Angolo del tifoso
ANGOLO JUVENTUS – L’ago della bilancia
La Juventus riscopre il successo in campionato vincendo la sfida interna con lo spavaldo Cagliari di Fabio Pisacane. Luciano Spalletti, da un mese esatto sulla panchina bianconera, incassa con soddisfazione i tre punti e, consapevole che c’è ancora molto cammino da fare, analizza criticamente il match, soprattutto in relazione ai primi, deludenti 25 minuti di gioco.
La sua squadra ha iniziato la partita con il piglio sbagliato, ha subito l’iniziativa degli avversari e solo due grandi spunti del suo uomo migliore hanno ribaltato la situazione. Kenan Yildiz, più che l’inviato della Provvidenza, è l’ago della bilancia.
Creare la vittoria dal nulla
Il tecnico di Certaldo si coccola il suo campioncino: “Ha le qualità per crearti una vittoria dal nulla” e, contemporaneamente, lancia una implicita accusa ai suoi compagni. Non gli va di dover sempre sperare che il genietto turco sia in vena di fargli svoltare la giornata. E’ stato chiamato per mettere in piedi una formazione solida ed efficiente nel più breve tempo possibile.
Il suo progetto prevede, innanzitutto, una difesa granitica con almeno un giocatore in grado di far ripartire velocemente l’azione.
Ieri, i tre prescelti (Kalulu – Kelly – Koopmeiners) non sono stati esattamente impermeabili in copertura e parecchio esitanti in costruzione. A centrocampo la coppia di ferro, capitan Locatelli e K. Thuram, dovrebbe imparare a verticalizzare con rapidità in attesa che Fabio Miretti sia abbastanza maturo per prendere le redini della mediana. Sulle fasce i due esterni titolari ancora non ci sono, considerate le prestazioni deludenti contro gli isolani di Kostic e Cambiaso, sempre ottimo invece il polivalente McKennie che, tuttavia, rende di più al centro. In avanti, infine, tutto quaglia solo se i piedi buoni del trequartista turco dialogano alla pari con il folletto portoghese F. Conceição e innescano Vlahovic. E’ comunque lui l’ago della bilancia.
Doccia fredda
L’allenatore dei sardi, sin dalle prime battute di gioco, percepisce le indecisioni dei padroni di casa e incita i suoi a farsi sotto. La squadra lo prende in parola e, non appena in possesso palla, cerca di sfondare sulle fasce per poi prendere d’infilata la retroguardia bianconera con dei calibrati passaggi al centro.
In particolare, sulla fascia sinistra, il terzino destro isolano inizia a puntare uno spaesato Kostic, per nulla a suo agio nelle vesti di terzino di contenimento, e lo salta con regolarità. All’ennesimo pallone soffiato al serbo ecco servita la doccia fredda: fuga sulla corsia, pallone al centro dell’area bianconera con un passaggio all’indietro e comodo tocco in porta dell’attaccante per il vantaggio dei sardi. Sguardi di disappunto tra gli uomini di Spalletti e anche qualche testa bassa, con più di qualcosa sulla coscienza. Lo sguardo del Mister si sofferma su di lui, l’ago della bilancia.
Il momento della svolta
Il suo allenatore ne ammira, soprattutto, la capacità di spaccare le partite con i suoi lampi di genio. In questo caso gli toccherebbe di raddrizzarla ma fa lo stesso. Nei primi venticinque minuti non si è visto tanto, anche perché i suoi compagni non hanno saputo fargli arrivare dei palloni giocabili.
Poco male, il numero dieci bianconero sa quando e dove materializzarsi per prendersi la scena e fare di ogni partita la sua partita.
La Juventus si riporta caparbiamente in avanti, c’è un batti e ribatti al limite dell’area cagliaritana e poi, sul pallone vagante, compare improvvisamente il ragazzo turco che, con una staffilata infila il portiere avversario e placa il pubblico dello Stadium, con il corredo di un conciliante bacio alla curva per festeggiare la rete. Anche da questi piccoli gesti si capisce che è lui l’ago della bilancia.
Opera completata
E adesso, per dare soddisfazione al suo mentore Spalletti e completare l’opera, manca solo il gol che completerebbe la rimonta e consegnerebbe il successo ai suoi. Niente paura, il repertorio di magie del Piccolo Principe del Bosforo ha spesso in programma almeno due acuti a partita a beneficio del suo pubblico. Si tratta soltanto di aspettare il momento e l’occasione giusta per lucidare il suo sinistro.
Che arriva, puntuale, nei minuti di recupero del primo tempo. Una bella intuizione di McKennie a metà campo scatena la corsa del poderoso Kalulu sulla fascia. Il terzino francese alza la testa e poi piazza un cross al centro dell’area avversaria indirizzato a lui. Yildiz si produce in un sinistro al volo che buca la rete isolana per la seconda volta e fa sollevare il boato dello Stadium.
E’ la rete della rimonta, è la rete che fissa il risultato in maniera definitiva sul 2 a 1, è il marchio sulla partita impresso dall’ago della bilancia.
(Foto: Depositphotos)
