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Lazio, Luis Alberto al veleno

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Lazio Luis Alberto
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Il calciatore spagnolo Luis Alberto — oggi all’Al‑Duhail SC — ha riaperto il capitolo Lazio in un’intervista, chiarendo con fermezza le condizioni per un suo eventuale ritorno a Roma.

Lo spagnolo non nasconde che la sua unica “porta” verso un ritorno in Serie A passa dal richiamo dell’allenatore Maurizio Sarri, mentre la chiamata del presidente Lotito taglierebbe ogni possibilità. “Se mi chiamasse Sarri — ha confessato — potrei pensarci un po’… se fosse Lotito, nulla da fare”. 

Luis Alberto ha spiegato che con Sarri il rapporto è sempre stato significativo: per lui il tecnico rimane un maestro, un punto di riferimento che apprezza non solo per il calcio, ma per la chiarezza d’idee e il modo di vivere il calcio.
L’ipotesi di un ritorno sotto la guida del toscano non nasce da nostalgia, ma da voglia di tornare a dare il massimo in un clima che lo aveva valorizzato. 

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Al contrario, il legame con la dirigenza — incarnata da Lotito — è oggi troppo complicato: le divergenze passate, la gestione societaria, e alcune scelte operate negli ultimi anni hanno segnato la rottura definitiva. Per Luis Alberto, quel capitolo è chiuso; anche il solo pensiero di un contatto decide negativamente sul possibile ritorno. 

Nel corso dell’intervista lo spagnolo non si è limitato a parlare di un possibile ritorno da calciatore. Ha aperto anche uno spiraglio sul dopo carriera: “Ho ancora 33 anni — ha dichiarato — posso giocare altri 3-4 anni e poi mi piacerebbe provare a fare l’allenatore o magari lavorare da direttore sportivo”. Questo conferma che il legame con il calcio non è esaurito, e che la Lazio, in un’ottica futura, potrebbe restare nei suoi pensieri — ma solo a condizioni ben precise. 

Luis Alberto non chiude definitivamente la porta alla Lazio, ma fissa due condizioni imprescindibili. Il nome e la figura di Sarri rappresentano l’unica via percorribile. Per tutto il resto, il capitolo è archiviato.

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(Foto DepositPhotos)

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