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Benevento

PUNTO A C – Quei demoni del gioco….

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Punto C Serie C
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Dopo 14 giornate, nel girone C della serie C il treno della classifica sembra un pezzo di pane tagliato perfettamente a metà.

Perché, se per il discorso dell’alta classifica, il gioco dei troni del primo posto è sempre più un ménage à trois, la lotta per la salvezza è un cantiere che parte dall’attuale ultima (Picerno) e coinvolge anche l’Atalanta U23 (adesso al decimo posto con 17 punti).
Enigmatica. Assolutamente comprensibile è invece, dicevamo, l’affare a tre sulle alte vette.
Se la riprende, mettendoci un’altra momentanea bandierina, la Salernitana di Raffaele, rifilando un 2-1 fuoricasa al Team Altamura su due penalty (di Liguori e Golemic), il secondo al quarto minuto di recupero.
Rigore netto, per carità, ma che evidenzia ancora una volta le difficoltà della squadra granata in questa categoria. Una sofferenza che è passata finanche per l’ennesimo svantaggio iniziale.
Il gruppo, indubbiamente, è reattivo, non molla, cuore e carattere a quintali, ma i disorientamenti difensivi, un centrocampo fragile e un attacco poco efficace stanno incidendo non poco sul piano dei contenuti del gioco.

E’ vero che, alla fine, quel che conta è la sostanza (e la predominanza autorevole della Salernitana, specie sul possesso palla, è indubbia), ma se Atalanta U23 e Trapani hanno, fin qui, segnato più reti della Bersagliera, una riflessione non si può non aprire.
Per esempio, la Salernitana, da inizio stagione ad oggi, non ha mai vinto con più di un gol di scarto le sue gare. Come dire, le partite non le ha ancora mai veramente chiuse. E questo è uno scricchiolio di cui tenere conto. Aspettando anche i rientri di Luca Villa, dopo il frontale che spaventò non poco sette giorni fa, metronomo e architetto operoso, preciso e generoso di questa squadra, e di Eddy Cabianca, difensore centrale dinamico, rapido ed estroso nelle letture difensive. Due elementi che a Raffaele mancano come l’aria.

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Dopo il sisma Auteri, rilancia le sue ambizioni di pietra d’inciampo il Benevento e nel giorno dell’esordio di Antonio Floro Flores schiaffeggia il Monopoli per 3-1 e non si possono non sottolineare i due goal-playstation di Lamesta e Ricci. Torna al secondo posto il Benevento approfittando anche della sconfitta del Catania contro l’ammazzagrandi Casarano.

Maita e Prisco, poi, dirigono le operazioni in un modo davvero impeccabile. Il primo, con l’eleganza del riccio che lo contraddistingue, è decisivo e risolutivo come mai: assist, gol, recupero palloni. Il secondo costruisce, occupa gli spazi vuoti senza palla, analizza quello che accade con una lettura impressionante.
Mastodontici entrambi. E’ chiaro che il cammino di Floro Flores sulla panchina della prima squadra è appena iniziato e che non è neanche questione di dire “chi ben comincia….”.
La questione è che la squadra ammirata contro il Monopoli è apparsa sgombra di pesantezze, libera di pesi, svincolata da stress. In un ambiente, come quello beneventano, molto molto esigente e con grande voglia di tirarsi fuori dalla C per cimentarsi nuovamente in B. Al momento non sappiamo ancora se l’ex calciatore del Napoli e della Nazionale vorrà più provare a innestare le sue idee o se adatterà le sue idee di gioco a quella di Auteri. Il lavoro che lo aspetta non è certamente dei più semplici. Ma già la scelta di adottare un sistema di gioco molto simile al suo predecessore è sintomo di una bella umiltà e sagacia, che promettono bene e fanno ben sperare per la Strega.
E il primo banco di prova sarà, dapprima, la trasferta a Cosenza e poi il duello in casa contro la Salernitana. Ecco, ad un’analisi allo specchio tra le due contendenti, potremmo dire che i giallorossi i loro demoni del gioco li stanno esorcizzando e provando a scacciarli. Mentre, su questo, i granata forse stanno faticando persino a riconoscerli.

(Foto: Depositphotos)

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