco tempo. Sopratutto se di fronte hai dei campioni affermati che cozzano con l’idea del “gioco di squadra” in senso stretto. E allora, più che mandare via l’allenatore, si faccia una rivoluzione. L’idea di Paratici e Nedved è dar vita ad un ampio turnover di calciatori tra le fila della Vecchia Signora, dando spazio a chi già è diventato bianconero – Arthur e Kulusevski – o a chi lo diventerà – piace tanto Nicolò Zaniolo, per esempio. Fuori il vecchio, dentro il nuovo. 

AGNELLI SI UNISCE AL “SARRI OUT”

Chi ha una visione diversa della sua Juventus è Andrea Agnelli. Che mai ha stimato davvero Sarri, e che le ultime uscite – sia verbali che di campo – non hanno certo fatto piacere. Agnelli la panchina vorrebbe cambiarla, il feeling con il toscano non è mai sbocciato. Certo, l’idea sarebbe quella di andare sull’usato sicuro – vorrebbe Conte o Allegri, ma nemmeno un cambio di rotta dispiacerebbe davvero – Pochettino ed Inzaghi sono nomi che continuano a girare nell’ambiente bianconero.

Il “progressismo” del presidente si scontra col “conservatorismo” dei suoi dirigenti; due fazioni opposte, idee differenti e strategie mirate ma lontane l’une dalle altre. Degli incontri, fatti e che si faranno, che sanciranno il futuro della prossima Juventus, completa per certi aspetti ma che ancora deve prender forma. Del futuro di Maurizio Sarri, che vede scorrere giorni ed ore, che sa che la settimana prossima potrebbe essere quella decisiva. Il portacenere si riempie di mozziconi.