Approfondimenti
ANGOLO SALERNITANA – La marea sta salendo
Due tre musi storti s’erano intravisti: giusto in tempo a raddrizzarli, direi. La Salernitana si scrolla di dosso -magari definitivamente- il complesso dell’imbucata al GranBallo, scoprendo tutta assieme la consapevolezza che sì: è questo, proprio questo il nostro posto.
Famelica, spietata, fiuta il sangue: lo sente, lo trova, azzanna. Due volte in un quarto d’ora e poi via, in surplace.
Nicola si permette pure qualche lusso: il TopPlayer sull’altra fascia, Vilhena esterno, le rotazioni nutrienti l’autostima degli esclusi. Ché si giocherà spesso e volentieri: riserve non ce ne sono, non ce ne potranno essere.
Mancavano i gol: come col kechup arrivano tutti assieme. Un classico, con buona pace di chi si è fissato con Djuric più mo che l’anno passato. Bizzarrie tutte nostre, portate pazienza.
Senza troppo volare con la fantasia, ci si gode lo spettacolo di un Arechi in visibilio, cui partecipa sontuoso lo sventolio blucerchiato.
Che succede, allora? Nulla, è la marea. Non puoi impedirle di salire. Non lo senti quant’è dolce la salsedine?






