DIETRO LE QUINTE – Zanna Bianca

Focus On Milan Prima Pagina
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Appuntamento del giorno con la rubrica targata LBDV dal titolo “DIETRO LE QUINTE”. Una rubrica dedicata a chi, oltre al calcio giocato, ama curiosità aneddoti legati al mondo del pallone.

Oggi, 27 febbraio, compre gli anni uno dei protagonisti del grande Milan di inizio millennio. Attuale sindaco della città di Tbilisi, capitale della Georgia, K’akhaber Kaladze dal 2001 al 2010 ha totalizzato in rossonero 284 presenze tra campionato e Champions. Proprio nella massima competizione continentale Kaladze ha stabilito un particolare primato, in quanto è ad oggi l’unico calciatore dell’ex Unione Sovietica ad averla vinta due volte.

Una carriera finita a 33 anni nelle fila del Genoa: un’età sicuramente prematura ma per una motivazione più che nobile. Scelta che il terzino Georgiano ha spiegato nel libro “Demoni”, insieme di storie di grandi sportivi messe insieme da Alessandro Alciato. Tra esse spunta anche quella di Kaladze che ha visto in maniera angosciante consumarsi la tragedia del fratello Levan.

Il suo rapimento avvenne proprio mentre K’akhaber si stava imponendo come un calciatore fondamentale per il Milan. Venne rapito da ignoti che si finsero poliziotti è da allora il buio più totale. Anni ed anni di silenzio intervallati soltanto da ignobili richieste di riscatto.

Speravano passasse tutto sotto silenzio, nella loro testa noi avremmo pagato e la vicenda si sarebbe chiusa lì. Invece purtroppo è accaduto l’esatto contrario: hanno iniziato a parlarne tutte le tv. Ero un personaggio pubblico, la gente si interessava, spettegolava. Noi in segreto trattavamo con i sequestratori: non è eticamente corretto forse, però quando staccano un pezzo di te non puoi fare altrimenti. Lo rivuoi indietro il prima possibile, senza ti manca il respiro, ti manca tutto. Il tempo passava, io piangevo, mi disperavo, ripiangevo. Arrivavano telefonate, ci chiedevano soldi, certe persone si spacciavano per emissari, dicevano di poter liberare mio fratello. E noi pagavamo. Ma ogni volta che davamo dei soldi a qualcuno, poi arrivava qualcun altro con le stesse richieste”

Una parentesi surreale che sembra una trama di un drammatico cinematografico ma che è stata una realtà pungente. I successi (e che successi!) sul campo non sono mancati, ma questa storia segna l’animo di Kaladze.

Un taglio che si fa ancora più profondo fino a diventare insanabile nel febbraio 2006, quando in una fossa alla periferia di Tbilisi è stato trovato ed identificato poi il cadavere di Levan. Gli esami effettuati dall’FBI evidenziarono che la sua morte risaliva ad anni indietro, addirittura dopo poche settimane dal sequestro. Una beffa tremenda che si aggiunge al dramma di una storia che ha colpito l’opinione pubblica locale e non solo.

Oggi Kakha Kaladze è un uomo importante per il suo Paese: è il Sindaco della Capitale, oltre che ad essere stato tra il 2012 ed il 2017 il Ministro dell’Energia. Un atto d’amore dovuto nei confronti del compianto Levin, così come ha spiegato lo stesso georgiano.

Amavo il calcio e avrei continuato a giocare per altri anni ancora. Ma ho sentito troppo forte il richiamo del mio paese. Volevo provare a cancellare le cose brutte della Georgia. Più che un bisogno lo sentivo un dovere”.

Una grande tragedia che non ha fatto altro che ferirlo ma che nello stesso tempo lo ha aiutato a diventare ancor di più un uomo di uno spessore immenso. Tutto nel segno dell’amore del fratello Levin.

Tanti auguri ‘Zanna Bianca’, buon compleanno!

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