Trentin (Venezia FC): “Squadra giovane che punta in alto” (ESCLUSIVA)

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Grazia Trentin ne ha fatta di strada. Partita dai campetti del Triveneto come calciatrice di discreto livello (punta massima i cinque anni in serie B con il Cf Trento), ha poi allenato per diverse stagioni toccando anche l’A2 al Real Bardolino. Ora completa la carriera con un ruolo dirigenziale, tra scrivania e campo, come responsabile del Femminile del Venezia FC, partito da zero in questa annata sportiva. Nel frattempo non disdegna di seguire corsi di management sportivo, tant’è che sta frequentando il corso “Management del Calcio organizzato dal settore tecnico della Figc e dalla Sda Bocconi. Le veneziane militano nel campionato di serie C (girone B) e occupano la seconda posizione.

Nella partita di domenica 21 marzo avete vinto in trasferta contro il Mittici, formazione di bassa classifica. Immagino che il risultato vi soddisfi. Anche la prestazione?

“Le partite non sono mai semplici soprattutto su terreni di gioco irregolari come quello di domenica scorsa a noi non congeniali; il risultato soddisfa e la prestazione è sempre migliorabile perché alcuni errori evitabili contribuiscono comunque alla crescita tecnica generale”.

La prossima sfida è contro il Padova. Un derby (veneto) è sempre un derby, spesso una partita a sé.

“Certamente in linea generale chi viene a giocare contro di noi mette sempre in campo qualcosa in più; il derby è sempre molto sentito e per questo una gara a sé da affrontare sempre con attenzione”.

Siete secondi a meno quattro dalla capolista Vicenza, uno svantaggio recuperabile. Il vostro obiettivo, visto che siete lassù, ai piani alti, e siete stati anche due giornate in testa alla classifica, è la vittoria finale e la promozione in B?

“Il nostro obiettivo è di restare nella scia di alta classifica credendo di poter giocarcela di partita in partita, poi chissà. Abbiamo perso punti per strada e siamo consapevoli dei nostri errori. Ora affrontiamo di settimana in settimana i singoli impegni con determinazione cercando di dare sempre il massimo. Il nostro principale obiettivo è crescere e consolidare il nostro gioco, non sarà semplice, ma il nostro focus è questo”.

Guardando alle statistiche, si nota che fate tante reti (siete primi per gol fatti) ma ne subite un po’ troppe (solo quarte nei minor numero di gol incassati). E’ questo il limite della squadra? Segnare 3,5 gol a partita comunque non è male e le vostre attaccanti, da Zuanti a Mella a Cacciamali vanno spesso nel tabellino dei marcatori.

“Credo che questa proiezione rappresenti la vocazione al nostro gioco con propensione all’attacco. Calcoliamo che abbiamo mediamente una rosa giovane e gli errori fanno parte del percorso di crescita”.

Avete perso tre volte, due di misura contro il Brixen e il Trento e una in modo pesante, proprio contro il Vicenza. Ci fosse una partita da dimenticare, da cancellare, sarebbe proprio contro quella contro le biancorosse? Quale è stata la partita che invece vi ha dato più soddisfazioni?

“Credo che ogni partita vada ricordata, passando dai fallimenti si può ambire a migliorare e un domani arrivare in alto. A volte anche la fortuna non ci ha sorriso per le tante occasioni da rete create, ma questo è il calcio. Il Vicenza ha meritato ampiamente la vittoria, noi in quella gara siamo state assenti. Tutto contribuisce a costruire il puzzle del nostro percorso. Non esiste una partita che ha dato più soddisfazioni, esiste la soddisfazione di giocare gare che danno gioia ed emozioni alle nostre giocatrici e sostenitori nel raggiungimento di una vittoria meritata”.

Fabiana Comin è la vostra allenatrice con un passato rilevante da portiere. Tra le altre cose ha recentemente allenato il Cittadella in serie B. Come fa giocare la squadra? Che impronta dà, come tratto peculiare, alla formazione?  

“Comin ha dato un’impronta di gioco vocata all’attacco, durante gli allenamenti è sempre presente a stimolare le giocatrici per metterle sotto pressione ed aumentare il ritmo di gioco. La rosa è giovane ed eterogenea, si cerca di portare le ragazze allo stesso livello, a volte non è semplice e ci vuole anche pazienza per farle crescere”.

Avete una rosa giovane, con un’età media di 22,4 anni. Dovesse fare dei nomi di ragazze che hanno piede, testa e gambe per emergere ai massimi livelli (serie A e B), chi mi farebbe? Le bomber che ho citato prima? O ci sono altri prospetti pure interessanti?

“Puntare sulle giovani è stata una scelta importante, come il fatto di creare un gruppo eterogeno con un profilo internazionale. Certamente le ragazze che ha citato, ma anche le altre nate intorno e oltre il 2000 hanno potenziale di crescita importante per ambire alle categorie superiori”.

Il Venezia femminile, se ho ben capito, è parte integrante del Venezia calcio. Immagino che tra voi ci siano sinergie, collaborazioni, sostegno, anche finanziario. Che progetti avete per il futuro? Mi spiego: la serie C è un momento di passaggio per un futuro, più o meno vicino, nelle massime serie calcistiche femminili?

“Il Venezia FC è un’unica famiglia ed ha sposato il progetto sportivo di sviluppo dell’area femminile a medio lungo termine con impegno a sostenere i valori etici e sociali del calcio affinchè sia veicolo di progresso culturale e forte inclusione. Certamente nel futuro si prospetta il raggiungimento della categoria superiore nei tempi e modi giusti. Per noi questa stagione è l’anno zero, siamo pertanto consapevoli che il lavoro di costruzione è appena iniziato e cercheremo di dare sempre il massimo sviluppando anche il settore giovanile (già presente la nostra Juniores) e potenziando le varie aree di sviluppo”.

Non mi resta che augurarvi un buon proseguimento del campionato e che possiate centrare i vostro obiettivi!

“Grazie mille per l’attenzione e per l’augurio”.

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