Angolo del tifoso
ANGOLO NAPOLI – Punto interrogativo
Nessuna aspettativa c’era, alla vigilia di Inter-Napoli.
Confonto tra le due squadre eliminate in settimana in terra spagnola da una Champions League in cui, specie i nerazzurri, speravano di fare ben altra strada.
Tanti punti di vantaggio per i padroni di casa sulla seconda nel campionato nazionale.
Troppe lunghezze di distanza per gli ospiti per provare anche solo a pensare di raggiungere i primi quattro posti in classifica.
In formazione più o meno tipo, fatta eccezione per il riposo precauzionale di Osimhen tra gli azzurri, le due squadre hanno approcciato in maniera profondamente diversa la partita.
La direzione arbitrale di La Penna, peraltro, non ha aiutato per nulla a considerare normale il match coi nerazzurri.
Eccessiva la tolleranza sui falli assai duri dei primi quindici minuti ad opera di Barella, Pavard e Darmian, col primo che andava certamente ammonito.
Inspiegabile, in aggiunta, l’aver consentito ad Acerbi di maltrattare Raspadori in ogni angolo di campo.
Nulla, probabilmente, sarebbe cambiato nel primo tempo, dove il Napoli non ha mai tirato nello specchio (perché quest’anno senza Osimhen si è del tutto innocui).
L’Inter è andato in vantaggio su una bella azione manovrata, ma la gestione di gara dell’uomo in maglia gialla è stata assolutamente in linea con la pessima stagione degli ormai quasi ex-campioni d’Italia.
Un’ammonizione inventata ai danni di Lobotka al cinquantesimo ha inaugurato invece una ripresa dove il Napoli ha quantomeno provato a giocarsela nella metà campo avversaria.
Gara complessivamente difficile da interpretare, con gli azzurri che l’hanno ripresa con la testa di Juan Jesus dopo i cambi conservativi di Inzaghi e grazie all’assist di Bastoni, una volta tanto a favore degli avversari.
Gli azzurri devono ripartire dalla fase finale del match, dalla voglia di andare a pareggiare e di lottare su ogni pallone vagante in ogni angolo del rettangolo verde.
E’ un punto probabilmente guadagnato quello conquistato a San Siro, ma ce ne è un altro, gigantesco, che ha la forma di un interrogativo e che campeggerà da qui alla fine e per buona parte dell’estate che verrà.
Da chi o cosa ripartire?
Si scenderà in campo, da adesso in poi, per trovare qualche risposta.
Ideale sarebbe ragionarci anche fuori dal rettangolo di gioco, programmando ed immaginando quel che dovrà accadere da agosto in poi.
Con le mani sul manubrio e tanta forza sui pedali.
Sperando che qualcuno sia in grado, invece, di alzare la testa e usare il cervello.
(Foto: Depositphotos)
