I nostri Social

Altre Serie

Futsal Champions League, i portoghesi dello Sporting sul tetto d’Europa

Pubblicato

il

Futsal
Tempo di lettura: 3 minuti

Seconda medaglia di bronzo consecutiva per il sorprendente Cartagena (al termine dei calci di rigore contro i francesi dell’Etoile Lavalloise) e terzo titolo per i portoghesi dello Sporting, dopo le vittorie del 2019 e del 2021, che sconfiggono l’Illes Balears Palma.
Al Palma non solo non riesce di confermarsi per la quarta volta campione d’Europa, ma nelle ultime fasi finali è sembrato addirittura sottotono, spompata e spolpata rispetto ad una vecchia volpona come la squadra di Lisbona, che si aggiudica il titolo con le reti del sempre pimpante Diogo Santos e di Alisson.

Un regno che si conclude per gli spagnoli e un mondo che si apre per i portoghesi biancoverdi?

SPORTING CP – ILLES BALEARS PALMA 2-0

Era indubbiamente una data da segnare sul calendario degli appassionati (e non solo): da una parte lo Sporting, alla ricerca del suo terzo titolo continentale; dall’altra la squadra spagnola, vincitrice delle ultime tre edizioni, che ha recuperato ben 5 reti di svantaggio nella semifinale. Fantascienza pura.

Pubblicità

Lo Sporting è la prima squadra non spagnola a vincere la UEFA Futsal Champions League per tre volte, dopo le vittorie del 2019 e del 2021, nella sua ottava finale. Un prezioso record, da tenersi stretto.
Che ne infrange anche un altro: una spagnola che non riesce a trionfare in una finalissima. Non è capitato moltissime volte. Tanti, in questo, i meriti dello Sporting: dedizione, maestosità, ragnatela nel bloccare le incursioni avversarie. Tanta roba.

PRIMO TEMPO – La cerimonia di apertura inaugura la tesa finale di queste nozze d’argento della Champions del Futsal, sulle note della musica di Gioacchino Rossini, tra l’altro, nativo di Pesaro. Sporting mattatore, come contro il Cartagena, soprattutto con Paçò portiere. Le sue discese sono sempre pericolose.
Una di queste, al 3’, fa uscire in maniera ballerina e un po’ sprovveduta Cavalcanti. Il tiro, però, era un tiro-cross per Diogo Santos, che così appoggia facilmente in rete per il vantaggio dei Leoni di Lisbona.
Gara in salita per il Palma. Ma, su questo, gli isolani ci hanno abituato bene con rimonte al limite del possibile (e dell’impossibile).
Il numero 1 degli spagnoli si riscatta in diverse occasioni, nella prima frazione, soprattutto sui bolidi di Merlim e dello stesso Santos. Che, a meno di due minuti dalla fine, già ammonito, commette un fallo ingenuo (il quinto, peraltro, fatto dallo Sporting) e viene espulso fino ad inizio ripresa.
La diga dello Sporting resiste ai richiami delle sirene del Palma, che non riesce ad ammaliare a sé, col suo gioco, e sfondare le linee avversarie.

SECONDO TEMPO – Se il primo tempo è stato a due fasi, con l’espulsione di Santos, la ripresa è un po’ più equilibrata. Si va a round, in pratica.

Pubblicità

Un Palma ordinato ci prova, ma concretizza poco. Al 15’ quella che è stata probabilmente la più grande occasione per il Palma con un rasoterra chirurgico di Fabinho, ribattuto dall’altro gemello Paçò, con una spaccata da ballerino modello.

A quel punto, il Palma tenta il tutto per tutto con un calciatore al posto del portiere e la superiorità numerica nelle azioni offensive. Ma non le riesce di produrre nulla di veramente pericoloso con Lin, Alisson e Fabinho.

Grande merito anche alla diga messa a punto dallo Sporting. Che si trasforma in pressing asfissiante a cinque minuti dalla fine, quando Chishkala pressa Alisson e frittata fatta per il 2-0 definitivo con un rimpallo-autorete, complicato anche da raccontare per quanto inverosimile e anche inconcepibile.

Pubblicità

A due minuti dalla fine la giostra continua a girare bene per i portoghesi con Chishkala che prende un legno netto. Poi la festa portoghese può cominciare.

Oltre alla coppa, lo Sporting si può godere anche le  tante reti siglate (64), il capocannoniere Bruno Pinto (11 timbri per lui) e anche il premio, strameritato, del “Player of the Tournament” consegnato a Zicky. Un metro e 83 di dominazione del gioco, delle zone aree, delle acrobazie da terra.

Imprendibile, impensabile marcarlo senza fare fallo. Premio sacrosanto. Tra le tante leggende del futsal presenti a Pesaro c’è anche l’ambasciatore del torneo Stefano Mammarella, che ha portato in campo il trofeo prima del fischio d’inizio.

Pubblicità

Vincitore della UEFA Futsal Cup con il Montesilvano nel 2011, è stato il portiere dell’Italia che ha conquistato UEFA Futsal EURO 2014 insieme ad Alex Merlim dello Sporting.

IL TABELLINO

Sporting

Bernardo Paçò, Tomàs Paçò, Santos, França, Merlim

Pubblicità

A disposizione: Gonçalo, Zicky, Matos, Pauleta, Felipe Valerio, Chishkala, Bruno Pinto, Bruno Maior, Rocha

All. Dias

Palma

Pubblicità

Cavalcanti, Piqueras, Ernesto, Fabinho, Machado

A disposizione: Muller, Carlos Barròn, Pena, Lin, Charuto, Lucào, Deivào, Mateus Maia, Alisson

All. Vadillo

Pubblicità

Arbitro: Jelic (Croazia)

Reti: 3’ Santos (S), 35’ Alisson (P) aut.

Espulso: Santos (S) per doppia ammonizione

Pubblicità

Ammoniti: Machado (P), Piqueras (P), Fabinho (P), Diogo Santos (S), Herranz (P), Faro (S), Luis (S), Valerio (S), Bernardo Paçò (S)

(Foto: Depositphotos)

Pubblicità

in evidenza