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Futsal Champions League, Sporting e Palma di rigore volano in finale
Non sarà il calcio (si pronuncerebbero dei profeti faciloni), ma il profumo e l’emozione della competizione europea è sempre esaltante e appassionante.
In più il Futsal di calcio a 5 ha dei ritmi vertiginosi, turbolenti, frenetici. Spettacolo allo stato puro. Difficile non rimanerne attratti e non prevedere colpi da maestro, colpi a cui non sottrarsi, colpi senza esclusione, colpi a sorpresa.
Come il classico coniglio dal cilindro che fa rimanere a bocca aperta. Cortes, Ramirez, Osamanmusa, Juninho, Waltinho, Bernardo Paço, Bruno Pinto. Che show da spellarsi le mani dagli applausi.
La ciliegina sulla torta? La Champions League di Futsal compie in questo 2026 le nozze d’argento. E celebrarle in Italia, nell’affascinante cornice di Pesaro, non ha prezzo.
Per tutto il resto, se le sono date di santa ragione a suon di gol, gioco duro e tatticismi. Approdano in finale lo Sporting CP e i campioni uscenti del Palma, la prima al termine del tritatutto dei rigori, la seconda dopo aver effettuato una remuntada pazzesca di ben 5 reti. Ne vedremo delle belle nella finalissima.
CARTAGENA COSTA CALIDA – SPORTING CP 5-6 d.c.r. (3-3 al termine dei t.r.)
Al suono dell’inno ufficiale della Champions, tagliano il nastro delle semifinali della Finals Four del Futsal gli spagnoli del Cartagena e i portoghesi dello Sporting. Una rivalità molto calda, lunga un anno, visto che i primi hanno conquistato il bronzo ai rigori ai danni dei secondi nell’ultima edizione, già due volte campioni europei.
E che la sfida fosse particolarmente calda lo dimostra anche il fatto che il Cartagena, mai come questa volta, punta a salire sul gradino più alto del podio, in virtù della sua assoluta imbattibilità.
Lo Sporting, dal canto suo, ha raggiunto le Finals per la sesta volta consecutiva. Un vero record.
PRIMO TEMPO – Sembra partire in modo fulmineo e deciso lo Sporting, arrivando al primo tiro dopo pochi secondi con Wesley França, prontamente respinto dal portiere spagnolo Chemi.
Cartagena mantiene nervi e campo, Sporting attacca ferocemente gli spazi, arrivando alla seconda e terza conclusione pericolosa con i pericolosi gemelli Paço, la stella Tomas e la saetta goleador, che parte dai propri pali, Bernardo.
Partecipa ai tentativi del tiro a segno anche Diogo Santos, ma la sua botta è piuttosto centrale. Al 6’ prima palla-gol per il Cartagrna con Castejòn, prontamente respinta dall’attento Paçò. Da un tremendo Paçò all’altro, Tòmas al 9’ mette a dura prova i piedi di Chemi.
Ancora Diogo Santos, due minuti dopo, saggia Chemi, queste volte le sue mani. Niente, da lì non si passa. E deve averlo detto anche a Santos, prima, e al funambolico Zicky, poi, che di tacco ha provato un numero impossibile.
“Nessun grado di separazione”, canta Francesca Michielin, per indicare la teoria dei sei gradi separazione che, in sociologia, accomunano e collegano ogni persona.
Ma qui, ad un certo punto, la separazione c’è eccome, anzi il lutto calcistico si apre, spaventoso, sullo Sporting perché al 12’ il Cartagena passa in vantaggio. Contrasto vinto con foga da Waltinho su Zicky, triangolazione con Braga, palla di ritorno e semplicissimo appoggio in rete. Bolgia di gioia infinita sugli spalti.
A nulla vale, se non tanto di cappello per la caparbietà e grinta subito dopo la rete subita (dopo aver largamente dominato questa parte di gara), gli immediati tentativi di Santos e Valerio: due saette pazzesce disinnescate da Chemi e retroguardia.
Prima conclusione di Bruno Pinto al 17’, un tap-in che finisce all’esterno della rete, dopo l’ennesima bordata di Paçò. Secondo spazio di rilievo, trovato dal Cartagena al 18’ e raddoppio degli spagnoli vestiti di rosso.
Castejòn si allunga sulla fascia in nonchalance, dopo un errore centrale di movimento dello Sporting sull’appoggio dell’estremo difensore Chemi, la mette in mezzo e palla dentro ad opera di Cortes per la seconda più facile delle conclusioni, dopo il gol del vantaggio.
SECONDO TEMPO – E mica si scoraggiano così facilmente i portoghesi? Primo minuto, e accorciano le distanze. Santos a memoria per Zicky che fa scorrere con astuzia il pallone e con una scivolata castiga Chemi, che nel muoversi rapidamente subisce un serio infortunio al ginocchio, che lo porta ad essere sostituito da Chispi.
L’asse Merlim-Pauleta rischia di fare molto male al Cartagena al 4’ della ripresa, che non rinuncia anche in questa fase ad un atteggiamento prudente e attento. Ma non paga perché lo Sporting pareggia.
Tanto sudato lavoro porta al meritato pari con Felipe Valerio, che da solo si accentra, finta due volte e buca centralmente il molto colpevole Chispi. Si divora un minuto dopo l’occasione della vita Casteyon. Tutto di prima l’azione e anche la botta che, da distanza ravvicinata, finisce di molto a lato.
Il match si accende al 25’ nuovamente con Zicky, a cui non gli riesce di finalizzare. I gemelli Paçò provano a far male in momenti diversi e con saette urticanti e vaganti, ma i portoghesi fanno buona guardia. L’impressione è che, con l’uscita di scena anticipata di Chemi, il Cartagena sia meno fornito e più sguarnito su un’adeguata copertura dalle parti di dietro.
Il che porta gli spagnoli ad indietreggiare ancor più maggiormente rispetto ai primi venti minuti di gara. Al 31’ ci prova, con coraggio, França, ma Chispi ribatte. Al 38’ ci riprova dalla distanza il portiere bomber, ma la solita saetta sfreccia soltanto dalle parti di Chispi.
A trentatree secondi dalla fine, per scansare lo spetto dei supplementari, ci riprova per l’ennesima volta Paçò calciatore, se la sbriga bene Chispi.
EXTRA TIME – Rimontato il doppio svantaggio iniziale e con il vantaggio del non avere a difendere la porta il titolare del Cartagena, potrebbe essere uno svantaggio non da poco per i portoghesi.
Asserzione subito smentita al 2’ minuto, allorquando Francisco Cortés la spara bene nello specchio della porta, ma senza fortuna. Capovolgimento di fronte, pochissimi secondi dopo, ed è Tomas Paçò, su assist delizioso di Merlim, a scagliare una sassata (deviata) che non lascia scampo.
Ed è vantaggio Sporting. Il Cartagena, allora, decide di giocarsi il tutto per tutto, con la mossa dei portieri volanti (con il portiere in panchina e la porta sguarnita, ma in superiorità numerica in mezzo al campo) ed è la mossa che dà ragione a mister Duda. Mina scagliata da Cortes (portiere per l’occasione) e assist per Castejòn che pareggia subito i conti.
Che appaiono, per biancoverdi, molto più salati adesso, per via delle tante occasioni sprecate, ma soprattutto di “numeri” che raccontano i tanti tiri da loro effettuati (74 in totale, di cui 41 nello specchio), ma con ben poco raccolto, fin qui. Specie se consideriamo che il Cartagena ha realizzato 3 reti con soli 8 tiri che hanno inquadrato la porta: un’efficienza realizzativa lodevole, non c’è che dire.
Il secondo tempo supplementare si apre con un contropiede di Santos, fermato con le cattive da Dario Fil prima della lunetta.
Viene fischiato il tiro libero per il superamento dei 5 falli fatti. Si prepara Paçò, ma viene stoppato da Chispi che da elemento di incertezza e di ingombro (per il tipo di gioco della squadra) rischia di diventare così l’eroe di giornata. Al 3’ il solito Paçò portiere scaglia una delle sue, che mettono in difficoltà il portiere avversario, ma senza scalfirlo.
L’ultimo squillo, prima dei calci di rigore, è del Cartagena con Mellado, che mette solo paura a Paçò, ma non gli incute seriamente terrore per la sua porta. Si va ai rigori dove decisivo risulta l’errore di Osamanmusa, un po’ in ombra in verità in questa semifinale rispetto ai suoi consueti standard.
Lo Sporting supera, così, 6-5 la tenace Cartagena dopo i penalty ed è la prima semifinalista. Ma che sudata!
IL TABELLINO
Cartagena
Chemi, Braga, Ramirez, Mellado, Dario Gil
A disposizione: Chispi, Juninho, Castejòn, Cortés, Waltinho, Motta, Izquierdo, Osamanmusa
All. Duda
Sporting
Bernardo Paçò, Tomàs Paçò, Santos, França, Merlim
A disposizione: Gonçalo, Zicky, Matos, Pauleta, Felipe Valerio, Chishkala, Bruno Pinto, Bruno Maior, Rocha
All. Dias
Arbitro: Veselic (Slovenia)
Reti: 12’ Waltinho (C), 18’ Cortes (C), 21’ Zicky (S), 24’ Felipe Valerio (S) 2’ p.t.s. Tomas Paçò (S), 4’ p.t.s. Castejòn (C)
Reti su calci di rigore: Waltinho, Dario Gil, Ramirez, Braga, Juninho per il Cartagena, Bruno Pinto, Rocha, T. Paçò, Santos, Merlim e Felipe Valerio per lo Sporting
Ammoniti: Valerio (S), Duda (all. Cartagena), Braga (C), Juninho (C), Tomas Paçò (S), Waltinho (C)
ILLES BALEARS PALMA – ETOILE LAVALLOISE 5-4 d.c.r. (6-6 al termine dei t.r.)
La seconda semifinale potrebbe essere già scritta per il blasone del Palma, con i suoi record e le sue ambizioni. Supportare anche dai “numeri”: l’imbattibilità per 30 match di fila, gli ultimi 3 titoli di Champions conquistati, la quarta finale consecutiva raggiunta. Insomma gli sfidanti francesi sembrano sconfitti in partenza.
Ma mai dare niente per scontato. Neanche che un Golia abbia sempre la meglio su un Davide. Soprattutto se Davide viene dall’orgogliosa e fiera Valle della Loira. E non pochi grattacapi hanno creato ai campioni spagnoli.
PRIMO TEMPO – I ritmi si accendono lentamente e i favoriti non decollano nel trovare strategie e incursioni. E così al primo ed unico affondo dei francesi, al 6’, gli sfavoriti passano in vantaggio con Guirio. Se li beve tutti sulla fascia sinistra, finta, controfinta e insacca. Il raddoppio arriva subito dopo, neanche 50 secondi trascorrono e a siglarlo con il tap-in vincente è Lutin, dopo la respinta di Cavalcanti su Mouhoudine.
Un ko tecnico in meno di sessanta secondi per il Palma. “Fuori in sessanta secondi”, è il caso di dire, citando un film nato l’anno prima della Champions di Futsal. Ma fuori, naturalmente, i favoriti (non più favoriti) non ci vogliono andare.
Degli spazi lasciati dagli spagnoli, ne approfittano i francesi per cercare il terzo gol al 9’ con Mohammed per due volte, nella stessa azione. Al primo flash Cavalcanti è attento, al secondo il….non inquadra lo specchio. Uno svarione difensivo di Bakkal al 10’ consegna a Charuto le chiavi di accorciare le distanze, nonostante l’alto livello di palleggio del Palma non s’avvia proprio. Bravo Charuto ad approfittare della disattenzione.
Lutin, invece, sull’altra sponda non riesce a sfondare, raccogliendo soltanto la splendida parata di Cavalcanti. Si scaldano i detentori della Champions al 14’. Ancora Charuto il mattatore di serata, ma la sua conclusione non fa fortuna. Triplo timbro per il Lavalloise sempre al 14’. Missile terra-aria da calcio piazzato di El Mesrar, che non lascia scampo a Cavalcanti.
E così il pluridecorato campione marocchino mette la sua firma sulla partita. Francesi che calano il poker un minuto dopo con un contropiede magistrale tradotto in una fuga per la vittoria di Guirio che purga il portiere con un tiro non irresistibile, ma sotto alle gambe. Timidissima reazione del Palma con un’altra stella Allison, ci mette le dita Marquet.
Francesi in versione rullo compressore che non si ferma. Al 17’ il pokerissimo è servito. E’ ancora Guirio il finalizzatore, ma quante colpe ha Cavalcanti che si lascia rubar palla dal nazionale classe 2000 che mette dentro a porta vuota. Scena che si ripete al 19’, ma il protagonista della rete è Mouhoudine.
Dopo due assist vincenti, arriva anche la rete per lui. Il primo tempo si conclude con il secondo gol per il Palma con Fabinho. Ma che disfatta, signori!
SECONDO TEMPO – Potrebbe essere tutta un’altra partita, la seconda frazione. O, per lo meno, il Palma vuole crederci. Al pronti, via, lancio millimetrico di Fabinho e scivolata di Machado che, con il terzo gol per gli spagnoli, fa aumentare le speranza di rimonta. I campioni del Palma attaccano con tutte le loro forze, i francesi vanno di rimessa, non disdegnando di dare qualche schiaffo alla sprovvista degli avversari.
E così, se da una parte,Guirio sfiora soltanto la settima rete al 24’, un minuto dopo uno svarione difensivo consente a Fabinho di ridurre ulteriormente le distanze, dopo aver battuto Marquet con una botta centrale.
A meno di un quarto d’ora dalla fine, il punteggio di 4-6 è tennistico, ma il match point sembra ancora lungi dall’arrivare. Non prima, almeno, che ancora Fabinho non impegnasse severamente Marquet, chiamato agli straordinari al 27’ e al 28’. Il buon Louis, da vecchia volpe, s’è fatto trovare pronto.
Alla mezz’ora di gioco complessivo, tra i due tempi, ci prova Ernesto a riaprire la gara, su assist di Deivao. Marquet, sempre pronto, gli sbarra la strada. Al suo terzo tentativo prepotente e ostinato, al 32’, Fabinho riapre finalmente la partita: il suo fendente era, obiettivamente, imprendibile.
Al 26’ calcio di rigore per il Palma per un fallo su Fabinho girato di spalle, che aveva tentato una rovesciata. Il penalty è trasformato dalla stessa stella brasiliana per la definitiva rimonta.
La “portierivolantite” prende anche i francesi che, punti d’orgoglio, vogliono finire tutti davanti, rischiando ad un minuto dalla fine di prendere gol su pallonetto, che purtroppo per Ernesto si rivela impreciso.
EXTRA TIME – Si va, anche per questa seconda semifinale, all’extra time tra due squadre che, verosimilmente, si scopriranno poco per la fifa di prendere poi un gol da dover recuperare in pochissimo tempo. E infatti il primo extra vola via che è un piacere, con il Palma schiacciato dietro e l’Etoile Lavalloise a palleggiare nella speranza di un colpo di genio dalla lampada.
Il secondo si smaterializza in men che non si dica, ma a parti invertite.
E’ Mohammed a rompere quest’equilibrio a due minuti dal termine, ma la botta è ampiamente alta sopra la traversa. Agli ultimi sgoccioli del tempo, ci prova Bakkali dopo un ampio palleggio di squadra, ma il tentativo fallisce. Ai calci di rigore è di uno dei protagonisti assoluti della serata, Guirio, sbagliare il quinto ed ultimo calcio di rigore, calciandolo fortissimo, ma abbastanza centrale, colpendo proprio il portiere per un giorno (anzi, per un rigore) Luan Muller. Dolorante per la fortissima botta, ma felicissimo per aver consentito con la sua fisicità di “parare” l’ultimo rigore.
IL TABELLINO
Palma
Cavalcanti, Piqueras, Ernesto, Fabinho, Machado
A disposizione: Muller, Carlos Barròn, Pena, Lin, Charuto, Lucào, Deivào, Mateus Maita, Alisson
All. Vadillo
Etoile Lavalloise
Marquet, Lutin, Bakkali, Mohammed, Mouhoudine
A disposizione: Amiard, Momo Dongmo, Bourdais, Tom Kolski, Morice, Guirio, El Mesrar, Eliott Kolski, Megrous
All. Moya
Arbitro: Manzione (Italia)
Reti: 6’ Guirio (E), 6’ Lutin (E), 10’ Charuto (P), 14’ El Mesrar (E), 15’ Guirio (E), 17’ Guirio (E), 19’ Mouhoudine (E), 20’ Fabinho (P), 21’ Machado (P), 25’ Fabinho (P), 26’ Fabinho (P)
Reti su calci di rigore: Mouhoudine, Megrous, Lutin e Bakkali per l’Etoile Lavalloise, Fabinho, Ernesto, Alisson, Lin e Piqueras per il Palma
(Foto: Depositphotos)
