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Impatto Natan – Come il brasiliano si è preso il Napoli

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Napoli festa Scudetto
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In estate il Napoli ha dovuto dire addio al suo miglior difensore della passata stagione sostituendolo con Natan, un giovane sconosciuto proveniente dal Brasile. Come è ormai comprovato l’ex Bragantino non è mai stato la prima opzione dei partenopei, ma probabilmente neanche la seconda o la terza. Dopo un’annata che aveva visto il tricolore tornare nel capoluogo campano la società avrebbe voluto andare sin da subito su un centrale già formato come Danso, ma il ritardo nella cessione di Kim e le alte pretese di un Lens che aveva perso tasselli importanti e che doveva prepararsi a giocare la Champions hanno impedito al club di De Laurentiis di chiudere per l’austriaco. E allora via per la solita linea verde a cui l’istrionico patron azzurro ci ha ormai abituati, con un scommessa proveniente stavolta dal Sudamerica.

Dalla scoperta ai dubbi

Al contrario del colpo Kvaratskhelia, pescato con magistrale sapienza da Maurizio Micheli (o come detto recentemente da ADL dal figlio Edoardo), l’intuizione Natan pare essere arrivata dal neo ds dei campani, Mauro Meluso, abituato ad osservare in pianta stabile i campi brasiliani alla ricerca di qualche perla in un campionato dove spesso in Italia non si guarda. Arrivato nell’anonimato più totale, sicuramente l’incipit non è stato dei migliori: è balzato infatti subito all’occhio di molti il problema cardiologico avuto ad inizio 2022 che lo aveva tenuto fermo due mesi e la successiva lesione ai legamenti del ginocchio sinistro la scorsa stagione. Proprio tale condizione, legata anche al doversi abituare ad un calcio totalmente diverso da quello che giocava con il Bragantino, è il motivo che ha portato Rudi Garcia a preferirgli inizialmente un giocatore più formato e d’esperienza come Juan Jesus nonostante i noti deficit tecnici dell’ex Roma.

Il debutto

Il debutto, dal primo minuto, è infatti arrivato nella gara del 24 settembre contro il Bologna, partita nella quale, nonostante le difficoltà tattiche della squadra, il ragazzo ha dimostrato fin da subito il suo talento. Da quel momento, complici anche gli infortuni di Juan Jesus e Rrahmani, il 2001 non è stato più tolto dal campo, disputando sempre i 90 minuti e guadagnando man mano maggior fiducia ed esperienza (non per niente è stato scelto dai tifosi come MVP di settembre).

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La gara della consacrazione, per così dire, è stata quella di Champions League contro il Real Madrid: se fino a qualche mese prima il giovane si ritrovava a giocare in Brasile ora l’avversario era di ben altro calibro, uno dei migliori a livello mondiale. Nonostante ciò però il ragazzo non si è scomposto e con la fame di chi sa da dove viene e dove vuole arrivare ha messo in campo una prestazione sontuosa, non sfigurando certamente davanti ai connazionali Vinicius e Rodrygo indipendentemente dalla sconfitta

L’urlo liberatorio

Dalla gara di Champions League contro l’Union Berlino è andato virale l’urlo liberatorio di Natan che, al 90′, è entrato in tackle mandando il pallone in rimessa laterale. Proprio quell’urlo, legato anche alla complicata situazione in casa azzurra, è un gesto che è entrato sin da subito nei cuori dei tifosi napoletani. Esso rappresenta infatti tutta la grinta e l’abnegazione di un giovane che vuole dimostrare a tutti di poter stare dov’è, al di là dei dubbi che molti, legittimamente, hanno avuto in estate al momento del suo acquisto.

Proprio tale gesto ricorda quello di Kim nella gara d’andata contro il Milan di un anno fa quando, dopo aver sventato un azione pericolosa, il coreano si era lasciato andare in un urlo liberatorio. Tra pochi giorni il Napoli affronterà i rossoneri e chissà che proprio tale assonanza non possa essere un buon segno per vedere il brasiliano prendersi i partenopei come fatto lo scorso anno dall’attuale giocatore del Bayern.

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(Foto: LBDV)

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