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Angolo del tifoso

ANGOLO SPEZIA – Ottomila Volt

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Spezia
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Lo Spezia vince la prima in casa al suo debutto casalingo in C dopo 14 anni. Sembra tutto nuovo, e per certi versi lo è. Come iniziare l’anno nuovo in una nuova scuola, fai ancora fatica a capire chi sono i tuoi giocatori, come si chiamano.

TUTTO NUOVO O QUASI

Ti guardi intorno, come per cercare qualche suggerimento. Nuove regole, Var a chiamata, ti senti spaesato, ma è giusto un secondo. Basta alzare lo sguardo verso il Picco e d’improvviso è tutto più semplice. Sugli spalti, una totalità di maglie bianche, tutte con nomi diversi, giocatori mai dimenticati. dal più famoso, all’ultimo dei panchinari.
Vent’ anni in pochi metri. A,B,C mescolati insieme e tutte le emozioni e i ricordi ti vengono in mente soltanto a leggerli. Il pubblico diventa la prima carica dei giocatori. ottomila voci, ottomila Volt che illuminano una scena degna di altri campionati, di quelli che si vedono  ormai solo all’estero.

GIOVANI ELETTRIZZATI

I giocatori corrono e giocano a perdifiato. Su tutti Cancellieri e Cardinali. Accelerazioni continue che mettono in difficoltà il Campobasso, squadra già collaudata. Le occasioni arrivano, ma i cross non trovano la giusta finalizzazione. Qualche errorino qua e là, ma la voglia di imparare il gioco di mister Turati c’è. Tutti lottano su ogni pallone e tutti si aitano. la gente però applaude, incita, rincuora.
I ragazzi, molti di loro giovani, già avvertono questo calore e danno l’anima, che poi è alla base di qualsiasi cosa, umana e sportiva. Siamo in mezzo ad un cantiere, col mercato che ancora deve portare qualcosa  sulle fasce, ma le premesse per fare bene s’intravvedono. Note per Mazzocchi, che al di là del goal si dimostra centravanti funzionale per il gioco offensivo di Turati, e per Capomaggio.
Un faro in mezzo al campo, che detta in maniera intelligente i tempi di una squadra che per esuberanza giovanile, deve ancora imparare a scalare le marce all’interno della partita. Alla fine si riparte con il giusto entusiasmo e con la  consapevolezza, che il calcio è un divertimento e i tifosi, hanno bisogno proprio di quello.

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