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Angolo del tifoso

ANGOLO JUVENTUS – Nulla di scontato

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Kalulu Juventus
Tempo di lettura: 3 minuti

La Juventus supera per 2 a 0 a casa sua il tignoso Pisa di Alberto Gilardino. E’ un successo, però, solo dal punto di vista della classifica: tre punti in più e un deciso balzo in avanti verso le prime posizioni.
Per il resto, i ragazzi di Luciano Spalletti hanno faticato ad imporsi contro un avversario che, ricordiamolo, è impelagato nella lotta per evitare la retrocessione. Per più di un ora di gioco i bianconeri hanno evidenziato i soliti difetti: poca velocità di manovra, costruzione di gioco farraginosa, difficoltà a verticalizzare verso la porta avversaria.
Qualcuno aveva detto che questo ciclo di cinque partite (considerate “facili”) avrebbe potuto dare ai bianconeri la possibilità di rientrare addirittura nel giro scudetto. Ieri si è avuta la dimostrazione che la vittoria non si consegue per meriti acquisiti e che non bisogna dare nulla per scontato.

Difetti consueti

Nessuno mette in dubbio che il buon Luciano da Certaldo faccia sgobbare di brutto i suoi negli allenamenti quotidiani a Vinovo. Il problema è che non può mutare miracolosamente le caratteristiche basilari degli uomini che ha a disposizione. Se la difesa ha ritrovato un minimo di solidità grazie al piglio deciso del sergente Bremer, sempre impeccabile sia nelle chiusure che nei disimpegni, non si può dire lo stesso del centrocampo.

La coppia in mediana, Locatelli e K. Thuram, è sempre sovrastata in dinamismo da avversari molto meno blasonati di loro ma che corrono e pressano il doppio. In fase di interdizione si fanno comunque rispettare ma quando hanno il pallone tra i piedi la musica è molto diversa.
Passaggi elementari e prevedibili, nessuna imbucata a servire i compagni in avanti, perenne scarico sugli esterni McKennie e Cambiaso, anche loro a fasi alterne. Difetti consueti, nulla di scontato.

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Il peso delle aspettative

Ovvio che poi, l’uomo più atteso, Kenan Yildiz, vista la penuria di palloni giocabili senta il peso delle aspettative. Rientra a centrocampo per catturare finalmente la sfera, si allontana dalla zona dove può essere più pericoloso e lascia al suo destino l’altra punta Openda. Risultato? Quest’ultimo è facile preda della difesa pisana e si trova completamente avulso dalla manovra di gioco mentre il trequartista turco diventa molto più semplice da marcare e il suo apporto alla causa è ridimensionato di parecchio.
Se ci aggiungiamo che il contributo di un Koopmeiners, riciclato per l’ennesima volta nel ruolo di mezzala incursore, è impalpabile il quadro è completo. Occasioni da rete poche, qualche tiro sparato a casaccio verso la porta pisana in seguito a dei calci da fermo e, sostanzialmente, nessuna possibilità che il risultato si schiodi dallo zero a zero. E questa doveva essere una partita abbordabile? Non c’è nulla di scontato.

Pericoli in vista

E non si dimentichi che in campo, tra l’altro, ci sono anche i padroni di casa. I ragazzi di Gilardino hanno grinta e faccia tosta da vendere. Una volta imbrigliati gli avversari  non ci mettono molto a capire che, con un pizzico di fortuna, possono anche fare il colpo grosso e guadagnarsi quei tre punti che gli farebbero tanto comodo.
Quindi, una volta preso coraggio, non si limitano a spezzare le trame di gioco bianconere ma ne propongono di proprie, puntando tutto sulla velocità di esecuzione. E per poco il giochetto non gli riesce: solo il palo e la traversa salvano Di Gregorio dalla capitolazione in un paio di occasioni.

Onore al merito, quindi, e un plauso al coraggio dei toscani. E un nuovo rimprovero ai loro avversari: non solo incapaci di andare in vantaggio ma cosi miopi da non rendersi conto dei pericoli in vista. Non hanno compreso che non c’è nulla di scontato.

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Mossa a sorpresa

A questo punto, però, Spalletti ha capito che rischia la sconfitta e tira fuori il jolly dal suo mazzo di carte. La mossa a sorpresa, quella che sposta gli equilibri, si chiama Edon Zhegrova. Il sospetto che l’ala kosovara non abbia, allo stato attuale, che trenta minuti di autonomia ad incontro è fondato. Ma le sue doti tecniche lasciano il secondo piano i suoi problemi fisici: la sua mezz’ora in campo è sontuosa. Ha un altro senso del ritmo e il suo sinistro è fatato. Si muove tra le linee con leggiadria ed inventa calcio ed occasioni. Da una sua iniziativa nasce il primo gol:  lancia sulla destra McKennie, cross del texano in mezzo per l’inserimento di Kalulu e carambola sul difensore per la rete. Juventus in vantaggio e tutto molto più facile: controllo sul match e prevalenza fino al raddoppio nel recupero ad opera di Yildiz dopo una bella iniziativa di Miretti. Vittoria e tre punti in più, ma quanta fatica. Non c’è nulla di scontato.

(Foto: Depositphotos)

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